Boom dell’“Odissea”, Ankara rilancia le “origini turche” di Omero

di Carmela Piccione (adnkronos.com, 17 agosto 2026)

Omero avrebbe avuto origini turche e avrebbe scritto l’Odissea all’interno di una grotta fuori dalla città di Izmir, sulla costa turca dell’Egeo, nell’antichità conosciuta con il nome di Smirne. A rilanciare la paternità turca del mitico autore – nel quadro del rampante nazionalismo di Ankara – è il ricercatore turco Altan Altin.

«Questo posto è sempre stato chiamato “la Valle di Omero” dai locali» ha spiegato in un’intervista all’Afp Altin, che ha scritto un libro sull’argomento. «Venivano da tutto il mondo per vedere la grotta dove si dice che Omero abbia composto i suoi poemi». Dibattito aperto e “in progress” dopo il trionfo dell’Odissea cinematografica di Christopher Nolan (in testa ai box office con 1,1 miliardi di incasso ai botteghini). Il poeta è stato per molto tempo associato alla regione di Izmir, sulla costa egea della Turchia, nei cui pressi scorre il fiume Meles «con le sue belle acque, dove c’è la grotta, dove si dice che Omero compose le sue poesie», scrisse il cronista e geografo greco del II secolo Pausania.

Parole, quelle di Altin, che hanno alimentato una discussione secolare, che continua ancora oggi, sulla vita di Omero e sulla posizione del fiume dove si pensava fosse nato nell’VIII secolo avanti Cristo. Quella in cui sarebbero nati i versi è una grotta rocciosa, impervia, quasi inaccessibile, difficile da visitare per qualsiasi turista. All’interno, in passato, i viaggiatori hanno lasciato iscrizioni in Greco sulle pareti, sebbene non sia chiaro quanto siano antiche. Comunque non è soltanto l’antica Smirne che rivendica i natali illustri del sommo poeta, ma anche l’isola greca di Chio, assieme ad altre cinque località meno “accreditate”.

«A mio avviso non c’è dubbio, Omero viene da Bornova» ha aggiunto il ricercatore turco. «In ogni caso è originario della Ionia, antica regione costiera dell’Asia Minore, sulla costa egea della Turchia, che include Smirne e Chio». Per sostenere la sua tesi, Altin indica un fregio del III secolo a.C. raffigurante la divinizzazione di Omero, e che, secondo lui, riproduceva la grotta di Bornova con notevole precisione. «Questo bassorilievo era già noto, ma nessuno aveva mai notato gli stessi dettagli di quelli trovati nella grotta di Omero» ha continuato Altin. «È la prima volta che viene alla luce una “narrazione” geografica così dettagliata».

I ritrovamenti archeologici nell’area fanno pensare a un legame con Omero. «Le scoperte degli scavi, in particolare le monete che portano l’immagine di Omero», è intervenuto l’archeologo Mehmet Akif Erdem, «indicano che gli abitanti dell’antica Smirne consideravano il poeta uno dei loro». A Yesilova Hoyuk, un sito neolitico considerato il più antico insediamento umano preistorico conosciuto a Izmir, si trova, poi, un busto di Omero con l’iscrizione: «Ho compilato l’Iliade e l’Odissea epiche su questa terra. Ho vissuto a Bornova».

La città — che già ospita una fiera del libro dedicata a Omero e ha collocato una statua di Ettore in un parco locale — sta pianificando, ora, di ristrutturare la grotta e aprirla ai visitatori per capitalizzare il rinnovato interesse per l’antico poeta. «Preservare l’eredità di Omero è un dovere che dobbiamo all’umanità. È uno dei padri fondatori della letteratura» ha dichiarato il sindaco di Bornova, Omer Eski all’Afp. Ma non tutti condividono la sua visione.

In realtà, prima della riscoperta paternità del cantore cieco, nel 2024, esponenti locali del partito al governo Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan avevano proposto di rinominare la Valle di Omero in onore di un combattente turco, affermando che il sito non dovrebbe avere un nome greco. «Cancellare il nome di Omero sarebbe una delle peggiori cose che potremmo fare a Bornova» ribatté allora il sindaco, spiegando che l’obiettivo delle autorità locali fosse quello di «far conoscere Omero al mondo intero come un abitante di Bornova» e, di conseguenza, rendere la città un’attrazione turistica.

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