Dallo sport alla politica, il premier della Groenlandia che sfida Trump

Afp

di Massimo Basile (agi.it, 13 gennaio 2026)

Da campione di badminton, il premier della Groenlandia Jens-Frederik Nielsen, 34 anni, dovrà fare ricorso alle sue conoscenze sportive per schivare i colpi del presidente Donald Trump, deciso a prendersi l’isola artica. La prova più delicata è quella che vedrà a Washington domani un incontro cui parteciperanno il vicepresidente J.D. Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen e della Groenlandia Vivian Motzfeldt.

Nielsen seguirà a distanza, ma in questa fase manderà avanti i suoi rappresentanti. Nato nella Capitale Nuuk nel 1991, Nielsen è figlio di una groenlandese e di un danese, una condizione che l’aveva reso oggetto di bullismo quando era bambino. Laurea in Scienze sociali, aspetto atletico, fino a sei anni fa era famoso soprattutto per la sua attività di sportivo, come atleta della Nazionale groenlandese di badminton. In politica Nielsen è un esponente di destra e indipendentista, prima come leader del Partito democratico, poi ministro dell’Industria e delle risorse minerarie, proprio il settore cui punta Trump assieme ai suoi amici donatori.

Le elezioni del marzo dell’anno scorso hanno decretato la sua vittoria e definitiva ascesa politica. Nielsen ha formato un governo di grande coalizione di cui fanno parte un altro partito di destra e due di sinistra, ma da cui sono rimasti esclusi gli indipendentisti radicali e populisti di Naleraq, la formazione su cui puntava la famiglia Trump per accelerare il passaggio dell’isola sotto il controllo americano. Nielsen ha già chiarito la sua posizione riguardo al futuro della Groenlandia: ha dichiarato che non passerà mai agli Stati Uniti, ma vuole ridurre la dipendenza economica dalla Danimarca, per cui è pronto ad ascoltare le proposte di Trump.

Considerato un leader brillante e carismatico, bravo anche con la chitarra, il premier groenlandese dovrà tenere a bada Danimarca e Stati Uniti, soprattutto quello che appare al momento l’avversario più pericoloso: Trump. La sua strategia è quella di ridurre la dipendenza ascoltando le proposte di Trump, mantenendo ferma la sovranità nazionale.

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