Hollywood si fa (più o meno) politica ai Golden Globe 2026

Ph. Michael Tran / Getty Images

di Savannah Walsh (vanityfair.it, 12 gennaio 2026)

Ai Golden Globe 2026, i creativi che hanno realizzato il Miglior film in lingua non inglese dell’anno, L’agente segreto, hanno dichiarato che «questo è un momento molto importante» per fare cinema. Stephen Graham di Adolescence ha concluso il suo discorso di accettazione per il premio al Miglior attore in una miniserie citando One Love di Bob Marley.

Questo tipo di affermazioni vagamente politiche ha caratterizzato l’83ª edizione dei Golden Globe, anche se la conduttrice Nikki Glaser ha aperto la serata scherzando sul fatto che questi premi sono «senza dubbio la cosa più importante che sta accadendo nel mondo in questo momento». Sul red carpet dei Golden Globe 2026, candidati e presentatori, tra cui Wanda Sykes e Natasha Lyonne di Poker Face, hanno indossato una spilla con la scritta «Be Good», in riferimento a Renée Nicole Good, uccisa mercoledì nella sua auto da un agente dell’Ice a Minneapolis, scatenando proteste in tutta la nazione. Le spille erano una dichiarazione anti-Ice, così come quelle indossate da altri partecipanti con la scritta «Ice Out».

Come riferisce il New York Times, le spille sono nate da una campagna di protesta promossa dall’Aclu e organizzata da un gruppo di sostenitori dell’industria dell’intrattenimento. «Naturalmente questo è per la madre che è stata uccisa da un agente dell’Ice, ed è davvero triste», ha detto Sykes a Variety sul red carpet prima della cerimonia. «So che oggi la gente sta scendendo in piazza per protestare, e noi dobbiamo far sentire la nostra voce. Dobbiamo essere là fuori e fermare questo governo allo sbando, perché quello che stanno facendo alle persone è semplicemente terribile».

Mark Ruffalo, interprete di Task, ha detto di aver trovato difficile concentrarsi sui festeggiamenti a base di champagne della serata, dato lo stato turbolento in cui versa il mondo. «Abbiamo, letteralmente, truppe d’assalto che girano per le strade seminando terrore, e per quanto io ami tutto questo, non so se posso fare finta che queste cose folli non stiano accadendo», ha detto Ruffalo a Entertainment Tonight dal red carpet. «Abbiamo un presidente che dice che le leggi del mondo non gli si applicano e che possiamo fare affidamento sulla sua moralità: ma lui non ha alcuna moralità, quindi dove ci porta tutto questo? Dove porta il mondo?».

La campagna #BeGood, sostenuta da organizzazioni come Maremoto, Move On, National Domestic Workers Alliance, Working Families Power e «leader di ogni settore dell’industria dello spettacolo», vuole anche onorare Keith Porter, ucciso da un agente dell’Ice fuori servizio a Los Angeles la notte di Capodanno. Le morti di Porter e Good arrivano all’indomani del «reclutamento da tempo di guerra» da cento milioni di dollari dell’amministrazione Trump, volto ad ampliare le capacità operative dell’Ice. Secondo il Times, l’obiettivo della campagna Be Good è ricordare alle persone «di essere buone l’una con l’altra di fronte a questo orrore: di essere buoni cittadini, vicini, amici, alleati, ed esseri umani».

Nel monologo di apertura della serata, Nikki Glaser ha alluso agli Epstein file senza pronunciare esplicitamente il nome di Jeffrey Epstein. «Ci sono tanti personaggi di spicco, nel senso che spiccavano su una lista che è stata pesantemente censurata» ha ironizzato, prima di affondare il colpo contro i vertici della rete che trasmetteva l’evento. «E il premio per il maggior numero di tagli nel montaggio va a Cbs News», ha detto Glaser. «Il nuovo posto in America dove trovare bs news [“notizie piene di stronzate”, N.d.R.]». Si trattava di un riferimento alla polemica sul controllo editoriale della nuova direttrice di Cbs News, Bari Weiss.

La protagonista di Hacks, Jean Smart, ha portato con sé per tutta la serata un messaggio vagamente politico. Quando Entertainment Tonight le ha chiesto di parlare delle riprese dell’ultima stagione della sua serie di successo su Max, ha detto che l’esperienza «è stata un po’ oscurata da ciò che sta accadendo nel nostro Paese». Smart, che all’indomani degli incendi di Los Angeles aveva esortato le reti televisive a «prendere seriamente in considerazione» l’idea di non mandare in onda alcuna cerimonia di premiazione e di devolvere invece gli introiti ai primi soccorritori e alle vittime degli incendi, ha poi precisato il suo pensiero.

«Sento che siamo a un punto di svolta in questo Paese», ha detto Smart. «Spero che le persone riescano a non perdere la testa, perché ci vuole molto coraggio e autocontrollo. Sento che ci sono entità che forse vorrebbero che reagissimo con rabbia. So che la gente trova fastidioso che un attore colga un’opportunità come questa per parlare di questioni sociali e politiche, ma io non sono qui come attrice, bensì come cittadina e come madre. Spero che la gente lo capisca».

Durante la cerimonia, in cui si è aggiudicata la terza statuetta come Migliore attrice in una serie tv musicale o comica, Jean Smart ha fatto nuovamente riferimento al panorama politico nel suo discorso di accettazione, senza però nominare direttamente le questioni che le stanno più a cuore. «Ci sono molte cose che si potrebbero dire stasera. Ho già detto la mia sul red carpet, quindi non lo farò anche qui», ha affermato. «Ma vi ringrazio. Facciamo tutti la cosa giusta. Credo che ognuno di noi, in cuor suo, sappia qual è la cosa giusta da fare, quindi facciamola».

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