Tutto in famiglia: Joshua Kushner alla corte dei miracolati di Trump

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di Pietro Maggi (linkiesta.it, 22 agosto 2026)

C’è un nuovo membro nella corte dei miracolati della presidenza Trump. Non è la figlia Ivanka, né il genero Jared Kushner, diventato una sorta di Segretario di Stato ombra, specializzato in Medio Oriente e frequente interlocutore di Benjamin Netanyahu.

È Joshua Kushner, fratello minore di Jared: un investitore tecnologico newyorkese di 41 anni che vota per i Democratici e ha appena concordato (ma non completato) l’acquisto dei Los Angeles Lakers per 12,5 miliardi di dollari. Il venditore, Mark Walter, ha accettato l’offerta in appena 72 ore, mentre la Securities and Exchange Commission, l’autorità statunitense che vigila sui mercati finanziari, indagavano sui prestiti miliardari concessi da due compagnie assicurative sotto il suo controllo. Per Kushner il basket è sempre stato un pallino da quando giocava da ragazzo nel vialetto della casa di famiglia a Livingston, nel New Jersey, e frequenta da anni le partite della Nba. Nel 2019 ha acquistato una piccola quota dei Memphis Grizzlies, successivamente venduta per entrare nei Miami Heat. Sua moglie, la supermodella Karlie Kloss, dirige Bedford Media, società finanziata insieme al marito, che controlla la rivista i-D e i diritti per rilanciare Life. E possiede a sua volta una partecipazione nelle New York Liberty della Wnba.

L’acquisizione dei Lakers si comprende soprattutto attraverso Thrive Eternal, la holding a capitale permanente lanciata da Kushner il 24 aprile per acquistare pochi marchi destinati a durare per decenni. Non deve restituire il capitale entro la scadenza tipica di un fondo e non nasce con l’obiettivo di rivendere rapidamente ciò che compra. Nella sua prima lettera formale agli investitori, Kushner ha scritto che «in un mondo di intelligenza abbondante, alcune esperienze umane scarse potrebbero contare di più». La scommessa è che l’IA renda più prezioso ciò che non può produrre, come lo sport dal vivo che conserva un potere che quasi tutti gli altri prodotti televisivi hanno perduto: obbliga il pubblico a guardare la stessa cosa nello stesso momento. Per questo i diritti della Nba continuano a richiamare grandi gruppi tecnologici, nonostante la televisione tradizionale continui a perdere abbonati.

Il primo investimento di Thrive Eternal è stato nei San Francisco Giants per una quota inferiore al 10 per cento della squadra di baseball, senza assumerne il controllo. Kushner e [il suo socio in affari Robert] Iger hanno poi incaricato alcuni consulenti finanziari di preparare un’offerta per l’eventuale nuova squadra Nba di Las Vegas. La franchigia però non è ancora stata autorizzata. Il progetto è rimasto allo stadio preliminare ed è stato abbandonato quando si sono resi disponibili i Lakers. Il prezzo è fuori mercato, visto che nel 2025 Walter aveva valutato la squadra di Los Angeles 10 miliardi di dollari. Meno di un anno dopo, l’ha venduta a 2,5 miliardi in più. Lo stesso Iger ha ammesso che l’accordo è stato raggiunto troppo in fretta perché gli acquirenti potessero elaborare un piano operativo dettagliato.

Perché tutta questa fretta? Joshua Kushner si era costruito la reputazione di investitore paziente, disposto ad aspettare anni ma anche a concentrare somme enormi su poche società. Secondo Forbes, il suo patrimonio personale è di 5,2 miliardi di dollari. La maggior parte deriva dalla sua quota Thrive Capital (la fantasia non è il suo forte), fondata nel 2009, a 24 anni, dopo Harvard e una breve esperienza alla Goldman Sachs. La società raccoglie capitali per investirli in imprese tecnologiche ancora private, dalle start-up alle aziende ormai vicine alla quotazione. I rendimenti arrivano con la vendita delle partecipazioni, oppure, finché le società restano fuori dalla Borsa, attraverso l’aumento del loro valore sulla carta.

La prima operazione che fece conoscere Kushner risale all’aprile del 2012. Thrive partecipò al finanziamento da 50 milioni di dollari raccolto da Instagram sulla base di una valutazione di 500 milioni. Pochi giorni dopo, Facebook annunciò l’acquisto dell’applicazione per un miliardo: il valore della partecipazione di Thrive era raddoppiato quasi immediatamente. Con Stripe la relazione è durata più a lungo. Thrive ha guidato nel 2014 un aumento di capitale da 70 milioni di dollari che valutava la società di pagamenti circa 3,5 miliardi. Nel marzo del 2023, quando l’aumento dei tassi aveva dimezzato il valore attribuito a Stripe rispetto al picco del 2021, Kushner ha raccolto 1,8 miliardi per rafforzare la partecipazione. Si tratta del maggiore investimento mai realizzato dalla società. A febbraio Stripe è stata valutata 159 miliardi in una nuova compravendita di azioni, ma il guadagno rimane sulla carta perché l’azienda non è ancora stata quotata in Borsa.

In pubblico, Joshua appare misurato e quasi ostinatamente cortese. Dietro quella forma, opera un investitore molto più aggressivo. Thrive ha investito quasi 130 milioni di dollari su OpenAI all’inizio del 2023, quando la società valeva 29 miliardi. Durante la crisi della società nel novembre 2023, quando il Consiglio licenziò Sam Altman, Kushner sospese ogni altro impegno e lavorò per ottenerne il ritorno. Thrive coordinò la pressione degli investitori e valutò possibili iniziative legali. Altman fu reintegrato dopo cinque giorni. Kushner disse di essere «andato in guerra» appena appresa la notizia. Nell’ottobre del 2024 ha guidato un nuovo finanziamento, impegnando oltre un miliardo a una valutazione di 157 miliardi. Alla fine del 2025 ha acquistato un altro miliardo di azioni sulla base di un valore di 285 miliardi, mentre pochi mesi dopo OpenAI discuteva con nuovi investitori una valutazione vicina agli 830 miliardi.

Nonostante il ruolo del fratello Jared nell’amministrazione Trump, Joshua non ha mai votato per il presidente degli Stati Uniti e non ha partecipato alla prima cerimonia d’insediamento [di Donald Trump]. Fu visto alla Women’s March di Washington e nel 2024 versò 250mila dollari a un comitato che sostiene candidati democratici. Quando Jared entrò alla Casa Bianca, Joshua disse ai dipendenti di Thrive che non aveva rapporti personali con l’amministrazione e non avrebbe potuto procurare loro favori.

Un’ombra simile ha accompagnato il precedente tentativo di Kushner di entrare nello sport globale. Secondo una ricostruzione di Bloomberg, il progetto ha preso forma nel 2025, durante colloqui riservati tra Kushner e Gianni Infantino su come aumentare i ricavi commerciali della Fifa. Nei primi mesi del 2026, la Federazione ha incaricato la J.P. Morgan di definire la struttura finanziaria e cercare altri investitori. Thrive Eternal avrebbe fornito il capitale iniziale e guidato il consorzio.

La Fifa ha reso pubblico il piano il 28 luglio. I diritti televisivi dei Mondiali e le attività commerciali degli altri tornei sarebbero confluiti in Fifa Forward Enterprise, una nuova società valutata 20 miliardi di dollari. La cessione di una quota vicina al 20 per cento avrebbe raccolto fino a 4,2 miliardi. La Federazione ha assicurato che avrebbe conservato il controllo della società e ogni potere sulle competizioni. Ha inoltre promesso di aumentare da 8 a 20 milioni di dollari i finanziamenti destinati a ciascuna delle 211 federazioni nazionali nel ciclo 2027-2030.

Per Kushner l’operazione ha seguito la stessa logica dei Lakers: investire in un evento irriproducibile, sostenuto da un pubblico mondiale che garantisce valore ai diritti televisivi. Il progetto è però crollato in tre giorni. Reuters ha riferito che la Uefa ha minacciato di boicottare le competizioni della Fifa e che le confederazioni asiatica e nordamericana si sono unite all’opposizione. Anche alcuni dirigenti della Federazione hanno contestato la segretezza delle trattative. Il 31 luglio Infantino ha ritirato la proposta.

Sempre Bloomberg ha ricordato che Jared Kushner ha lavorato come referente dell’amministrazione americana per la candidatura nordamericana ai Mondiali del 2026 e ha contribuito alla scelta del New Jersey come sede della finale. Per ora si resta nel campo delle illazioni: non è emersa alcuna prova che Joshua abbia chiesto un favore alla Casa Bianca. La spiegazione potrebbe essere più prosaica. Kushner è un investitore con accesso diretto ai centri del potere e il fiuto necessario per trasformare quelle relazioni in occasioni d’affari. Per chiarire dove finisca l’influenza politica e cominci l’interesse privato, il deputato democratico Jamie Raskin ha chiesto alla Fifa tutti i documenti sui rapporti con Donald Trump e la sua famiglia.

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