Clemente Mastella: «Il nostro cognome è un brand»

di Angelo Agrippa (napoli.corriere.it, 30 agosto 2025)

«Sa, il cognome Mastella, per la nostra piccola comunità sannita, è come un brand. Ed è giusto non disperderne il valore, dato che io, prima o poi, smetterò di fare politica. Mia moglie, già parlamentare, si è ritirata. E allora meglio rivolgersi a forze fresche». Clemente Mastella, sindaco di Benevento, leader di Noi di Centro, prepara il red carpet per la discesa in campo alle prossime elezioni regionali in Campania di suo figlio Pellegrino: cinquant’anni, avvocato, dirigente di una compagnia assicurativa a Roma.

Pellegrino, per ora, non si espone. «Meglio aspettare l’ufficialità», irrompe il papà. «Veda, volevo candidare il presidente della Provincia di Benevento. Ma ha rinunciato. Io e mia moglie Sandra [Lonardo – N.d.C.] siamo rimasti molto scottati dal consigliere regionale sannita che abbiamo sostenuto e dall’assessore regionale al Turismo della giunta De Luca che abbiamo indicato: entrambi, poi, ci hanno traditi. Sicché gli amici ci hanno proposto di candidare mio figlio Pellegrino». E lui? «Vuole farlo, ma non sono d’accordo con lui sulla barba: Berlusconi aveva ragione, quelli con la barba non hanno un impatto immediato sulla gente. Insomma, farebbe bene a radersi se vuole fare campagna elettorale».

Sono giorni frenetici quelli che seguono all’accordo nel centrosinistra allargato in Campania, in forza del quale è stata recuperata l’unità sulla candidatura alla presidenza della Regione del pentastellato Roberto Fico e sulla indicazione di un altro primogenito, il deputato Piero De Luca, figlio del governatore Vincenzo, a prossimo segretario campano del Pd. «Beh» continua il patriarca Mastella, che l’anno prossimo festeggerà i cinquant’anni di carriera politica (fu eletto alla Camera, la prima volta, nel 1976), «mi fa specie che tutti guardino in casa nostra. Il figlio di De Luca fa il deputato e ora anche il segretario regionale del Pd, mentre il padre prepara una lista civica alle elezioni; Fratoianni ha la moglie parlamentare [Elisabetta Piccolotti – N.d.C.]; il mio amico Franceschini pure [Michela Di Biase – N.d.C.]. E poi si impuntano contro di me? Mio figlio non correrà in un collegio blindato, ma dovrà raccogliere preferenze casa per casa».

Un esercito di figli, mogli, fratelli di politici quello che si appresta a gonfiare le liste per le Regionali in Campania sia nelle formazioni di destra, sia in quelle di sinistra. «La verità» si difende Mastella «è che non ci sono più palestre di formazione politica. I partiti sono ectoplasmi e l’unico rapporto di fiducia si instaura in comunità sempre più ristrette: di amici, talvolta, ma soprattutto in famiglia. Mi fa piacere che si sia trovata l’unità nel centrosinistra in Campania, ma le polemiche non mancano. Sembrano tutti dei piccoli Putin: da De Luca al sindaco Manfredi continuano a farsi la guerra, bombardando istituzioni prestigiose, come il Teatro di San Carlo, per la nomina del sovrintendente. E tutto questo accade in presenza di una tregua appena siglata».

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