La “diplomazia degli abiti” di Ursula von der Leyen con l’India

Ph. Sajjad Hussain / Getty Images

di Giorgia Olivieri (vanityfair.it, 29 gennaio 2026)

Siamo abituati a vedere Ursula von der Leyen con quello che è diventato il suo signature look, giacca corta e stretta e pantaloni a sigaretta. Mai ci saremmo sognati di poter parlare un giorno in chiave moda della presidente della Commissione Europea.

Eppure è successo. Perché anche grazie alle sue scelte di stile è stato messo a segno un importante accordo di libero scambio tra India e Ue che può tradursi in quattro miliardi di dazi in meno sui prodotti europei. Cosa c’entrano i vestiti di Ursula von der Leyen con i dazi e la nostra economia? La presidente della Commissione Europea e Antonio Costa, presidente del Consiglio Europeo, sono stati in India per il Vertice Ue-India e sono stati accolti con tutti gli onori dal premier indiano Narendra Modi e dalla presidente Droupadi Murmu. Se Costa non si è dovuto troppo ingegnare per far bella figura, avendo messo in valigia il classico completo blu, la leader dell’Ue, che nelle visite precedenti non aveva mai tradito il suo classico stile, è riuscita con il suo guardaroba a conquistare il cuore, la stampa e la fiducia degli indiani.

Von der Leyen, insieme a Costa ospite d’onore alla festa della repubblica, ha sfoggiato per le celebrazioni in pompa magna a Nuova Delhi una giacca tradizionale lunga (sherwani) in broccato oro e rosso bordeaux in seta Banarasi, mixandola a un paio di pantaloni bianchi. A firmare il capo è stato Rajesh Pratap Singh, uno dei più noti designer indiani con oltre vent’anni di esperienza. «È un onore che Ursula von der Leyen indossi un vestito proveniente dall’India durante la sua visita di Stato» ha dichiarato lo stilista, aggiungendo che il broccato era stato realizzato dai tessitori di Varanasi, considerati i custodi della secolare tradizione tessile. Design e artigianato squisitamente indiani, un trionfo per la nostra Ursula in quella fetta di mondo.

La parata per la repubblica, però, non è stata l’unica occasione in cui la presidente ha abbracciato la moda indiana. Per la cena ufficiale ha sfoggiato un’altra giacca, stavolta color champagne e creata sempre dallo stesso Rajesh Pratap Singh. Hanno completato il look una sciarpa di seta giallo curcuma realizzata con l’antica tecnica indiana bandhani, sarebbe a dire la tintura a nodi praticata in Gujarat e Rajasthan, etichettata Abraham & Thakore, altra eccellenza per quanto riguarda gli accessori e l’abbigliamento nel Paese. Per sottolineare la solennità dell’evento Ursula von der Leyen ha aggiunto anche una gamusa, un panno rettangolare tradizionale e culturalmente significativo dell’Assam, in India, solitamente bianco con bordi rossi e motivi intrecciati, usato in segno di rispetto e ospitalità, e profondamente legato all’identità e alle cerimonie della regione del Nord-Est.

Infine, per rendere omaggio al Mahatma Gandhi al memoriale a lui dedicato, ma soprattutto per siglare l’accordo, l’accorta von der Leyen ha fuso in un’unica giacca i protagonisti del vertice sfoderando un bandhgala (un altro tipo di giacca) in raso di seta “blu Europa”, come si può ben notare dalle fotografie di rito, caratterizzata da delicati ricami Resham fatti a mano, ritagli in pizzo anch’esso fatto a mano e a dettagli in 3D. La raffinata giacca, esempio straordinario di diplomatic dressing, è una creazione di Anamika Khanna, una stilista nata a Calcutta molto influente a Bollywood e nota anche alle celebrities internazionali come Gigi Hadid, Colman Domingo e Shakira.

«Abbiamo concluso la madre di tutti gli accordi» gioisce la presidente a social unificati, mostrando proprio quanto quella giacca sia una sintesi del deal. Uno dei settori che beneficeranno dell’intesa e dell’abbattimento dei dazi è, non a caso, il tessile indiano, offrendosi come una valida alternativa alla concorrenza cinese. Felice Sunil Sethi, presidente del Fashion Design Council of India, che non si è risparmiato in fatto di lodi. «Ci riempie di immenso orgoglio assistere alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen con le creazioni di designer indiani per una visita così storica in India» ha dichiarato, «la sua scelta appropriata non è stata solo una dichiarazione di stile ma un omaggio allo straordinario talento di artigiani e tessitori indiani, la cui arte racconta la storia del nostro patrimonio sulla scena mondiale».

Un capolavoro di diplomazia. Brava Ursula, e complimenti a chi l’ha così ben consigliata.

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