Non è difficile riconoscere un film di Ken Loach, anche solo vedendone pochi secondi. Ci sono infatti una serie di scelte nello stile visivo, nei temi trattati, nel modo di scrivere le sceneggiature, nel far parlare i personaggi e infine nello scegliere gli attori, che tutte insieme costituiscono il “metodo Ken Loach” per girare un film.
Lewis Hamilton e Lebron James che si schierano per il Black Lives Matter, Serena Williams che si mobilita per i diritti delle donne delle minoranze, Eric Cantona che senza mezzi termini condanna i mondiali di calcio in Qatar. Ci sarebbero anche altri esempi da portare, ma tutti hanno una cosa in comune: la loro voce si leva oggi perché, per primo, a farlo in quanto star dello sport conscia della propria responsabilità, lo fece un ragazzo nato a Louisville, Kentucky, il 17 dicembre di ottant’anni fa. Venne registrato all’anagrafe dal padre pittore come Cassius Marcellus Clay, ma sarebbe diventato tra i personaggi più iconici della storia del XX secolo con il nome che lui stesso si scelse: Muhammad Ali.
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