di Raffaele Angius (wired.it, 8 febbraio 2026)
Da alcuni giorni è tra i best seller di Amazon Melania: divoratrice di uomini, un romanzo erotico-fantasy pubblicato nel 2018 che racconta Melania Trump come una creatura mostruosa, sessualmente predatoria, costretta a fare i conti con la Casa Bianca e i Servizi Segreti.
Il dettaglio interessante, però, non è tanto la trama del libro, quanto il motivo del suo improvviso successo: grazie a una campagna lanciata su Reddit, una coalizione di utenti si è organizzata per acquistare e far scalare le classifiche al romanzo fantasy, che risulta attualmente il più venduto della sua categoria. Cercando “Melania”, il divertissement letterario è il primo risultato e supera perfino l’autobiografia della stessa First Lady.
L’iniziativa coincide con l’arrivo nelle sale di Melania, un film-documentario che vede protagonista proprio l’inquilina della Casa Bianca, prodotto da Amazon Mgm e costato 75 milioni di dollari. Nella prima settimana al botteghino ne ha guadagnati solamente 7. Secondo la quasi totalità delle recensioni il film – diretto da Brett Ratner – è un clamoroso flop, con sale vuote e un’ondata d’ironia sui social. La cifra investita da Amazon (circa 40 milioni di dollari solo per i diritti, oltre alla promozione) segnala più un endorsement politico che un’operazione industriale. Un’ipotesi mai confermata, ma sufficiente ad alimentare la sfiducia di un pubblico ormai esausto da tutto ciò che ruota attorno al marchio Trump.
«È stata una settimana folle! Ho pubblicato il libro anni fa e lo vendevo a 1,99 dollari. Ma qualche settimana fa, mentre cresceva l’attenzione sulla collaborazione di Amazon con Melania Trump per il suo nuovo documentario, qualcuno su Reddit mi ha proposto di renderlo gratuito per farlo diventare il risultato n. 1 su Amazon cercando “Melania Trump”» spiega a Wired l’autore del libro, che va sotto lo pseudonimo di J.D. Boehninger.
E proprio da Reddit è partita l’iniziativa, con un post diventato virale sul canale r/BoycottUnitedStates, in cui alcuni utenti hanno proposto di “rovinare” i risultati di ricerca per la parola “Melania”, spingendo artificialmente un libro assurdo, satirico e apertamente grottesco al di sopra del documentario e del memoir ufficiale della First Lady. Il romanzo si prestava perfettamente allo scopo. «L’idea mi è piaciuta tantissimo, ed eccoci qui! Decine di migliaia di persone si sono prese il tempo di “acquistare” il libro, molte stanno lasciando recensioni a 5 stelle, e sono davvero lusingato di far parte di tutto questo».
Le recensioni hanno fatto il resto. Tutte a 5 stelle, quelle del romanzo sono spesso ironiche e dichiaratamente politiche. «La vera storia di Melania è davvero affascinante. Come spesso accade, è molto meglio del film», si legge in una. «Soros mi ha pagato per scrivere questa recensione dalla fortezza antifa», ironizza un’altra. Essendo il download gratuito, Boehninger non sta guadagnando da questa operazione. Anche se certamente qualcuno avrà voluto assicurarsi una copia ricordo in versione cartacea dell’opera.
«Sono profondamente rattristato da questa amministrazione, con la sua crudeltà sfacciata, la sua ignoranza ostentata e la sua aperta ostilità verso il buon governo. Per questo è davvero incoraggiante vedere le persone unirsi e reagire, anche se in questo modo un po’ sciocco. Vogliono che li prendiamo sul serio, e noi stiamo dicendo di no», chiosa l’autore. Meno clementi sono, invece, i giudizi sul documentario ufficiale. Su Internet Movie Database vanta al momento l’inglorioso risultato di 1,1 stelle su 5.
Su Rotten Tomatoes il documentario di Ratner è definito «un inferno senza fine» (Xan Brooks, The Guardian) e «talmente orchestrato, edulcorato e costruito a tavolino che a malapena supera il livello di un’infomercial senza alcun pudore» (Owen Gleiberman, Variety). Al parere tranchant offerto dagli esperti di cinema si contrappone però l’ondata di recensioni positive lasciate dai sostenitori di Donald Trump sempre su Rotten Tomatoes, stabilendo il record del più grande divario mai registrato dal sito tra i giudizi della critica e quelli degli utenti.
