L’inviato speciale di Trump vuol far andare l’Italia ai Mondiali

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(ilpost.it, 23 aprile 2026)

Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per le “partnership globali”, ha chiesto alla Fifa di escludere l’Iran dai Mondiali di calcio in programma tra giugno e luglio negli Stati Uniti, in Canada e in Messico, e di ammettere al suo posto l’Italia, non qualificata dopo aver perso ai rigori con la Bosnia-Erzegovina nello spareggio alla fine di marzo.

La notizia è stata data mercoledì [22 aprile] dal quotidiano britannico Financial Times, poi confermata dallo stesso Zampolli al Corriere della Sera. Zampolli è un imprenditore italo-americano che vive negli Stati Uniti da oltre trent’anni. È molto amico di Trump, al quale, all’inizio degli anni Novanta, presentò la modella Melania Knauss, oggi moglie del presidente americano e per questo più nota come Melania Trump.

La nomina di Zampolli a inviato speciale per le partnership globali risale allo scorso anno, dopo che per alcuni mesi lo stesso Zampolli era stato in Italia presentandosi come inviato speciale per l’Italia, una carica che non era mai esistita e che non era stata comunicata dagli Stati Uniti alle istituzioni italiane. Nelle partnership globali di cui si occupa Zampolli è compresa anche la cosiddetta sport diplomacy, cioè l’uso di eventi e relazioni sportive come strumento di politica estera.

Secondo quanto ricostruito dal Financial Times, Zampolli ha avuto l’idea di proporre il ripescaggio della Nazionale italiana durante un viaggio in Italia nei giorni degli spareggi. A Roma ha incontrato, tra gli altri, il ministro dello Sport Andrea Abodi e l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte. «Ho incontrato il ministro Abodi proprio il giorno prima che abbiamo perso la partita con la Bosnia ai calci di rigore», ha detto. Da lì la proposta, che Zampolli dice di aver girato direttamente a Trump e al presidente della Fifa Gianni Infantino. «Sono un italiano, per me sarebbe un sogno vedere gli Azzurri partecipare al campionato ospitato dagli Stati Uniti. Con quattro titoli mondiali, hanno un pedigree che giustifica l’inserimento».

La guerra in Medio Oriente, in cui l’Iran è stato pesantemente bombardato da Stati Uniti e Israele, va avanti da quasi due mesi. A marzo l’Iran aveva minacciato di non presentarsi ai Mondiali per ragioni di sicurezza degli atleti, e aveva chiesto di poter giocare le partite solo in Canada o in Messico, non negli Stati Uniti, un’ipotesi respinta dalla Fifa. La scorsa settimana, però, la posizione dell’Iran è cambiata: la Federazione iraniana ha fatto sapere di voler partecipare. Trump ha chiarito che i calciatori iraniani sarebbero i «benvenuti», pur aggiungendo che per loro potrebbe essere «inappropriato e pericoloso» venire negli Stati Uniti.

Gianni Infantino, il presidente della Fifa, ha escluso più volte l’ipotesi di una sostituzione dell’Iran. Ha detto, per esempio, che l’Iran si è qualificato sul campo e che quindi ha il diritto di giocare. «La squadra iraniana verrà, di sicuro», ha detto la scorsa settimana durante una conferenza a Washington DC. Alla fine di marzo Infantino aveva anche incontrato la Nazionale iraniana in Turchia, promettendo il sostegno della Federazione in vista della preparazione dei Mondiali.

L’ipotesi di un possibile ripescaggio dell’Italia si basa sul regolamento della Fifa, che, in teoria, non esclude questa possibilità. L’articolo 6.7 dice così: «Se una Federazione partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo Fifa 2026, la Fifa deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e prenderà qualsiasi provvedimento ritenuto necessario. La Fifa potrà decidere di sostituire la Federazione partecipante in questione con un’altra Federazione». L’articolo 6.7 assicura ampia libertà alla Federazione ma non contempla meccanismi automatici di ripescaggio o diritti in base alla posizione nel ranking mondiale, la classifica delle Nazionali aggiornata costantemente.

In questo momento l’Italia è dodicesima, nella posizione migliore tra le Nazionali escluse dai Mondiali. Le possibilità di ripescaggio sono, quindi, basse. Diversi commentatori, tra cui Alberto Rimedio, il giornalista che commenta le partite della Nazionale italiana per la Rai, hanno osservato che in caso di ritiro dell’Iran è più probabile che la Fifa scelga un’altra squadra della confederazione asiatica (Afc). La candidata naturale sarebbe quella degli Emirati Arabi Uniti, l’ultima squadra eliminata dalle qualificazioni.

Secondo il Financial Times, la mossa di Zampolli serve soprattutto a rinsaldare i rapporti tra Trump e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che si sono guastati a seguito della crisi diplomatica tra Trump e il Vaticano. La scorsa settimana, Meloni aveva definito «inaccettabili» le critiche fatte da Trump a papa Leone XIV; e Trump aveva risposto con alcuni duri commenti nei confronti della Meloni, dicendo di essere «scioccato» da lei e accusandola di non voler aiutare gli Stati Uniti.

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