
di Velia Alvich (corriere.it, 22 luglio 2025)
«Ho guidato per sei ore per mangiare, ricaricare l’auto e rilassarmi al Tesla Diner che ha appena aperto. La mia famiglia è euforica in questo momento», scrive un utente il cui nome su X la dice lunga: Teslaconomics. E il suo feed è una lunghissima sequenza di post carichi di entusiasmo sui prodotti di Elon Musk.
E proprio per questo non poteva non metterci tutto sé stesso — e apparentemente tutta la sua famiglia — per partecipare al glorioso evento dell’anno: l’inaugurazione a Los Angeles del nuovo locale di Elon Musk. Appunto, il Tesla Diner, il ristorante «retro-futuristico» dove si mangia, si guardano film all’aperto e nel frattempo si carica la propria auto elettrica. Il video promozionale lanciato per l’inaugurazione rende bene l’idea di cosa vuole offrire, in termini di servizi e di atmosfera, il locale di Elon Musk.
Un edificio su due piani progettato con linee morbide e luci al neon. L’estetica ricorda il futuro immaginato dai nostri genitori alla metà del secolo scorso. «Questo luogo ha catturato gli elementi quintessenziali del futurismo ottimista degli anni Cinquanta. Lo spirito è una presa di posizione contro l’etica brutalista pessimista che aveva preso piede nella nostra cultura», lo descrive così un utente, il cui messaggio è stato ricondiviso da Musk su X. E in effetti sembra trasmettere fiducioso ottimismo in un futuro ipertecnologico.
All’arrivo si parcheggia la Tesla (o qualsiasi altra auto elettrica) in una delle ottanta stazioni di ricarica elettrica, per poi entrare nell’edificio dalla pianta circolare. Dentro si vedono subito i tavoli per cenare (ma anche per lavorare insieme, come s’intravede nel video promozionale, con la probabile intenzione di implementare elementi di co-working) e i classici sgabelli alti per mangiare o bere un caffè (rigorosamente americano) proprio davanti al bancone. Sulla terrazza panoramica, oltre a poter ordinare un hot dog o un frappè, ci si può fermare per guardare un film sullo schermo gigante all’aperto, simile a quello dei famosi cinema drive-thru.
Il ristorante ha aperto alle 4:20 di pomeriggio (ora locale), una battuta-allusione ricorrente che Musk ha ripetuto in diverse occasioni (nelle sottoculture di Internet, il numero 420 indica la cannabis). E sin da subito il diner ha incontrato il favore dei suoi frequentatori, che sono arrivati in massa per vivere questa esperienza. «Quando ho inserito la destinazione sul computer di bordo», scrive un utente su X «mi ha chiesto se volessi ordinare del cibo, mostrandomi un menu. È pazzesco».
Al Tesla Diner si possono ordinare i grandi classici (e alcune rivisitazioni) della cucina statunitense: dagli iconici cheeseburger (serviti dentro una scatola di cartone a forma di Tesla) ai waffle con pollo panato, dalle patatine fritte nello strutto all’immortale torta di mele (in stile Nonna Papera). E tutti gli ingredienti arrivano rigorosamente dalle fattorie locali, come ribadisce Musk nel pubblicizzare la sua ultima impresa su X.
Dai post pubblicati su X dai primi avventori (e fan del brand) si percepisce quasi estasi. Fra i video entusiastici girati in bagno («Sembra come se fossi nello spazio», nota uno) e il popcorn servito ai bambini emozionati da un esemplare di robot Optimus, si può dire che la novità è stata accolta con evidente entusiasmo. Quello che scopriremo con il tempo è se il diner resisterà nel tempo e se riuscirà a raccogliere abbastanza trazione (ed entusiasmo duraturo) da mantenere la promessa di Musk: «Se la nostra tavola calda retrofuturistica si rivelerà un successo, e credo che lo sarà, Tesla la installerà nelle principali città del mondo, oltre che nei siti di ricarica sulle lunghe distanze», ha affermato su X.