Trump e i corpi degli uomini: «Che sedere, che mascella!»

Ap / LaPresse

di Alberto Simoni (lastampa.it, 19 ottobre 2026)

Il sedere diventa arma elettorale, almeno nelle intenzioni di Donald Trump. O motivo di mal celato imbarazzo fra i repubblicani dell’Ohio. Il fatto: durante un comizio in Ohio, il presidente ha esaltato il senatore Jon Husted e, anziché tesserne le lodi per successi e impegni al Senato, ne ha elogiato l’aspetto fisico.

«Non ho mai visto un uomo come lui. Ho studiato il suo sedere e poi le sue spalle, guardato i piedi, la sua mano, la mascella. Studiatelo bene, che mascella!». Pochi giorni prima, con lo stesso Husted al suo fianco, Trump era stato altrettanto complimentoso rivendicando che, dopo i suoi elogi, «Jon ha guadagnato 9-10 punti». Falso, Husted è in ritardo rispetto a Sherrod Brown, democratico e già in passato al Senato. Husted è sembrato, domenica [18 ottobre], più imbarazzato che lusingato per gli apprezzamenti fisici del Commander in Chief.

Parlando a Greenville, Husted ha detto: «So che il presidente ha parlato di me come giocatore di football e di altre cose…». Nessun ulteriore commento. Husted è stato un ottimo giocatore di football, al college. L’elogio sperticato di Trump non è, però, un’eccezione, sembra esserci quasi un pattern, un percorso ripetuto. Sabato, in Kentucky, il presidente ha parlato bene di Ed Gallrein, l’uomo che nelle primarie ha tolto il seggio a Thomas Massie, arcinemico di Trump fra Epstein Files e Big Beautiful Bill del 2025. «Avevo bisogno di qualcuno di buono, e quest’uomo ha decisamente superato la prova. Guardare quanto è bello».

Per provare a demolire Jon Ossoff, democratico della Georgia – da molti ritenuto già pronto per carisma, retorica, preparazione e aspetto fisico, a pensare alla Casa Bianca –, Trump ha gettato la carta dell’aspetto fisico e lasciato qualche non detto: «Qualcuno dice che è un bell’uomo. Non lo penso. Penso invece che di bell’aspetto sia Mike Collins [il rivale repubblicano per il Senato, N.d.R.], ed è un uomo in tutto e per tutto. Non sono così sicuro invece su Ossoff». Il quale sta andando così bene in Georgia che la corsa per il Senato, che sembrava incerta, ha preso nettamente la rotta dei democratici.

E sempre in Georgia pure Rick Jackson, candidato a governatore, «è molto bello, straordinario, e di bel aspetto». Che dire allora di Ken Paxton? Qui il mondo si rovescia. Da settimane Trump ironizza sul candidato texano impegnato in un duello all’ultimo voto con James Talarico. Alla Convention di Dallas di settembre Trump disse di non apprezzare il look e l’aspetto di Paxton: «a qualcuno potrà non piacere come si veste e non è il più bell’uomo abbia incontrato. Ma è il migliore Procuratore statale d’America».

Questa fissazione per l’aspetto fisico non è esplosa nelle mid-term. Anche con i leader stranieri talvolta Trump sceglie complimenti sull’aspetto fisico. Cui, in alcuni casi, associa la giovane età dell’interlocutore. Il 14 maggio del 2025, a Riad, ci fu il primo bilaterale fra il presidente siriano Aḥmad Ḥusayn al-Sharaʿ e Trump. «È giovane e proprio un bell’uomo, e attraente», disse il presidente. Qualche giorno dopo, sempre durante il viaggio nel Golfo (Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti), Trump disse che Moḥammad bin Salmān Āl Saʿūd (il principe saudita) e l’emiro del Qatar Tamīm bin Ḥamad Āl Thānī erano entrambi «alti, belli e per giunta molto intelligenti». Lo sceicco emiratino Mohammed bin Zayed Al Nahyan, solo «un uomo magnifico».

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