Vietato dire “attenti al ghiaccio”

di Velia Alvich (corriere.it, 26 gennaio 2026)

Vietato dire «ghiaccio». Che non è facile se ci si prepara a una tempesta artica che proprio in queste ore sta colpendo duramente gli Stati Uniti e che coinvolge 22 Stati americani e circa 200 milioni di cittadini. Un divieto che è al tempo stesso assurdo e comprensibile. La chiave interpretativa è nella parola in inglese: ice, cioè ghiaccio.

Ma in questi mesi, e in particolare negli ultimi giorni, questa parola è associata a tutt’altro: la Immigration and Customs Enforcement — in breve chiamata, appunto, Ice —, l’agenzia federale che si occupa di immigrazione e che è al centro di tutt’altro tipo di tempesta dopo le numerose violenze di cui si è macchiata e dopo l’omicidio di due cittadini americani, Renée Good e Alex Pretti. Ecco spiegato il divieto alla Federal Emergency Management Agency (Fema), che si occupa di gestione di disastri ed emergenze, arrivato direttamente dal dipartimento della Sicurezza interna (Department of Homeland Security, o Dhs).

Secondo quanto riporta l’emittente Cnn, il dipartimento avrebbe suggerito all’agenzia di evitare espressioni come «watch out for ice» (fate attenzione al ghiaccio/all’Ice) o «keep off the roads if you see ice» (state alla larga dalle strade se vedete ghiaccio/l’Ice) e di preferire «freezing rain», cioè pioggia ghiacciata. Il divieto sarebbe stato imposto perché le frasi sarebbero facilmente fraintendibili proprio per la natura equivoca della parola «ice». Anzi, ancora peggio: le frasi potrebbero essere persino utilizzate per creare e diffondere meme, come ha detto alla Cnn una fonte anonima informata sui fatti.

Una preoccupazione paradossale se si considera che lo stesso dipartimento della Sicurezza interna e la stessa Casa Bianca più volte hanno fatto uso dei meme come comunicazione politica. Ma chiedere alla Fema di non utilizzare la parola «ghiaccio» è un po’ come chiudere la stalla dopo che sono scappati i buoi. Ma i meme basati su questo equivoco — che non passa inosservato a un occhio (o meglio, un orecchio) attento — già circolano da tempo.

Un esempio lampante è avvenuto qualche settimana prima dell’arrivo della tempesta Fern, quando un agente dell’Ice è stato filmato in un momento che non gli ha fatto troppo onore. Prima la corsa, forse per andare ad acciuffare un manifestante. Poi l’inevitabile scivolata sul ghiaccio, con tanto di caduta per terra. Scena che è stata accolta dalle grasse risate dei manifestanti presenti. «Even ice hates Ice» scrivono alcuni utenti, cavalcando la situazione umoristica e il doppio senso. E realizzando poi delle magliette a tema, con impressa sul tessuto la scena diventata virale on line.

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