
(ilpost.it, 4 agosto 2026)
Una pagina Instagram inaugurata per documentare episodi di degrado urbano è diventata negli ultimi anni sempre più seguita e influente, fino ad assomigliare a uno strumento di propaganda in Italia per i partiti di destra ed estrema destra internazionali.
Welcome to Favelas oggi ha un milione di follower, i suoi video vengono ripresi da Fratelli d’Italia e il suo amministratore Massimiliano Zossolo ha partecipato a Fenix, la manifestazione organizzata dalla sezione giovanile di Fratelli d’Italia. Qualche mese fa ha intervistato Petr Bystron, eurodeputato di Alternative für Deutschland (AfD), il principale partito di estrema destra in Germania. Da tempo inoltre Welcome to Favelas cerca di stringere legami con la destra americana: l’anno scorso incontrò i rappresentanti di Elon Musk in visita in Europa «con altri amministratori di realtà social legate al mondo dell’informazione indipendente», e pochi giorni fa ha annunciato che parteciperà a un bando dell’amministrazione Trump che mette in palio tre milioni di dollari per progetti che sostengano «la resilienza democratica, lo Stato di diritto e la libertà di stampa e di parola in Europa».
Welcome to Favelas è stata particolarmente attiva in questi giorni nel raccontare l’arrivo in massa di decine di migliaia di migranti a Ceuta, l’exclave spagnola in Marocco. Nel descriverlo ha parlato di «invasione» e ha riproposto gli appelli alla «remigrazione», il termine con cui l’estrema destra propone l’espulsione degli stranieri. Nei commenti, lo stesso Zossolo ha scritto: «Dobbiamo farci trovare pronti quando toccherà a noi». Le attenzioni sulla pagina sono aumentate anche per un articolo di Repubblica che ha ricostruito la storia della pagina, cui ha risposto lo stesso Zossolo, che ha detto che questi attacchi «sono medaglie».
Welcome to Favelas era stata creata una decina di anni fa, inizialmente come pagina Facebook. In quel periodo Zossolo, che era agli arresti domiciliari per aver assaltato un blindato dei Carabinieri durante una manifestazione avvenuta a Roma nel 2011, cominciò a pubblicare sulla pagina Facebook i video in cui si imbatteva on line che documentavano situazioni di degrado nelle città. Con il tempo cominciarono a contribuire gli stessi utenti, segnalando e inviando video che documentavano comportamenti violenti, incivili o a vario titolo eclatanti soprattutto di persone straniere, povere, in difficoltà. Welcome to Favelas si sviluppò insomma seguendo il modello del citizen journalism, cioè una forma di giornalismo in cui le notizie vengono raccolte e diffuse direttamente dai cittadini, senza la mediazione delle redazioni tradizionali.
Nei primi anni il nome di Welcome to Favelas fu associato anche alla vicenda dei gruppi Facebook in cui venivano condivise senza consenso immagini intime di donne. Il nome della pagina comparve, insieme a quello di altri gruppi come Sesso, Droga e Pastorizia, nelle ricostruzioni legate a questo fenomeno e nell’inchiesta della polizia postale sulla cosiddetta “Bibbia”, un grande archivio di materiale pornografico condiviso on line. Zossolo ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nella vicenda.
Nel corso degli anni il progetto è però cambiato in modo significativo. Dopo l’incontro con Elon Musk, avvenuto nel gennaio del 2025, molti dei post pubblicati da Welcome to Favelas sono stati accompagnati dall’hashtag #youarethemedianow, “adesso sei tu i media”. La frase, spesso usata da Musk su X, sintetizza l’idea secondo cui i social avrebbero reso sempre meno centrale il ruolo dei mezzi di informazione tradizionali, perché le notizie possono essere diffuse direttamente dagli utenti. Da allora Welcome to Favelas ha iniziato a pubblicare con maggiore frequenza anche post dedicati alle principali notizie del giorno, affiancando ai tradizionali video di cronaca contenuti di commento e attualità.
Ha inoltre pubblicato diversi post che riprendevano opinioni espresse da Musk, per esempio quando si espresse a favore di Mario Roggero, il gioielliere che nel 2021 uccise due rapinatori in fuga dopo aver subito una rapina nel suo negozio. Non sono gli unici legami con grandi società di tecnologia statunitensi vicine a Trump. Welcome to Favelas insiste per esempio sulla necessità d’introdurre sistemi di sorveglianza di massa basati sull’Intelligenza Artificiale. In riferimento agli episodi di Ceuta ha scritto che potrebbero «prevenire le crisi migratorie», e che «gli strumenti ci sono già. Manca solo chi ha il coraggio di usarli».
In un altro post, ha commentato gli assalti ai cantieri della Tav in Val Susa scrivendo che «sistemi di gestione dati realmente interconnessi — pensiamo a piattaforme come Palantir — renderebbero tecnicamente impossibile assistere ancora a scene del genere». Palantir è la contestatissima azienda fondata dal miliardario Peter Thiel, tra i principali finanziatori e ideologi dell’estrema destra americana, che fornisce software usati da alcune polizie europee e, secondo varie ricostruzioni, anche dall’esercito israeliano per individuare gli obiettivi da bombardare a Gaza. Quando Thiel venne in Italia per una conferenza, lo scorso marzo, Welcome to Favelas appese uno striscione con scritto «Vedo Satana cadere come la folgore», riferendosi alle sue teorie integraliste sull’Anticristo.
La pagina poi ha pubblicato dei post promozionali per Polymarket, il controverso sito statunitense che consente di scommettere su qualsiasi cosa: nel caso promosso da Welcome to Favelas, sull’invasione statunitense in Iran. Polymarket sta sfruttando i legami con la famiglia Trump per espandersi a livelli che stanno sollevando grandi preoccupazioni, negli Stati Uniti, per come promuove e diffonde il gioco d’azzardo tra i più giovani. La piattaforma è formalmente vietata in Italia, ma esistono dei modi per usarla illegalmente. Anche se promuove di tanto in tanto eventi come feste a tema anni Novanta e sagre con musica rock, Welcome to Favelas non sembra comunque basare la propria attività su questo genere di sponsorizzazioni.
Zossolo ha detto a Repubblica che nel 2025 le attività commerciali erano state «più o meno zero». On line non risultano società riconducibili alla pagina, né bilanci pubblici. Nel frattempo il progetto si è ampliato con la nascita di pagine locali, tra cui quelle dedicate a Roma e Milano. Accanto ai post che sintetizzano le notizie, la pagina pubblica anche video realizzati da collaboratori e content creator che intervengono sui temi di maggiore attualità. Tra quelli che compaiono più spesso c’è Matteo Lanfredi, collaboratore del quotidiano Il Tempo, che nella biografia del suo profilo Instagram si definisce un «sovranista vero».
I contenuti di attualità sono spesso costruiti mettendo in evidenza alcuni aspetti della notizia a scapito di altri, con un taglio che privilegia il commento indignato e la polemica rispetto alla ricostruzione dei fatti. Lo si vede nel post dedicato alla condanna di Roggero per commentarne la sentenza: la pagina ha pubblicato un’immagine che metteva a confronto la fotografia di Roggero con quella di Shahadat Hossain, accusato di aver ucciso una famiglia nel quartiere Casalotti, a Roma, e ancora ricercato dalla polizia. L’immagine era accompagnata dalla frase: «Roggero in prigione, il killer in libertà». Durante la campagna per il referendum sulla Giustizia del marzo del 2026, Welcome to Favelas si è schierata apertamente con il governo Meloni realizzando dei video in collaborazione con il comitato del “Sì”. In quel periodo Zossolo ha pubblicato diversi video in cui intervistava passanti che avrebbero votato “No” al referendum, spesso mettendoli in ridicolo. Alcuni video sono stati rilanciati anche dal canale ufficiale di Fratelli d’Italia.
Sebbene compaia regolarmente nei contenuti pubblicati da Welcome to Favelas, Zossolo non ne è quasi mai il protagonista. Lo spazio in cui esprime più direttamente le proprie opinioni è la newsletter Se non mi ammazzano prima, pubblicata sulla piattaforma Substack. La newsletter non ha una cadenza regolare – l’ultimo numero risale ad aprile di quest’anno –, ma Zossolo pubblica frequentemente anche brevi interventi sulla stessa piattaforma. I temi ricorrenti riguardano l’immigrazione e la cosiddetta “remigrazione”, i centri sociali, la critica alla sinistra e altri argomenti di attualità politica. Recentemente Welcome to Favelas ha anche organizzato una proiezione a Tor Bella Monaca di Citizen Vigilante, il film tedesco dai contenuti profondamente violenti e razzisti che era stato promosso dall’estrema destra internazionale dopo essere stato censurato in Germania.