
(linkiesta.it, 24 aprile 2026)
Avevano suonato la sera prima in Italia, raccogliendo donazioni dal pubblico per i militari ucraini al fronte. Sul furgone, targhe ucraine, cinque musicisti e una scatola con il denaro raccolto durante il tour. All’uscita dal territorio nazionale, la Guardia di Finanza li ha fermati e ha trattenuto 4.800 euro a titolo di oblazione.
I protagonisti sono i 1914, band black/doom metal di Leopoli considerata tra le più note del panorama metal ucraino. È accaduto dopo il concerto di giovedì sera al Revolver di San Donà di Piave (provincia di Venezia), prima esibizione in Italia per il tour The war that never ends, insieme ai Katla. Lo ha reso noto la stessa band con un post su Facebook, allegando copia del verbale redatto dai finanzieri.
Il gruppo prende il nome dall’anno d’inizio della Prima guerra mondiale e vi dedica tutta la propria produzione: quattro album che ripercorrono l’orrore delle trincee, testi costruiti su ricerca storica, cinque membri in scena vestiti da soldati dell’Impero austro-ungarico – quello che nel 1914 controllava la Galizia, la regione storica in cui si trova Leopoli. Il tour europeo in corso è il primo, vero tour della band in sei anni. Nel 2023 avevano dovuto annullare le date perché i componenti – uomini tra i ventitré e i sessanta anni – non avevano ottenuto il permesso di lasciare l’Ucraina, obbligatorio per legge in tempo di guerra. L’autorizzazione è arrivata quest’anno.
Il frontman è Dmytro Ternushchak, nome d’arte Kumar, quarantatré anni, ex giornalista. In un’intervista rilasciata ad Afp all’inizio del tour, Kumar ha spiegato di non potersi arruolare a causa di un intervento oncologico che richiede ancora terapia farmacologica. Ha dichiarato di sentirsi «in imbarazzo» per questo, e di rifiutarsi per lo stesso motivo di esibirsi in Ucraina: non ritiene di avere il diritto di salire su un palco davanti a chi ha vissuto le trincee sul serio. Il tour europeo è diventato così lo strumento con cui la band raccoglie fondi per l’esercito.
Secondo quanto riportato nel verbale della Guardia di Finanza – redatto in Italiano e tradotto per la parte tramite Google Traduttore – i finanzieri hanno trattenuto la somma «a titolo di oblazione» in applicazione dell’articolo 29 del D.P.R. 148/88, che disciplina il trasporto transfrontaliero di valuta. La band sostiene di non aver superato i limiti di dichiarazione pro capite. Nel verbale, la dichiarazione resa da uno dei componenti recita: «Faccio parte di una band composta da sei persone che fa concerti per raccogliere fondi da mandare in Ucraina sostenendo i militari e i loro parenti. Non abbiamo infranto alcuna norma». Sul proprio profilo Facebook, la band ha definito l’accaduto «molto spiacevole!» e ha chiuso con un saluto ai fan italiani: «See you in October».