
di Anna Zucca (vanityfair.it, 29 gennaio 2026)
Da simbolo di empowerment al suo opposto, la caduta di Nicki Minaj nel mondo Maga è ormai inarrestabile. Il che suona strano a molti, soprattutto considerando che appena cinque anni fa, nel 2020, la rapper aveva duramente criticato le politiche anti-immigrazione di Donald Trump.
Eppure, qualcosa è indubbiamente cambiato. Mercoledì 28 gennaio, Nicki Minaj è salita su un palco a Washington [in occasione della presentazione dei “Trump Accounts”, i nuovi conti correnti di risparmio da mille dollari intestati ai bambini americani nati fra il 2025 e il 2029 – N.d.C.] insieme a Trump con il solo scopo di elogiare il presidente. Se l’immagine delle sue lunghissime unghie strette attorno alla mano di Trump ha già fatto il giro del mondo, anche le parole della rapper riecheggiano con chiarezza: «Dirò che probabilmente sono la fan numero uno del presidente e non cambierò»; e poi ancora: «E l’odio o quello che la gente ha da dire, non mi tocca affatto. Anzi, mi motiva a sostenerlo di più».
Dopodiché, Nicki Minaj ha mostrato orgogliosa la sua Trump Gold Card, spiegando: «Sto ultimando le pratiche per la cittadinanza proprio ora, grazie al mio meraviglioso, gentile e affascinante presidente». La Gold Card in questione è stata lanciata lo scorso dicembre da Trump come iniziativa per permettere agli immigrati benestanti di ottenere rapidamente la cittadinanza statunitense. Il prezzo? Un milione di dollari e una commissione di elaborazione di altri quindicimila dollari. Una misura profondamente classista, soprattutto alla luce dell’ulteriore stretta sull’immigrazione e delle tensioni con l’Ice in tutta l’America.
Eppure Nicki Minaj sembra cieca davanti alle discriminazioni che, una volta, criticava con convinzione. Nel 2016, quando Trump venne eletto per il suo primo mandato presidenziale, la rapper lo aveva criticato in alcune barre di Black Barbies: «Ragazza dell’isola, Donald Trump vuole che io torni a casa» rappava riferendosi alle sue origini nell’isola di Trinidad e Tobago, e al non avere ottenuto la cittadinanza americana nonostante si fosse trasferita negli Stati Uniti insieme alla sua famiglia da anni.
Nel 2020, durante la conferenza Pollstar Live, Nicki Minaj si era espressa apertamente sulla situazione politica: «Capisco che a molte persone [Trump] non piaccia per ovvi motivi. Ma quello che mi è rimasto impresso sono stati i bambini strappati ai genitori quando arrivavano in questo Paese. Mi ha dato molto fastidio perché ero una di quei bambini immigrati che venivano in America per fuggire dalla povertà. E non riuscivo a immaginare un bambino piccolo che passasse tutto questo, cercando di raggiungere un altro Paese perché non aveva soldi nel suo, o che stesse fuggendo dalla guerra».
Qualcosa, però, è cambiato: prima con una svolta no-vax e complottista durante la pandemia da Covid-19, con la pubblicazione da parte della rapper di diversi post social sulla nocività dei vaccini, poi più recentemente con la ricondivisone di video TikTok della Casa Bianca che utilizzavano la sua Va Va Voom per decantare le politiche anti-trans e anti-immigrazione di Trump. Più di recente, Nicki Minaj ha inoltre partecipato alla convention AmericaFest di Turning Point Usa, tenendo un talk insieme alla vedova del conservatore Charlie Kirk e lodando Trump e il vicepresidente J.D. Vance: «Entrambi hanno la straordinaria capacità di essere persone con cui ti identifichi».
Sulla svolta Maga di Nicki Minaj i fan e gli osservatori hanno, inevitabilmente, provato a darsi delle spiegazioni. Secondo Usa Today, l’escalation dell’artista deriverebbe dall’allontanamento dal genere rap, dalla frustrazione verso un pubblico che non le riconosceva più il suo ruolo e che l’avrebbe spinta verso un’ideologia repubblicana. Secondo la giornalista Arwa Mahdawi di The Guardian, Nicki Minaj si sarebbe invece avvicinata a Trump non per fede politica, ma per un tornaconto puramente personale: la rapper «potrebbe volere che il presidente perdoni suo marito, Kenneth Petty, condannato per tentato stupro, e suo fratello, condannato per pedofilia». Tuttavia, Trump non ha il potere di annullare le condanne statali, quindi la teoria vacilla. La seconda ipotesi sarebbe che Nicki Minaj veda l’ala Maga come un’opportunità per dare una svolta redditizia alla sua carriera: aprendosi a un nuovo pubblico e, chissà, magari abbandonando la carriera di artista per buttarsi in politica.