Nicki Minaj in Gucci da Trump: ma l’ironia di Demna è stata capita?

Ph. Alex Wong / Getty Images

di Beatrice Manca (amica.it, 27 ottobre 2026)

Politica e moda s’incrociano più spesso di quanto s’immagina. E perfino un tailleur può sollevare un caso. La prova è la rapper Nicki Minaj, che si è presentata al comizio di Donald Trump in Michigan coperta dal monogramma Gucci da capo a piedi.

Le foto hanno sollevato diverse domande: da quando il marchio italiano, guidato dal provocatore Demna, piace ai Maga? Questo tipo di pubblicità farà bene o male alle vendite di Gucci? Non è una sorpresa che la rapper Nicki Minaj, 42 anni, si sia avvicinata alla destra americana, diventando un’inaspettata risorsa per i Maga. Si è addirittura fatto il suo nome per un possibile ruolo di portavoce della Casa Bianca. Il 25 ottobre è volata a Port Huron per un comizio del presidente Trump ed è scesa dall’Air Force One vestita Gucci da capo a piedi: giacca, gonna a matita e scarpe Horsebit Donna.

Ha completato il look con un’acconciatura semi raccolta, lenti a contatto azzurre e lunghe unghie rosa in acrilico – ultima testimonianza che la Nicki Minaj di Super Bass è ancora lì, da qualche parte. Il look di Nicki Minaj non è l’unico punto di contatto tra la casa di moda e l’entourage Maga di Trump. Nell’ultima collezione disegnata da Demna c’erano almeno un paio di look che sembravano usciti direttamente dall’armadio della First Lady Melania Trump, che negli anni si è dimostrata un’affezionata cliente di Gucci.

Chi conosce il lavoro di Demna, abile provocatore e grande comunicatore, sa che l’omaggio è solo apparente: la sfilata ambientata in boutique era una specie di grande teatro in cui si muovevano vari personaggi, dai ragazzi alternativi con il trucco punk alle sciure con il foulard e gli stivali da cavallerizza. Nella collezione Primavera, invece, aveva portato in passerella modelle fasciate in mini abiti scintillanti e modelli con i marsupi a tracolla che strizzavano dichiaratamente l’occhio ai maranza. Più che persone, personaggi: stereotipi e caricature, lo specchio deformato del mondo del lusso e del glamour.

Che i Maga siano consapevoli di tutto questo o meno, il risultato non cambia. Per Nicki Minaj, che si è mantenuta per anni facendo la cameriera e la ballerina di lap dance, indossare un tailleur Gucci è la prova tangibile del nuovo successo e, al tempo stesso, il biglietto d’ingresso estetico per la cerchia conservatrice in cui è entrata. Resta da capire quale sarà l’impatto sulla reputazione e sulla percezione di Gucci, specialmente in questo momento di difficoltà economica. Kering ha annunciato un calo delle vendite nel terzo trimestre per Gucci, il marchio di punta del suo portfolio.

Le vendite comparabili di Gucci sono scese del 6% e quelle nei negozi diretti del 9%. La causa indicata dall’azienda è soprattutto il minor traffico nei negozi nella Cina continentale e in Giappone, mentre il Nord America è rimasto il mercato più solido. Lo dimostra anche la scelta di ambientare la sfilata GucciCore proprio a New York. C’è chi pensa che questo endorsement sia un danno alla reputazione del brand, ma se c’è una cosa che Demna sa bene è che non esiste cattiva pubblicità: se c’è un designer che sa trasformare una polemica in un’opportunità è proprio lui.

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