
di Mariahelena Rodriguez (huffingtonpost.it, 7 agosto 2025)
C’è un nuovo eroe negli Stati Uniti di Donald Trump che stanziano 75 miliardi di dollari per blindare i confini: Dean Cain, il Superman della tv degli anni Novanta. Il mantello è tornato nell’armadio, al suo posto il giubbotto blu dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice).
«Questa nazione è nata da patrioti che si fanno avanti, popolari o no, per fare la cosa giusta. E questa è la cosa giusta», ha dichiarato mercoledì sera a Fox News. Tutto è cominciato il giorno prima, quando Cain ha rilanciato su Instagram uno spot di reclutamento dell’Ice: ventiquattr’ore dopo era già pronto a ufficializzare in tv il suo arruolamento, che avverrà il prima possibile. Ironia vuole che l’attore, che aveva bollato come «troppo woke» il nuovo Superman di James Gunn, colpevole di ricordare che Clark Kent è un immigrato atterrato dallo spazio, ora si prepara a sorvegliare gli “altri” alieni lungo il deserto dell’Arizona.
Cain ha interpretato Superman nella serie Abc Lois & Clark (1993-97) ed è diventato un’icona pop di quel periodo. Oggi, a 58 anni, l’ex “Boy Scout di Metropolis” frequenta talk conservatori, rivendica un passato da riservista di polizia e si dice pronto a fare la propria parte per difendere il Paese. «Il sistema dell’immigrazione non funziona, il Congresso dovrebbe aggiustarlo», ha spiegato a Fox: «Il nostro sistema di immigrazione è inefficiente. Il Congresso deve intervenire per risolvere la situazione, ma nel frattempo il presidente Trump sta mantenendo le promesse. È quello per cui hanno votato gli elettori. È quello per cui ho votato io e lui porterà a termine il suo programma. E io voglio fare la mia parte affinché accada davvero». Cain spera che molti altri cittadini ed ex ufficiali seguano il suo esempio: «Così potremo raggiungere subito gli obiettivi di reclutamento e contribuire a proteggere questa nazione».
Sui social l’annuncio di Cain è diventato subito un campo di battaglia. C’è chi lo accusa di tradire il suo alter ego kryptoniano e chi lo saluta come patriota in divisa. L’attore ha ricondiviso diversi insulti, alternandosi tra sarcastici «Apprezzo il supporto!» e «L’odio ti rende una brutta persona». Su X l’hashtag #NotMySuperman è diventato un trend del giro di poche ore. In un’intervista a Tmz, Cain aveva già provato a smorzare le polemiche scoppiate dopo le sue critiche al film di James Gunn: «Sappiamo che Superman è un immigrato, è un alieno. L’American Way è pro immigrati», aveva detto. «Ma devono esserci dei limiti: non possiamo accogliere tutti negli Stati Uniti, la società non reggerebbe. Ci devono essere regole».
La crociata di Dean Cain s’inserisce nel quadro del Big Beautiful Bill, il maxi-piano di finanziamenti approvato a luglio dall’amministrazione Trump. Il provvedimento, oltre a stanziare 75 miliardi di dollari per rafforzare i controlli migratori, prevede l’assunzione di 10mila nuovi agenti Ice entro il 2029. Forte di queste risorse, l’agenzia ha alzato drasticamente l’asticella: 3mila arresti al giorno, oltre il triplo rispetto agli standard precedenti. Il risultato è stato un’escalation di retate nei quartieri latini e nelle città di confine, che, secondo un’analisi del Guardian ha già mandato in crisi il sistema detentivo, facendo superare i limiti di capienza di oltre 13.500 posti.
Le proteste contro l’Ice sono esplose in diverse città, mentre giornalisti, attivisti e cittadini comuni che filmavano o contestavano gli arresti sono stati fermati, denunciati o persino processati. L’American Civil Liberties Union ha accusato la Casa Bianca di “abuso sistematico di potere”. In questo clima, l’arrivo di un ex Superman tra le fila dell’Ice non è solo un gesto simbolico: diventa una scelta mediatica, capace di dare un volto pop a una macchina federale sempre più criticata.