
(ilpost.it, 25 maggio 2026)
In Brasile un film biografico molto elogiativo sull’ex presidente Jair Bolsonaro è diventato un grosso problema per suo figlio Flávio Bolsonaro, che si è candidato al posto del padre alle elezioni presidenziali del prossimo ottobre. Jair Bolsonaro, leader dell’estrema destra brasiliana, non ha potuto farlo perché è stato dichiarato ineleggibile e condannato a più di ventisette anni di carcere per il colpo di Stato tentato nel 2022.
Il film non è diventato un caso solo per i toni celebrativi, ma anche perché ha coinvolto Flávio Bolsonaro in uno scandalo da cui lui si era sempre tenuto distante e che anzi aveva cercato di strumentalizzare contro il presidente di sinistra Luiz Inácio Lula da Silva, suo avversario alle elezioni. Lo scandalo è quello dell’enorme frode bancaria di Banco Master: Bolsonaro ci è finito dentro perché aveva fatto finanziare il film all’ex proprietario della banca, Daniel Vorcaro, che è in carcere. Il caso ha avuto un effetto sulle intenzioni di voto, dove finora Bolsonaro era sempre stato appaiato con Lula, specie nell’eventualità di un ballottaggio. Nei sondaggi più recenti Lula l’ha staccato per la prima volta con un margine significativo, dato sui nove punti al primo turno, contro i tre punti di prima dello scandalo. È stata quindi un’insperata buona notizia per Lula, che da tempo è in crisi di popolarità e sta provando a recuperarne anche con proposte demagogiche.
Il film si intitola Dark Horse ed è girato in Inglese per avere più pubblico. Dovrebbe uscire a settembre, a ridosso delle elezioni, anche se il regista Cyrus Nowrasteh, statunitense, ha sostenuto in un’intervista che la data di distribuzione in Brasile non sia ancora stata decisa. Racconta l’ascesa di Bolsonaro, durante la prima e vincente campagna elettorale del 2018, come la riscossa di un reietto che sfida il sistema e riesce a batterlo. Tra i momenti centrali c’è quello in cui Bolsonaro venne accoltellato all’addome durante un comizio. Il regista ne ha parlato come di un «intenso thriller politico». Dai pochi contenuti diffusi on line o recuperati dai media, come il trailer qui sotto, è però evidente l’intento di presentare Bolsonaro come una sorta di eroe: cosa che aiuterebbe la campagna elettorale del figlio.
La sceneggiatura è dell’ex ministro della Cultura del governo di Bolsonaro, Mário Frias; nella parte del presidente c’è l’attore statunitense Jim Caviezel, che interpretò Gesù nel celebre film di Mel Gibson La passione di Cristo e, negli anni, è diventato un noto attivista della destra radicale e un grande ammiratore di Donald Trump. Inizialmente Flávio Bolsonaro aveva negato di aver chiesto aiuto a Vorcaro, il presidente di Banco Master, ma alla fine ha ammesso di avere ottenuto da lui un investimento da dodici milioni di dollari attraverso un fondo. In precedenza il sito investigativo Intercept Brasil aveva pubblicato l’audio, poi acquisito dalla polizia nel contesto delle indagini sulla banca, di una conversazione in cui Bolsonaro discuteva con toni molto amichevoli con Vorcaro, che s’impegnava a investire nel film ventiquattro milioni di dollari.
Banco Master ha avuto un’ascesa molto rapida negli ultimi cinque anni, ma ha anche accumulato un buco di bilancio da oltre sette miliardi di euro e lo scorso novembre è stato messo in liquidazione. È accusato di aver usato metodi poco trasparenti in un’enorme inchiesta che coinvolge persone del mondo della finanza, della politica e della magistratura brasiliane. Bolsonaro ha sostenuto di aver incontrato Vorcaro prima che fossero note le indagini, di non avere promesso alcunché in cambio degli investimenti e che i pagamenti si siano interrotti prima di arrivare alla cifra stabilita, costringendolo a cercare altri finanziatori per il film.
Il danno d’immagine, però, ormai era fatto. Tanto più alla luce del fatto che Bolsonaro aveva puntato sul caso della banca per accusare di corruzione il governo di Lula (Vorcaro aveva rapporti con politici di ogni schieramento). In un primo momento anche la produzione del film aveva negato di avere ricevuto fondi da Vorcaro. I media brasiliani hanno scritto che il produttore esecutivo era un altro figlio di Bolsonaro, Eduardo. La casa di produzione del film è la statunitense GoUp Entertainment, che non ha un sito Web funzionante; inoltre, vari contenuti promozionali del film sono spariti dai social e il profilo Instagram del film non è più raggiungibile.
Con questo budget, Dark Horse sarebbe comunque una delle produzioni più costose del cinema brasiliano. Per esempio il film L’agente segreto, che quest’anno è stato candidato a quattro premi Oscar, è costato attorno ai cinque milioni di dollari: il regista Kleber Mendonça Filho, peraltro, è un notoriamente critico nei confronti di Bolsonaro, che è un nostalgico della dittatura militare brasiliana denunciata nel suo film.