
di Tess Owen (wired.it, 13 agosto 2025)
Negli Stati Uniti, l’amministrazione di Donald Trump ha una nuova strategia propagandistica: trasformare le espulsioni degli immigrati in un gigantesco meme. L’orecchiabile jingle che promuove le vacanze low-cost di Jet2, una compagnia aerea britannica economica, è stato uno dei meme dell’estate 2025.
La sua ubiquità non è sfuggita al team di comunicazione del Dipartimento per la sicurezza nazionale (Dhs), che, alla fine del mese scorso, ha pubblicato sui suoi account social un video che mostrava persone sotto la custodia dell’Ice, l’Agenzia americana per il controllo dell’immigrazione, mentre salivano in manette su un aereo diretto fuori dal Paese. Il post era accompagnato dal brano Nothing Beats a Jet2 Holiday ed era intitolato: «Quando l’Ice ti prenota una vacanza Jet2 di sola andata per l’espulsione. Non c’è niente di meglio!». Per molti sostenitori dell’amministrazione Trump, che hanno risposto con emoji che ridono e bandiere americane, il video era esilarante. Un utente ha scritto nei commenti: «All’inizio pensavo fosse un account meme!».
Negli ultimi mesi, gli account ufficiali del governo americano sui social media – in particolare quelli del Dhs, dell’Ice, dell’Agenzia per il controllo alle frontiere (Cbp) e della Casa Bianca – sono sembrati la parodia di sé stessi. Secondo gli esperti, tutto questo è intenzionale: i meme sono fondamentali per la propaganda dell’amministrazione Trump, che prova a sfruttare l’umorismo tipico della Gen Z per alimentare una mentalità da “noi contro loro”. Oltre a normalizzare le espulsioni di massa, il governo sta attingendo anche alla narrazione del nazionalismo cristiano e prova a raggiungere i giovani uomini con battute crude riciclate dall’ecosistema on line dell’estrema destra.
Gli esempi non mancano. Un post del 28 giugno raffigurava quattro alligatori con indosso cappellini dell’Ice per pubblicizzare il nuovo carcere per migranti irregolari in Florida, l’ormai famigerato “Alligator Alcatraz”. O il video condiviso dal Dhs il 2 luglio, dove un agente della polizia di frontiera individua con un cannocchiale migranti che tentano di attraversare il confine, con la canzone Somebody’s Watching Me (popolarissima su TikTok) a fare da sottofondo. O ancora la clip che mostra detenuti dell’Ice che s’imbarcano su un volo, con la didascalia «All’imbarco: clandestini criminali. Prossima fermata: letteralmente ovunque tranne che qui» e il classico di Frank Sinatra Come Fly With Me come colonna sonora. Quest’ultimo è stato ripostato su TikTok da un account di estrema destra e anti-Lgbtq+ con milioni di follower.
Il fatto che il governo statunitense stia integrando la crudeltà disinvolta tipica dell’estrema destra on line nei suoi messaggi pubblici suggerisce quale sia la fascia demografica che vuole raggiungere. L’amministrazione Trump sta cercando di assumere 14.050 agenti dell’Ice nei prossimi tre anni per rafforzare le espulsioni. L’agenzia ha appena rimosso i limiti di età imposti ai candidati, e ora sembra determinata a usare l’umorismo per far apparire l’Ice una sorta di confraternita.
«Il Dhs, in particolare, sta cercando di usare Twitter [e Instagram] non solo come forma di reclutamento, ma anche per farsi promozione» afferma Joan Donovan, assistente alla Boston University e coautrice di Meme Wars: The Untold Story of the Online Battles Upending Democracy in America. «E questo tipo di promozione è mirata ai giovani uomini in età adolescenziale o ai ventenni», sottolinea la Donovan.
Dopo essere stata raggiunta da Wired per un commento, l’assistente segretaria per gli affari pubblici del Dhs Tricia McLaughlin ha risposto: «Che storiella stupida. Chi sono questi “esperti”? La cosa “crudele” è che i media continuino a ignorare le vittime di omicidi, stupri, traffico di esseri umani e violenze di gruppo, mentre voi continuate a fare il gioco di clandestini criminali e violenti», ha aggiunto.
In risposta a una richiesta di commento, la portavoce della Casa Bianca Abigail Jackson ha dichiarato: «Gli account della Casa Bianca sui social media mettono spesso in evidenza le espulsioni di efferati clandestini criminali che hanno seminato il terrore tra le comunità americane. Wired e i suoi cosiddetti “esperti”, su cui si rifiutano di fornire ulteriori informazioni, dovrebbero occuparsi di ciò che è davvero crudele: i clandestini criminali che uccidono, stuprano e aggrediscono cittadini americani innocenti come conseguenza diretta della politica delle frontiere aperte di Joe Biden e delle città santuario dei Democratici. E mentre Wired continua a coprire i clandestini illegali criminali, non ci scuseremo per aver pubblicato meme che spaccano» (circa il 70% dei detenuti dell’Ice non ha precedenti penali e molti di quelli con condanne alle spalle hanno commesso reati minori, come infrazioni del codice della strada o delle leggi sull’immigrazione).
A preoccupare Kurt Braddock, professore assistente presso la Scuola di comunicazione dell’American University e studioso degli effetti della propaganda estremista, è la normalizzazione dell’umorismo disumanizzante. «Non penso che questa messaggistica sia dannosa perché è cattiva, sciatta o indecorosa per l’incarico del presidente, anche se credo che tutte queste cose siano vere» dice Braddock. «Il problema maggiore è che normalizza l’aggressività. Con la normalizzazione dell’aggressività e della disumanizzazione dell’altro, che siano immigrati o altro, non ci vuole molto per arrivare alla violenza vera e propria».
I meme sono sempre stati al centro della strategia politica di Trump, continua Donovan, che ricorda come nel 2016 il profilo Twitter dell’allora candidato Repubblicano fosse particolarmente caotico, in quanto cercava di rivolgersi a diversi pubblici contemporaneamente sfruttando proprio i meme. Oggi questo stile si estende anche al suo governo. Alcuni dei post pubblicati dalle agenzie dell’amministrazione Trump raccolgono decine di migliaia di like e vengono ricondivisi su altre piattaforme, come i canali Telegram dei Proud Boys o i grandi gruppi Facebook a sostegno della polizia, arrivando addirittura a ispirare magliette.
Nel complesso, i feed social del Dhs riflettono l’ecosistema confuso dell’estrema destra, che combina il linguaggio banale dei meme con l’umorismo di 4chan, i richiami del suprematismo bianco “vecchia scuola” e le allusioni al nazionalismo cristiano. E il punto di forza di questi messaggi è il nuovo modo in cui vengono confezionati. «Le brevi raffiche di immagini e musica esercitano un fascino emotivo che spesso fatti e dati non hanno» osserva Brian Levin, fondatore del Center for the Study of Hate and Extremism della California State University di San Bernardino. «Sono come una carta regalo emotivamente familiare e confortante che ruota attorno alla protezione, alla conservazione, alla paura e al tribalismo».
Un post del Dhs del 14 luglio comprendeva un dipinto di Morgan Weistling, intitolato New Life in a New Land, che mostra una coppia bianca del Vecchio West impegnata a cullare un bambino all’interno di un carro. La didascalia recitava: «Ricordate l’eredità della vostra patria». Non è stato l’unico contenuto social del governo basato su un’opera d’arte. Un altro post del Dhs, datato questa volta 23 luglio, ha incorporato il dipinto American Progress di John Gast, che mostra coloni intenti a cacciare popolazioni indigene dal loro territorio. Il quadro è usato in molti libri di testo delle scuole superiori per parlare della filosofia del “Destino manifesto”, secondo cui i coloni americani avrebbero avuto l’autorità divina per espandersi nell’Ovest. La didascalia del post del Dhs recita: «Un’eredità di cui essere orgogliosi, una patria da difendere».
Un altro video con una didascalia simile mostra immagini di persone o famiglie esclusivamente bianche, sulle note di This Land Is Your Land. Tutto questo ricorda a Levin un’altra forma di propaganda che ha studiato a fondo. «L’immagine di […] famiglie bianche virtuose e della società da loro creata che corre un rischio esistenziale per colpa di “violenti invasori criminali stranieri” è un pilastro della tradizione del suprematismo bianco da oltre un secolo, dal [Ku Klux] Klan del primo Novecento agli skinhead neonazisti contemporanei», spiega.
Alcuni post del Dhs negli ultimi mesi hanno persino citato la Bibbia. Un video, per esempio, sovrapponeva un passaggio dei Proverbi («L’empio fugge senza che nessuno lo perseguiti, ma il giusto se ne sta sicuro come un leone») a filmati di pattugliamenti notturni al confine, accompagnati da una voce fuori campo tratta dal film del 2022 The Batman. «L’oscurità non è più vostra alleata» si legge nella didascalia. «Rappresentate una minaccia esistenziale per i cittadini degli Stati Uniti e il Gruppo operazioni speciali della U.S. Border Patrol non si fermerà davanti a niente per darvi la caccia».
Secondo gli esperti, la strategia fa leva su una narrazione tipica del nazionalismo cristiano, che ritrae Trump e la sua amministrazione come paladini in una battaglia primordiale tra il bene e il male. Accostare passaggi della Bibbia a immagini che mostrano l’espulsione di persone di colore o di qualsiasi “nemico dell’America” serve a suggerire che quella del governo è una missione divina. «E se è benedetta da Dio, allora non può essere sbagliata» sottolinea Braddock. «Se si caratterizza la propria missione come benedetta, l’altra faccia della medaglia è il male o la demonizzazione». Se un tempo le allusioni alla religione rischiavano di spaventare l’elettorato giovane, ora vengono usate per attirarlo. Magari impacchettandole in un meme, e con la musica di tendenza su TikTok come colonna sonora.