I Franz Ferdinand contro Israele per “Take me out”

Domino Recording Company

di Veronique Viriglio (agi.it, 10 marzo 2026)

La rock band scozzese dei Franz Ferdinand si è scagliata contro Israele che ha usato senza il loro consenso una popolare hit del 2004, dal titolo Take me out, per promuovere la guerra israelo-statunitense contro l’Iran che sta infiammando l’intera regione.

Ad accendere la miccia delle dure critiche del gruppo alternativo britannico è stato un video pubblicato lo scorso fine settimana dalle Forze di Difesa Israeliane (Idf), contenente aerei da combattimento, esplosioni a terra e un soldato israeliano che celebrava i recenti attacchi aerei congiunti Usa-Israele contro l’Iran sulle note di Take me out, con la didascalia «Operazione Leone Ruggente: ecco come si fa». In una Instagram Story ormai scaduta, il cantante Alex Kapranos ha denunciato che la colonna sonora era stata usata senza il loro consenso.

«Questi assassini guerrafondai stanno usando la nostra musica senza il nostro consenso. Questo ci fa sentire nauseati e furiosi. Un po’ tipico, no? Pavoneggiarsi e prendere ciò che non è loro con vile arroganza…», ha duramente replicato il cantante dei Franz Ferdinand. Il video in questione – poi cancellato – fa parte dei messaggi delle Idf sull’Operazione Leone Ruggente, il nome dato da Israele agli attacchi congiunti lanciati con gli Stati Uniti il 28 febbraio che hanno ucciso la guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, preso di mira centinaia di siti militari e la leadership in tutto il Paese, oltre ad aver bombardato una scuola elementare femminile, causando 175 vittime civili, per lo più studentesse.

Critici musicali ed esperti di cultura pop di diverse testate, tra cui Paste Magazine e Rolling Stones, hanno sottolineato «la cupa ironia nel fatto che una band che prende il nome dall’uomo il cui assassinio ha scatenato la Prima guerra mondiale ora veda il suo più grande successo arruolato nella propaganda per quello che sembra sempre più il capitolo iniziale della prossima grande guerra regionale». Le stesse fonti evidenziano che, del resto, «l’Idf non è mai stata particolarmente timida nell’estetizzare la propria violenza: Take me out, un titolo che, in questo contesto, suona più come un ordine di uccisione che come una proposta romantica, è la cosa più macabra che si possa immaginare».

Quanto accaduto con la musica dei Franz Ferdinand non è un’eccezione, ma rientra in un modello molto più ampio di entità militari e statali che prendono in prestito il linguaggio della cultura pop per riciclare l’estetica della violenza concepita per i social media. L’esercito israeliano ha selezionato un tormentone quale la Macarena dei Los Del Rio e il singolo Players di Coi Leray in altri video promozionali che mostravano i bombardamenti in Iran. Allo stesso modo la Casa Bianca ha usato Blow, hit del 2011 della popstar Kesha, per la colonna sonora di una fancam su TikTok con tanto di combattimenti aerei e bombardamenti su una portaerei.

Il mondo della musica deplora inoltre l’utilizzo inopportuno di canzoni familiari, tra cui i ritornelli delle cantautrici statunitensi Sabrina Carpenter e Olivia Rodrigo, in filmati di reclutamento, raid e detenzione da parte degli agenti della United States Immigration and Customs Enforcement (Ice). I Franz Ferdinand, da parte loro, non sono mai rimasti silenziosi in politica, optando per una musica schierata, fulcro della loro arte e identità: nel 2016 pubblicarono Demagogue, in vista della prima elezione di Donald Trump, il cui risultato fu poi valutato da Kapranos come un «incubo».

Spread the love