Bibiwood, la teoria del complotto sull’attacco al volo FlyDubai

Ph. Kobi Gideon / Gpo

(huffingtonpost.it, 9 ottobre 2026)

Si chiama “Bibiwood”, un incrocio tra Bibi, soprannome di Benjamin Netanyahu, e Hollywood. È la parola diventata virale sui social per sostenere che il tentato dirottamento del volo FlyDubai FZ1073, diretto a Tel Aviv, sarebbe stato una messinscena orchestrata da Israele.

Una teoria del complotto che, come ricostruisce The New Arab, si è diffusa nelle ore successive all’incidente del 1° ottobre, alimentando sospetti sul ruolo del Mossad, sull’autenticità dei video diffusi dai passeggeri e sulle possibili ricadute politiche dell’episodio. Secondo la ricostruzione delle autorità emiratine, il copilota omanita avrebbe aggredito il comandante con un’ascia d’emergenza, tentando di assumere il controllo dell’aereo. L’intervento dei passeggeri e dell’equipaggio avrebbe impedito la tragedia. Reuters ha riferito, citando due funzionari israeliani a conoscenza delle indagini, che il copilota avrebbe confessato agli investigatori degli Emirati di aver pianificato l’attacco prima ancora di essere assunto dalla compagnia.

Ma on line circolano versioni completamente diverse. Alcuni utenti sostengono che l’attacco sia stato organizzato dall’intelligence israeliana, altri arrivano a negare che sia realmente avvenuto. Il movente, secondo queste ricostruzioni prive di riscontri, sarebbe politico: costruire un episodio capace di suscitare solidarietà internazionale verso Israele e rafforzare Netanyahu in vista delle elezioni del 27 ottobre.

A nutrire i sospetti sono soprattutto i filmati girati a bordo. I complottisti si chiedono perché non si vedano maschere d’ossigeno nonostante le notizie su una rapida perdita di quota, perché alcuni passeggeri appaiano tranquilli e come mai determinati oggetti siano rimasti in piedi durante le manovre dell’aereo. Un altro elemento diventato oggetto di speculazioni è la presenza a bordo di due piloti FlyDubai fuori servizio, che avrebbero contribuito a riprendere il controllo dell’aereo. Secondo le ricostruzioni disponibili, si trattava di personale in trasferimento per esigenze operative. Sotto esame anche il racconto del comandante Smit Machchhar, che avrebbe aperto dall’interno la porta della cabina di pilotaggio, consentendo l’intervento degli altri membri dell’equipaggio.

La disinformazione si è spinta fino alla produzione di un falso servizio televisivo confezionato per sembrare della Bbc, nel quale si attribuisce il presunto complotto al Mossad e ai servizi segreti indiani. I dubbi hanno trovato spazio anche nella politica britannica. Ayoub Khan, deputato indipendente di Birmingham Perry Barr, ha pubblicamente contestato la rapidità con cui le autorità israeliane avrebbero ricostruito i dettagli dell’attacco, affermando di sospettare che qualcosa non tornasse.

La vicenda ha assunto una dimensione politica anche in Israele. Netanyahu ha incontrato pubblicamente alcuni passeggeri, collegando l’episodio ai propri avvertimenti sulle minacce alla sicurezza nazionale. Il leader dell’opposizione Yair Lapid ha accusato i suoi alleati di strumentalizzazione politica, mentre il Times of Israel ha descritto l’incidente come un’opportunità propagandistica ideale per la campagna elettorale del Premier.

Non esistono tuttavia prove che l’attacco sia stato inscenato o organizzato da Israele. Le indagini degli Emirati Arabi Uniti proseguono per chiarire le motivazioni del copilota ed eventuali collegamenti. Nel frattempo, il caso FlyDubai è diventato un nuovo terreno di scontro tra propaganda politica, sfiducia nelle versioni ufficiali e teorie del complotto.

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