
di Paolo Armelli (wired.it, 6 novembre 2025)
L’elezione di Zohar Mamdani a sindaco di New York ha scatenato le reazioni più disparate, ma forse la più inaspettata è stata quella di Debra Messing. L’attrice, famosa soprattutto per aver interpretato la protagonista femminile della sit-com di culto Will & Grace per 8 stagioni più 3 di revival, non ha mai nascosto la sua diffidenza e sfiducia nei confronti di Mamdani, che a suo avviso non avrebbe l’esperienza necessaria per guidare una città complessa come New York City.
Lei sosteneva Andrew Cuomo, ex governatore dello Stato di New York dimessosi per scandali sessuali e battuto dallo stesso Mamdani alle primarie democratiche ma poi presentatosi come indipendente. «Ci serve qualcuno di esperienza» aveva scritto sui social l’attrice, dichiarando di aver votato per Cuomo: «La nostra città è troppo grande, complessa e importante per lasciarla a un 33enne che non ha mai avuto un lavoro e ha mancato l’80% delle votazioni come councilman».
Ovviamente ogni cittadino – comprese le celeb che si prodigano in endorsement pubblici – ha il diritto di esprimere le sue preferenze, ma la vera sorpresa è arrivata proprio la notte delle elezioni: Messing ha letteralmente inondato le sue Instagram stories di 91 contenuti – tutti piuttosto critici e preoccupati, ma anche tendenziosi – sulla vittoria di Mamdani, scatenando peraltro l’ironia del Web che vedeva nel suo atteggiamento compulsivo qualcosa al di fuori dagli schemi. Nel suo rant social l’attrice ha condiviso meme ritenuti piuttosto offensivi, compreso quello in cui Mamdani era paragonato a un jihadista, ma anche messaggi dello stesso Donald Trump (che a sua volta aveva dichiarato il suo endorsement a Cuomo).
La cosa ha stupito molto perché Messing negli ultimi anni si è molto radicalizzata dal punto di vista del suo profilo pubblico, divenendo appunto una delle più fiere oppositrici di Trump, ma finendo ora per dargli in sostanza ragione. Nonostante Messing sostenga che il motivo principale della sua avversione per Mamdani sia la sua inesperienza, è evidente che le questioni che li dividono sono altre e più spinose: lei è una donna di religione ebraica che in questi anni ha sempre difeso l’operato di Israele nel genocidio a Gaza, scontrandosi anche con una certa opinione pubblica anche a Hollywood, più sensibile alla causa palestinese; Mamdani invece è mussulmano e ha sempre ribadito la sua posizione nettamente contraria alle operazioni militari di Israele.
Distanza politica e un pizzico di islamofobia sembrano dunque dipingere una posizione piuttosto lontana dal progressismo che Messing ha sempre propugnato negli ultimi anni, essendo peraltro considerata un’icona Lbgtqia+ sempre vicina alla comunità proprio per via del suo ruolo memorabile in Will & Grace. La percezione pubblica di Debra Messing, però, è cambiata ormai da molto tempo. Già quando era stata annunciata la fine un po’ improvvisa della serie revival di Will & Grace, nel 2020, erano emerse indiscrezioni su una sua faida con la collega di set (ed ex amica) Megan Mullally, l’interprete di Karen: secondo alcune ricostruzioni, Messing accusava Mullally di non essere troppo esplicita politicamente e l’altra a sua volta lamentava che le sue co-star la escludessero periodicamente dietro le quinte.
Versioni mai confermate ufficialmente ma che avevano contribuito a incrinare l’immagine dorata di una serie come Will & Grace che era diventata una specie di manifesto della rappresentazione e dei diritti. Le posizioni pro-Israele di Messing, da ultimo, hanno allontanato poi negli ultimi anni molti dei suoi sostenitori queer che invece hanno abbracciato in ottica intersezionale la causa palestinese. Le ultime uscite dell’attrice su Mamdani non hanno fatto che confermare questo tracollo della sua immagine pubblica.
Non a caso, da poco su Prime Video in Italia sono tornate disponibili le prime cinque stagioni di Will & Grace ma la notizia sui social è stata accolta in modo piuttosto divisivo: se da una parte c’era chi gioiva di poter tornare a ridere con dei personaggi che hanno fatto epoca, dall’altra c’era chi si diceva a disagio nel vedere una serie cui partecipa un personaggio oggi così controverso come Messing. All’epoca delle riprese, però, nessuno avrebbe mai sospettato questa sua evoluzione; e c’è anche chi sostiene che, in generale, bisogna sempre discernere tra i ruoli interpretati sullo schermo e le persone reali dietro le quinte.
Questo caos di politica e rappresentazione, tuttavia, per molti è una questione piuttosto personale. Io stesso sono cresciuto guardando a Will & Grace come a un faro di ironia, rappresentazione, speranza e liberazione, in qualche modo trasferendo quest’aura anche sui suoi interpreti. Una parte di me non riesce a rinunciare alle repliche di quella serie, che è stata parte del mio percorso, anche biografico, di autodeterminazione (avrei fatto coming out e l’avrei fatto nel modo in cui l’ho fatto senza ispirarmi a questi personaggi? Non credo).
Quello però è il passato, il presente è un’attrice che era un esempio per molti e che ora si è chiusa di un (pur legittimo) solipsismo arrabbiato. Grace rimarrà uno dei personaggi della mia formazione, in sostanza, mentre Debra Messing si conferma invece una delle delusioni più grandi della mia vita. Come quando per la prima volta ho addentato tutto entusiasta un Pinguì al caramello, rendendomi conto che forse il tempo per tutte quelle calorie zuccherose è passato da un pezzo. Ma ho poi forse smesso di comprare il Pinguì al caramello? La risposta la sapete.