Il monito di Sharon Stone a Donald Trump

di Monica Coviello (vanityfair.it, 17 luglio 2026)

A Roma, dove si è parlato di Intelligenza Artificiale, pace e minaccia nucleare, Sharon Stone ha trovato il modo di mandare un messaggio diretto a Donald Trump. Alla domanda dei giornalisti su cosa direbbe oggi al presidente degli Stati Uniti, l’attrice ha risposto senza esitazioni: «Comportati in modo tale che tua madre possa essere fiera di te».

L’occasione è stata la Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War, il summit che ha riunito in Campidoglio premi Nobel, scienziati, rappresentanti delle istituzioni e personalità internazionali per riflettere sulle sfide poste dall’Intelligenza Artificiale e sui nuovi equilibri geopolitici, in un momento segnato da guerre e tensioni internazionali. A 68 anni, la protagonista di Basic Instinct continua a intervenire sui grandi temi del presente. E anche questa volta ha ribadito la sua convinzione: il progresso tecnologico ha senso soltanto se resta al servizio dell’essere umano. «Ascoltando i miei stimati colleghi in questa settimana, sono giunta a una serie di pensieri semplici ma profondi. Dobbiamo essere uniti nel perseguimento del bene comune, uniti nel rispetto dello Stato di diritto e della responsabilità. Dobbiamo imparare di nuovo ciò che pensiamo di sapere già», ha detto dal palco.

Per Sharon Stone, il punto di partenza è la dignità della persona, che nessuna innovazione potrà sostituire. «La dignità umana non è un algoritmo. E ricordate: la verità trionfa da sola, le bugie richiedono complicità. È davvero importante che i nostri figli non vengano influenzati esclusivamente da vicini pieni di pregiudizi, ma che continuino a mostrare amore verso chiunque. E con l’espandersi delle capacità delle macchine, devono crescere di pari passo anche le responsabilità intellettuali ed etiche di coloro che le creano». Secondo l’attrice, prima della politica, della tecnologia e del potere vengono quei principi elementari che impariamo da bambini e che troppo spesso dimentichiamo da adulti. «I valori che insegniamo ai nostri figli quando vanno all’asilo valgono anche per noi quando diventiamo “bambini cresciuti”», ha osservato.

Anche sull’Intelligenza Artificiale il suo messaggio è improntato alla fiducia, purché accompagnata dal senso di responsabilità. «La supereremo come abbiamo imparato a guidare un’auto, a usare un computer, un telefono fisso e poi uno smartphone: con un po’ di rispetto e un po’ di dignità». Ma, ha aggiunto, tutto parte dall’esempio: «Dobbiamo comportarci esattamente come diciamo ai nostri figli di fare. Dobbiamo essere il riflesso del modo in cui vogliamo che loro si comportino. Sono qui per parlare come una madre». Interpellata anche sul ruolo degli artisti di fronte ai conflitti che stanno attraversando il mondo, dall’Ucraina al Medio Oriente, ha detto: «Nessuno ha bisogno della mia opinione per sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato. Credo che gli artisti partano da una prospettiva di innocenza ed è fondamentale non perderla, perché è proprio da lì che nascono la bontà, la gentilezza, la decenza, la generosità e l’eleganza dello spirito».

La giornata si è conclusa con la firma della Dichiarazione di Roma per una Pace Disarmata e Disarmante nell’era dell’Intelligenza Artificiale, delle armi nucleari e autonome, un documento che punta a definire principi condivisi per governare le nuove tecnologie proprio senza perdere di vista diritti, sicurezza e dignità umana.

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