La nuova criptovaluta di Kanye West sembra la solita truffa

Ph. Matthias Nareyek / Getty Images

di Joel Khalili (wired.it, 22 agosto 2025)

Kanye West, il rapper statunitense che ora si fa chiamare Ye, sembra aver lanciato la sua criptovaluta, Yzy, scatenando un’ondata di scambi. Non più tardi dello scorso febbraio, West si era detto fermamente contrario all’idea. «Non lancerò una moneta», aveva scritto in un post poi cancellato su X. «Le monete sono un modo per fregare i fan con l’hype».

A quanto pare, ora non la pensa più così. West ha annunciato Yzy in due post su X mercoledì sera [20 agosto]. «Il token ufficiale Yeezy è appena stato lanciato», ha detto in un video in cui appare stranamente spento, che, secondo alcuni utenti del social, potrebbe essere stato generato dall’Intelligenza Artificiale. Con l’arrivo dei trader, il valore della criptovaluta è prima salito a 3 miliardi di dollari, per poi crollare di due terzi nel giro di tre ore, quando i primi investitori hanno iniziato a vendere. Dall’inizio delle contrattazioni, gli investitori hanno effettuato operazioni per oltre 740 milioni di dollari. La maggior parte ha registrato perdite che, complessivamente, superano i 20 milioni di dollari, secondo la società di analisi della blockchain Nansen.

Vincitore di oltre venti Grammy awards, negli ultimi anni West ha mostrato un comportamento via via più bizzarro e distaccato dalla realtà. Nel 2022, una serie di commenti antisemiti hanno suscitato grandi critiche e hanno indotto Adidas a mettere fine alla redditizia collaborazione con il brand di moda di West. Lo scorso maggio, poi, il rapper ha pubblicato un video musicale di un brano intitolato Heil Hitler.

La criptovaluta Yzy dovrebbe far parte di una più ampia costellazione di prodotti chiamata Yzy Money, che comprende anche un servizio di pagamenti in criptovalute e una carta di debito. Il sito Web del progetto sostiene che «Yzy Money vi garantisce il controllo e vi libera dall’autorità centralizzata». Sempre secondo il portale, il 20 per cento di Yzy è stato messo in circolazione sul mercato, il 10 per cento è stato messo a disposizione degli exchange crypto per facilitare il trading, mentre il restante 70 per cento è detenuto da Yeezy Investments Llc. La società non può accedere alle criptovalute per almeno tre mesi. Si tratta di una pratica comune nel settore, che serve a evitare che chi emette i token se ne liberi all’improvviso facendone crollare il prezzo.

Al momento, non è chiaro chi controlli Yeezy Investments, che, essendo registrata nello Stato del Delaware, non è tenuta a rivelare la sua struttura proprietaria. L’azienda gestisce il sito Web Yzy Money grazie a una licenza concessa da Ox Paha Inc, la società attraverso la quale West gestisce la sua proprietà intellettuale, come si legge nei termini e condizioni del sito. In genere, ai trader di criptovalute alle prime armi viene consigliato di stare alla larga dagli asset concentrati nelle mani di un numero ristretto di entità, per timore che questi ultimi possano vendere in massa le loro quote, facendo crollare il prezzo della moneta. «Bisogna considerare il lungo periodo» afferma Nicolai Søndergaard, analista di Nansen. «Supponiamo che tutti i token si sblocchino tra due anni, a quel punto non vorreste averli. Si potrebbe pensare a una svendita».

L’andamento delle attività di trading nei minuti successivi al lancio di Yzy ha sollevato ulteriori dubbi sull’integrità del progetto. Nel giro di un minuto dall’annuncio su X, otto trader hanno acquistato ciascuno più di 90mila dollari di token Yzy per poi venderli quasi immediatamente. Uno di questi, che aveva investito 500mila dollari, ha incassato oltre 1,77 milioni di dollari meno di dieci minuti dopo. La dinamica suggerisce una «possibile fuga di informazioni», sostiene Søndergaard.

Quando viene lanciata una nuova criptovaluta, un trader informato in anticipo si troverebbe in una posizione di grande vantaggio, in quanto sarebbe in grado di acquistare prima e a un prezzo inferiore rispetto a quasi tutti gli altri. L’effetto è ancora più amplificato nel caso delle criptovalute emesse da celebrità di primo piano, che tendono ad attirare un’ondata di investitori. Wired US ha inviato una richiesta di commento all’indirizzo email indicato sul sito Web di Yzy Money, senza però ricevere risposta.

Negli ultimi tempi, i vip statunitensi si erano allontanati dal settore delle criptovalute. Durante l’amministrazione di Joe Biden, le autorità di regolamentazione hanno accusato diversi personaggi famosi – tra cui Kim Kardashian, Lindsay Lohan e Ne-Yo – di aver violato la legge «pubblicizzando in modo illegale o illecito» prodotti crypto. Ma quando ha lanciato la sua meme coin $Trump a gennaio, pochi giorni prima del suo insediamento, il presidente Donald Trump ha stabilito un nuovo precedente. Il debutto di Yzy ricorda il lancio di $Trump sotto diversi aspetti: entrambe le criptovalute sono state annunciate all’improvviso sui social media, suscitando scetticismo sulla loro legittimità.

In entrambi i casi, poi, la maggioranza degli asset è controllata dalle entità emittenti, che hanno guadagnato milioni di dollari in commissioni di trading. «È la nuova regola aurea per i token di personaggi famosi», afferma Søndergaard. Anche la moneta digitale di Trump è stata scambiata in grandi volumi nei secondi successivi alla sua presentazione, alimentando il dubbio che gli addetti ai lavori fossero stati avvisati, e ha finito per generare perdite per i normali utenti. «L’impressione è che la strategia sia la stessa e gli attori simili» commenta Tom, il leader anonimo di Raydium, un exchange di criptovalute peer-to-peer. «Ho assistito a questa strategia troppe volte».

Spread the love