
(repubblica.it, 3 luglio 2026)
Spilla pro Palestina vietata? Nessun problema per la tennista Zeynep Sönmez, che ha trovato la soluzione per aggirare le restrizioni: un’anguria. O meglio, un fermacorde a forma di anguria.
La turca, numero 51 del ranking, ha giocato a Wimbledon – il suo torneo si è concluso al secondo turno – usando un dispositivo antivibrazioni speciale. L’anguria ha, infatti, un significato politico: i colori del frutto (verde, rosso, nero e bianco) richiamano quelli della bandiera palestinese. È la risposta della Sönmez alle norme della Wta, l’associazione delle tenniste professioniste, che le aveva espressamente vietato d’indossare a Wimbledon la sua spilla pro Palestina.
«Gli organizzatori mi hanno detto che non è più permesso», ha spiegato la ventiquattrenne di Istanbul all’agenzia Anadolu Ajansi. Da qui la discussione con i vertici del tennis mondiale: «Perché la bandiera dell’Ucraina è consentita e quella palestinese no?», ha protestato Sönmez. La sua risposta, sul campo, è stata il fermacorde a forma di anguria. «Ho iniziato ad attaccarla alla mia racchetta. Così non possono dirmi nulla».
Il percorso della Sönmez a Wimbledon si è concluso al secondo turno (sconfitta in due set dall’americana Claire Liu) ma il suo messaggio è diventato virale, tanto guadagnarsi il sostegno pubblico del ministro dello Sport Osman Aşkın Bak, che su X ha scritto: «Siamo orgogliosi della nostra atleta Zeynep Sönmez, che mette al di sopra di tutto la coscienza, il coraggio e i valori umani. La sua nobile posizione, senza rimanere in silenzio di fronte al dramma umanitario in corso in Palestina, ha dimostrato una volta di più che lo sport non è solo competizione, ma anche portatore di valori universali».