di Alessandra Paudice (vanityfair.it, 4 maggio 2025)
La cosiddetta Mar-a-Lago face, di cui si è iniziato a parlare sin dall’inizio del secondo mandato di Donald Trump, indica un particolare volto delle donne (e degli uomini) che circondano il presidente degli Stati Uniti, definito da un glamour artefatto ed esagerato. Trend di cui si parla con ironia sui social, ma che di fatto è davvero il segno dei tempi.
Un eccesso di medicina e chirurgia estetica che risulta in naso a folletto, leggermente appuntito dalla rinoplastica, lifting del viso che rende la pelle tiratissima e una quantità spropositata di iniettabili da cui conseguono occhi piccoli e labbra voluminose che si vedono in particole sulle donne dell’entourage del presidente. Ne è un esempio tra i tanti Kimberly Guilfoyle, scelta come ambasciatrice in Grecia: 56 anni, volto noto da tempo negli Stati Uniti, è diventata famosa come conduttrice di Fox News ed ex fidanzata di Donald Trump Jr., ma ha lavorato come modella per marchi come Victoria’s Secret ed è stata per diversi anni procuratrice. La Guilfoyle è stata anche sposata con l’attuale governatore della California, Gavin Newsom.
Negli anni, si è assistito a un suo evidente cambiamento di look, opera di numerose procedure estetiche che l’hanno resa irriconoscibile. Seppur è vero che ognuno deve sentirsi libero di fare ciò che desidera per sentirsi bella e sicura di sé, troppi ritocchi possono essere controproducenti. Il Botox su fronte e occhi, i filler per preservare la tonicità delle guance, le rino e blefaro plastiche, i mini lifting per affinare la mascella, per non parlare delle migliaia di ciglia finte che sottolineano lo sguardo da pseudo-cerbiatta, hanno dato alla signora Guilfoyle un aspetto quasi caricaturale, conferendole quella faccia da Mar-a-Lago abbastanza inquietante.
Un’estetica che si fregia anche di un’abbronzatura estrema, la familiare Tandoori Tan per la quale Donald Trump è ben noto, diventata un immancabile segno distintivo di questo trend, dilagato grazie al desiderio di chi vota per il partito conservatore di adeguarsi allo standard sociale del circuito di appartenenza e, ovviamente, amplificato dai social. Oltre a Kimberly Guilfoyle, sono riconducibili a questo look, anche definito Maga, Lara Trump, co-presidente del comitato nazionale repubblicano, la teorica della cospirazione Laura Loomer e la governatrice del South Dakota Kristi Noem, che, nel tempo, hanno cambiato i connotati.
La denominazione “Mar-a-Lago face” deriva dal nome del resort multimiliardario a Palm Beach, in Florida, dove Donald e Melania Trump si sono sposati nel 2005, e dove tuttora trascorrono molto tempo libero con i loro amici influenti, posizionato tra l’Oceano Atlantico e Lake Worth. L’ascesa del viso Mar-a-Lago iper-liftato, che appare visibilmente artefatto e, come si diceva un tempo, “congelato”, fa fare un tuffo nel passato, al reality americano The Real Housewives of Orange County, andato in onda la prima volta nel 2006.
Un flashback, insomma, riflesso esatto di ciò che sta avvenendo a livello politico oggi, travolto da una pericolosa ondata conservatrice. Per ironia della sorte, l’altra faccia della medaglia è la crescente tendenza tra celebrity di sinistra come Kristin Davis e Courteney Cox di dissolvere i filler e ridurre il ricorso al Botox per mostrare un aspetto più naturale; ma anche l’aumento di procedure definite di glow up e di full face, meno invasive e minimaliste, tipiche di un approccio anti-bisturi della cosiddetta undetectable era nella medicina e chirurgia estetica.
«Il problema non sono il botulino o altri trattamenti estetici, ma quando questi vengono usati senza criterio o senza competenza: mani esperte possono offrire risultati naturali e armoniosi, ben lontani da quello artefatto che spesso vediamo sui social o sulle riviste», ha commentato il dottor Giovanni Salti, presidente di Aiteb (Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino), in risposta al crescente dibattito sul nuovo trend estetico ispirato al look di Melania Trump e altre che identificano l’estetica Maga. Si tratta di solito di donne di mezza età, che aspirano a lineamenti scolpiti, fronte liscia e uno sguardo “fisso”, spesso risultato di trattamenti mal calibrati. Aiteb coglie l’occasione per ribadire l’importanza di affidarsi a medici formati, aggiornati e autorizzati, in grado di lavorare nel rispetto dell’anatomia e dell’espressività individuale.
«La tossina botulinica, in particolare, è uno strumento eccezionale per il ringiovanimento del volto, a patto che venga utilizzata con giudizio. L’obiettivo non è mai trasformare, ma valorizzare: l’intervento ben fatto si nota perché non si nota», prosegue Salti. «La bellezza è equilibrio» conclude Salti «e l’effetto maschera non dovrebbe mai essere il fine ultimo, né un risultato accettabile. Formazione e consapevolezza sono il miglior antidoto alle mode passeggere e ai rischi che ne derivano».
«Gli interventi estetici più richiesti per questo tipo di trend sono labbra eccessive, al limite del cannotto, e allargate all’inverosimile per mostrare un sorriso più ampio usando quantità spasmodiche di acido ialuronico, utilizzandone una tipologia molto dura e viscosa per dare proprio un aspetto innaturale; fronte e contorno occhi completamente inespressivi e privi di ogni caratteristica per eccessivo uso di Botox; un viso molto magro e scavato dato dalla rimozione della Bolla di Bichat, struttura anatomica del nostro viso molto importante per proteggere la ghiandola parotide deputata alla salivazione, un viso eccessivamente lucido e assottigliato dai troppi peeling e dall’abbronzatura eccessiva». E spesso a questo si aggiungono estesi interventi di lifting chirurgico, chiarisce la dottoressa Alessia Glenda Buscarini, medico chirurgo, specializzata in Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica e membro della Sicpre (Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica).
«Purtroppo, è una tendenza che sta prendendo piede anche in Italia tra tante celebrities, attrici, giornaliste eccetera. Dico purtroppo perché personalmente non sono d’accordo. La mia filosofia è che la medicina e la chirurgia estetica vanno benissimo per avere un viso fresco, disteso, giovanile ma mai alterato e artificiale. Vanno sempre e comunque rispettate le proporzioni e l’equilibrio del proprio viso: il viso deve essere armonico e naturale, evitando inutili eccessi, che comunque ci farebbero sembrare tutte uguali e standardizzate e, se posso permettermi, ridicole».
Questa estetica che ostenta il ricorso ai filler e ai bisturi rappresenta una rivalsa dei visi congelati e poco espressivi per cui sono state condannate molte star di Hollywood in passato. Ricordate Nicole Kidman nei primi anni 2000? Ai tempi del film Birth, nelle inquadrature in primo piano fece sorgere i primi dubbi su cosa avesse fatto al viso, così immutabile e senza espressione. Grande quesito che resta ancora oggi, seppure non ci sia mai stata conferma da parte della star di una rinoplastica o di altri interventi più invasivi, ma solo di Botox. Eppure la spietatezza di Hollywood sul tema dell’invecchiamento delle donne probabilmente ha spinto lei e molte altre sue colleghe a una propensione alla chirurgia plastica, per continuare a mantenere la propria rilevanza nell’ambito lavorativo.
Tutto quello che l’estetica Mar-a-Lago, di fatto, rappresenta: la volontà delle donne più in vista durante la presidenza Trump di fermare il tempo attraverso l’uso smodato di ritocchi estetici. Ma dove sono andati a finire i progressi che star come Isabella Rossellini e Andie McDowell hanno portato avanti per dare valore all’autenticità dell’aspetto fisico, a prescindere dall’età, senza cedere all’urgenza del ritocco? La Mar-a-Lago face non sembra davvero una direzione sana verso la quale andare.
