
(ilpost.it, 1° novembre 2026)
In questi giorni in molte case del Regno Unito sta cominciando ad arrivare un giornaletto di 8 pagine intitolato The Reformer. Il partito di destra populista Reform UK dice che è il suo nuovo giornale. Anche se per ora non ha una periodicità definita, è un’operazione imponente: ne sono state stampate 15 milioni di copie, spedite a casa delle persone o disponibili nelle sedi del partito, guidato da Nigel Farage.
The Reformer è parte di una nuova e ambiziosa strategia di comunicazione di Reform UK, che include la creazione di una propria «televisione». Anche qui: il partito la chiama così, ma trasmetterà su YouTube, cosa che peraltro ha il vantaggio di svincolarla dalle regole d’imparzialità dei canali tradizionali. Il senso dell’operazione è creare dei media propri con cui sostituire quelli tradizionali: Farage infatti li accusa di penalizzare Reform UK, nonostante in passato li avesse frequentati e corteggiati a lungo. È anche la risposta a un momento di crisi del partito, che ha risentito del recupero dei Laburisti col nuovo primo ministro Andy Burnham e degli scandali di Farage, ed è ormai scivolato al terzo posto nei sondaggi dopo averli dominati per più di un anno.
Reform ha già pubblicato una decina di offerte di lavoro tra autori e produttori, e stima di assumerne altri. Ha molti soldi da spendere perché a settembre ha ricevuto una donazione esorbitante: 72 milioni di sterline (86 milioni di euro) da due magnati delle criptovalute, Christopher Harborne e Ben Delo. Metà della somma comunque servirà a pagare i costi operativi del partito, tra cui la sede in centro a Londra, e la campagna elettorale delle prossime elezioni generali che dovranno tenersi entro il 2029. Nelle offerte di lavoro si dice che i candidati dovranno realizzare contenuti originali o documentari, ma nei fatti si tratta d’inserirsi in organi di propaganda partitica.
Il primo numero del Reformer è un condensato dei programmi del partito, non ha articoli firmati e in prima pagina c’è una foto di Farage che accarezza un cane Labrador. Sopra la testata c’è scritto «autunno 2026», cosa che suggerisce una frequenza di pubblicazione diradata o comunque non quotidiana o settimanale. Viene ricordata estesamente Ann Widdecombe, l’esponente di Reform UK uccisa la scorsa estate da un uomo che si era introdotto a casa sua. Il giornale di carta non è certo una fonte d’introiti per il partito, anche perché è gratuito, ma prevede forme di mobilitazione: chi si tessera ritagliando un modulo stampato su una delle pagine, per esempio, riceve una tazza e una spilletta. È stampato dallo stesso gruppo tipografico di alcuni quotidiani maggiori, come il Times, e ha una tiratura superiore a quella di Metro, il più diffuso free-press britannico.
Il progetto video punta a un pubblico più giovane e nella pratica è un potenziamento del canale YouTube del partito, dove oggi vengono riversati i comizi o brevi filmati, più che contenuti realizzati apposta. Il modello è “Trump TV”, la diretta streaming su YouTube creata dall’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump in aperta concorrenza con le televisioni che il presidente stava cercando di estromettere dalla Casa Bianca. È quasi scontato che la tv di Reform attinga all’organico di GB News, il network conservatore che viene spesso considerato la versione britannica di Fox News, su cui peraltro Farage e altri dirigenti hanno i loro show. GB News aveva aperto nel 2021 con grandi ambizioni, e recentemente ha annunciato l’apertura di una stazione radio con solo artisti britannici, ma ha accumulato perdite per 131 milioni di sterline e pianifica di licenziare un terzo dei dipendenti.
Verosimilmente il canale produrrà soprattutto interviste e videopodcast, e userà i contenuti girati sul campo per sostenere i messaggi politici di Reform UK o attaccare il governo e gli altri partiti. Forse per preparare il lancio dei nuovi format, sulle clip ricavate dalle ospitate televisive dei politici di Reform UK sono state sfuocate le grafiche dei canali originali. […] Queste nuove iniziative puntano a potenziare la comunicazione di Reform UK, che storicamente si è basata sui social network: Farage è stato quasi un precursore su TikTok e ha una newsletter piuttosto seguita su Substack. Sono anche una parziale ritirata dopo che, col primato nei sondaggi, i media tradizionali avevano dato molte più attenzioni a Reform UK. Gli ultimi scandali di Farage – sui legami con un controverso aristocratico e sulla disinvoltura con cui avrebbe accettato fondi da due finti imprenditori statunitensi – sono scaturiti proprio da inchieste giornalistiche, rispettivamente del Times e di Channel 4. I media di partito, insomma, sono un tentativo di controllare la narrazione.