Archivi tag: Luchino Visconti

Gli 80 anni di “Roma città aperta”, potente simbolo del Neorealismo

Excelsa Film

di Giulio Zoppello (wired.it, 27 settembre 2025)

Roma città aperta arriva nelle sale italiane il 27 settembre di ottant’anni anni fa: seguirà una capillare distribuzione internazionale che ne farà uno dei titoli più fondamentali del cinema moderno, nonché il simbolo del Neorealismo. A distanza di tanto tempo, il capolavoro di Roberto Rossellini non ha perso nulla del suo valore, della sua capacità di smuovere dentro qualcosa di potentissimo.

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A Cinecittà facevano recitare i nazisti

di Gianni Del Vecchio (huffingtonpost.it, 31 luglio 2021)

Che nel secondo Dopoguerra Roma pullulasse di nazisti in fuga verso il Sudamerica o il Medio Oriente lo si sapeva. Che nella loro permanenza fossero aiutati e sostenuti da importanti pezzi delle gerarchie vaticane pure lo si sapeva. Che tutto ciò avvenisse con il beneplacito dei servizi segreti americani – che utilizzavano le ex prime linee di Hitler in chiave anticomunista – è ormai verità storica conclamata. Che invece tanti di loro, almeno tre ma forse di più, sbarcassero il lunario recitando in ruoli minori in importanti film italiani – come Una vita difficile di Dino Risi o La caduta degli dei di Luchino Visconti – è meno noto. O meglio: è noto per lo più a storici e addetti ai lavori.

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Paolo Pietrangeli, da “Contessa” a Potere al Popolo: «La tv di Maria De Filippi specchio dell’Italia»

di Francesco Oggiano (vanityfair.it, 20 febbraio 2018)

Quando Silvio Berlusconi dice che i comunisti non esistono più, si sbaglia. Almeno uno, ce l’ha in casa. Si chiama Paolo Pietrangeli ed è il volto e la voce più di sinistra del partito più di sinistra che si presenta alle elezioni del 4 marzo.pietrangeli_potere_al_popolo Continua la lettura di Paolo Pietrangeli, da “Contessa” a Potere al Popolo: «La tv di Maria De Filippi specchio dell’Italia»

Miguel l’indignato

Bosé nel nuovo disco canta l’antipolitica del partito Podemos. «La Spagna va cambiata». E riceve critiche bipartisan

di Andrea Nicastro («Corriere della Sera», 7 novembre 2014)

Barcellona – «Sparano al cieco giusto in mezzo agli occhi/ e rubano la sedia al malato e allo zoppo/ Mentono tutti i giorni/ non rispettano neppure una promessa». Chi sono i responsabili di tante iperboliche malefatte? I politici, ovviamente. E a dirlo non è lo Spirito dei Tempi, ma Miguel Bosé, in parole e musica. La canzone spicca nel suo nuovo album (Amo) appena presentato in Spagna e si intitola Sì, se puede, slogan di Podemos, il partito erede del movimento degli Indignati. Continua la lettura di Miguel l’indignato