Il Regno Unito vuole spegnere Grok, il Pentagono lo adotta come chatbot ufficiale

di Velia Alvich (corriere.it, 13 gennaio 2026)

Sono giorni di alti e bassi per Grok e per il suo “papà” Elon Musk. I picchi li sta raggiungendo negli Stati Uniti, nuova patria di elezione del miliardario sudafricano (naturalizzato americano), dove negli ultimi giorni sembra si stia verificando un riavvicinamento al governo con il quale aveva litigato a maggio del 2025.

Mentre dall’altro lato dell’Oceano Atlantico, nel Regno Unito, si stanno formando nubi che anticipano una tempesta. Cominciamo proprio da Londra e dall’indagine che l’Ofcom, l’autorità regolatrice delle comunicazioni, ha aperto nei confronti dell’Intelligenza Artificiale generativa di xAI (e disponibile a vario titolo per tutti gli utenti su X). L’ente britannico ha messo nel mirino il chatbot per la recente bufera di cui è stato protagonista.

All’inizio del 2026, infatti, diversi utenti sono stati “beccati” a spogliare con l’Intelligenza Artificiale immagini di donne. E qualche volta anche di bambine. Senza che il chatbot si rifiutasse, in un caso o nell’altro, di portare a termine il compito. Per l’Ofcom questa indagine è «questione della più alta priorità»: «Le piattaforme devono proteggere le persone nel Regno Unito dai contenuti che sono illegali nello stesso Regno Unito», scrive l’ente in un post ufficiale proprio su X, «e non esiteremo a indagare laddove sospettiamo che le compagnie stiano fallendo nei loro doveri, specialmente quando c’è il rischio di danneggiare i bambini».

L’indagine sta partendo dalla possibile violazione dell’Online Safety Act, una legge approvata nel 2023 e che prevede come possibile punizione per le piattaforme che la violano da una multa «fino al 10% del fatturato mondiale dell’azienda e, nei casi più gravi, l’Ofcom può richiedere un’ordinanza del tribunale per impedire agli utenti del Regno Unito di accedere al sito», come ha ribadito ai parlamentari britannici Liz Kendall, ministra della Tecnologia, che ha ribadito l’assoluto sostegno al garante dei media da parte del governo. Poi ha ribadito: «Il contenuto che è stato diffuso su X è ripugnante. Non è solo un affronto alla società perbene, è illegale».

Ma se sul suolo britannico le cose sembrano andare male per Musk e la sua Intelligenza Artificiale, sul suolo americano tornano a sbocciare i fiori. Una storia d’amore che va e viene. Dopo essere stato scelto da Donald Trump per guidare il Doge, cioè il dipartimento deputato a tagliare spesa pubblica, a metà del 2025 è arrivato lo strappo. E non solo perché era terminato il contratto come impiegato governativo speciale, ma anche per colpa di una legge di bilancio che sarebbe andata proprio contro i principi di risparmio con cui era stato creato il “suo” dipartimento.

Dopo mesi di silenzio, il riavvicinamento sembra essere cominciato dopo l’omicidio di Charlie Kirk, noto attivista di destra e fondatore di Turning Point Usa. E con le belle parole di Trump rivolte a Musk e una foto che li ritrae a cena insieme all’inizio di quest’anno (pubblicata dallo stesso Musk su X) è tornato il sereno. E, ovviamente, le opportunità di business per l’uomo più ricco del mondo, che adesso ha dato in licenza il suo chatbot Grok persino al Pentagono. Come ha confermato anche il ministro della Guerra Pete Hegseth in un discorso tenuto proprio presso il quartier generale di SpaceX in Texas, «molto presto avremo i modelli di Intelligenza Artificiale più avanzati al mondo su tutte le reti classificate e non classificate del nostro dipartimento».

Secondo il capo del Pentagono, Grok – che si affiancherà comunque agli strumenti di Intelligenza Artificiale di Google già in essere e che sarà usato, da come si apprende, nel contesto dei sistemi informatici militari – sarà impiegato già dalla fine del mese. E, secondo quanto riferisce, il chatbot targato xAI pescherà anche dai database di intelligence americani. Nell’idea di Hegseth, i sistemi militari d’Intelligenza Artificiale opereranno «senza vincoli ideologici che limitino le applicazioni militari legittime», aggiungendo poi che «l’IA del Pentagono non sarà woke». Un’idea a dir poco in linea con la filosofia di Musk, che è alla base anche del funzionamento di Grok.

Spread the love