
di Andrea Fioravanti (linkiesta.it, 24 gennaio 2026)
C’è un militare di quasi sessant’anni, mascella squadrata, ciuffo brizzolato alla Tintin piantato su una testa perlopiù rasata, che vive l’espulsione degli immigrati come una missione esistenziale e si muove come il cosplayer di uno squadrista. No, non è Steven J. Lockjaw, il cattivo interpretato da Sean Penn in Una battaglia dopo l’altra, candidato a tredici premi Oscar.
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