di Maria Laura Rodotà (lastampa.it, 7 marzo 2026)
Non c’è di meglio, mentre ti accusano di aver stuprato una tredicenne e di averla pure menata, mentre scateni guerre, che mostrare persone di fede mentre pregano per te. Non in chiesa, nello Studio Ovale. Con una classica coreografia cristiana fondamentalista, tanti pastori abbastanza famosi, disposti in cerchio a favore di telecamere, rivolti verso il presidente.
I più vicini impongono le mani, tutti pregano «per la vittoria». Al centro, Donald Trump siede con gli occhi chiusi, con la faccia piena di fondotinta e l’aria di chi si costringe a dimenticare New York, una vita secolare, lo Studio 54. Intanto, Tom Mullins di Palm Beach Gardens, Florida, uno di quei predicatori loschi e pittoreschi delle mega-chiese (ne ha dodici, e trentamila fedeli) conduce la preghiera: «Prego perché Tu continui a dare al nostro presidente la forza per condurre la nazione, mentre torniamo a essere un’unica nazione sotto Dio».
Il tutto in foto e video che sembrano fatti dall’Intelligenza Artificiale ma sono veri; diffusi dalla Casa Bianca, hanno provocato reazioni miste. Qualcuno sui social approva. Un pastore ha twittato: «Il presidente Trump ha appena dichiarato a che DIO È SUO SIGNORE E SALVATORE, poi ha chinato il capo in umile preghiera mentre potenti pastori lo circondavano e lo innalzavano al cielo! Questa è VERA leadership».
Altri sono perplessi. Molti chiedono: «Come fate a dire che state liberando l’Iran dai fanatici religiosi?». E anche: «Se questi pregano per uno stupratore devo cambiare Dio». E poi ancora: «Sembra una puntata di South Park», e in effetti. Tra i pii uomini c’era qualche donna, soprattutto c’era Paula White, responsabile dell’Ufficio per la Fede creato dai trumpiani alla Casa Bianca, televangelista, una che urla molto e lancia la Bibbia mentre predica. È c’erano vari pastori/politici e televangelisti /lobbisti cattivissimi come Ralph Reed e Gary Bauer. E tipi ossessivi come l’ex deputato texano Nate Schatzline, autore di tre proposte di legge contro le drag queen.
Non è la prima volta che i leader evangelici conservatori impongono le mani su Trump; per dire, era successo nell’ottobre del 2024 a Duluth, Georgia, a un evento dell’organizzazione di Charlie Kirk [Turning Point Usa – N.d.C.]. Le foto sono spettacolari, Trump è seduto al centro, pastori e influencer cristiani sono in piedi attorno a lui, due sono inginocchiati davanti a lui, e insieme paiono la coda di un pavone. Ma ora, nel marzo del 2026, tra guerra all’Iran ed Epstein Files, fa più impressione, e più paura. Fa impressione la saldatura Trump-fondamentalisti cristiani delle megachurch, quelle dove si va a migliaia, dove più che messe ci sono musical di propaganda, che sono l’unico luogo di socialità in tante regioni. Per lui sono cruciali.
Anche perché decenni di scandali, predicatori segnalati con ragazzine, ragazzini e soldi dei fedeli hanno preparato gli americani a trovare normale un personaggio come lui. E poi, i predicatori e i truffatori su larga scala sono parte della grande tradizione ciarlatana americana. Ricostruita da Kurt Andersen nel saggio Fantasyland, in cui racconta come l’America fu creata da membri di sette ultrà come i puritani e poi i mormoni, e da gaglioffi di ampio respiro. E sintetizza: «Mescolate individualismo epico e religione estrema; mescolate lo show business con tutto il resto. Fate sbollire per qualche secolo; il risultato è l’America di oggi, dove realtà e fantasia sono assurdamente e pericolosamente compenetrate» (il libro è del 2017, è uscito dopo l’elezione di Trump, non per caso).
Fanno paura le notizie di indicazioni religioso-assurde che arrivano dalle forze armate, poi. Centinaia di soldati e ufficiali hanno segnalato che i loro comandanti «invitano a dire alle truppe che questa guerra è parte del piano di Dio che porta all’Apocalisse», in cui gli americani bianchi e religiosi volano in cielo (si chiama Rapture, ci credono a milioni). E che Trump «è stato unto da Gesù per accendere i falò di segnalazione in Iran, causare l’Armageddon e annunciare il suo ritorno sulla Terra» (di Gesù; la cosa dei falò invece è da romanzo fantasy; l’ossessione per una nazione cristiana estrema invece spaventa; e però la faccia di Trump fa più ridere dei suoi meme).
