Archivi categoria: Readings on Star Politics

Chiara Ferragni ai propri seguaci dà un’idea di mondo

di Simonetta Sciandivasci (ilfoglio.it, 14 maggio 2020)

Noi la conoscevamo bene Chiara Ferragni. Bionda, influencer, ricca, milanese, cremonese, sposata a un arazzo, ape regina della contabilità – ha fatturato partorendo, sposandosi, allattando, cambiando pannolini; in sostanza, laddove noi maturiamo cambiali, ella fattura. E invece sapevamo così poco, e chissà quanto ancora ignoriamo e dovremo imparare, di lei, da lei.Ferragni_DenimDay Continua la lettura di Chiara Ferragni ai propri seguaci dà un’idea di mondo →

«Io non ho il minimo dubbio»: il fallimento comunicativo di scienziati ed “esperti” nei giorni del Covid-19

di Roberto Salerno (wumingfoundation.com, 11 maggio 2020)

Sembra semplice: un virus ha fatto il salto di specie e da un animale si è trasferito all’essere umano. Appartiene alla famiglia dei Coronavirus, diversa da quella dei virus influenzali. Per attaccare gli organi umani deve usare una delle tante cavità presenti nel nostro corpo: bocca, occhi, naso ecc. Nel nostro organismo può entrare in due modi: o direttamente, grazie a un soggetto infetto che parlando emette goccioline che finiscono in una delle nostre cavità; oppure indirettamente, attraverso le nostre mani, se toccano prima una superficie infetta e poi una delle nostre cavità.

Hansel, male virologist of the year (Zoolander style)
Hansel, male virologist of the year
(Zoolander style)

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Darsi un tomo, ovvero: prima di inquadrarvi davanti alla libreria pensateci bene

di Guia Soncini (linkiesta.it, 8 maggio 2020)

Confesso d’essermi, da profondamente superficiale quale sono, inizialmente concentrata soprattutto sui pavimenti e sugli infissi. Le case, nelle dirette Instagram delle celebrità, nei collegamenti da casa coi talk dei professionisti dell’opinione, mi sembravano tutte così implacabilmente brutte che i libri apparivano come il minore dei problemi. Vuoi mettere il poster di Lenin che ha la giovane promessa dell’Economia. Vuoi mettere le statue kitsch nella villa dell’imprenditrice.berlusconi-biblio Continua la lettura di Darsi un tomo, ovvero: prima di inquadrarvi davanti alla libreria pensateci bene →

Netflix cambia la storia di Hollywood

di Teresa Marchesi (huffingtonpost.it, 8 maggio 2020)

In tempi di astinenza forzata – e planetaria – dalle sale cinematografiche, non può sorprendere che su Netflix spopoli la mitologia della Hollywood dei tempi d’oro, rivista e corretta però in chiave antiomofoba, antirazzista e femminista dalla miniserie Hollywood. Creata con Ian Brennan da uno dei re Mida della produzione seriale corrente, Ryan Murphy, questa volenterosa fiaba revisionista fa leva su quel “what if” (e se?) trionfalmente cavalcato da Quentin Tarantino in Bastardi senza gloria e in C’era una volta… a Hollywood.

Netflix
Netflix

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Bergoglio al telefono e i papi dannati

di Nicola Graziani (agi.it, 9 maggio 2020)

Oh che scandalo, il Papa all’Inferno! Verrebbe da pensare: mica ci può andare, lo stabilisce il contratto. Sarebbe come dire, restando in tema di diavoli, che Berlusconi lascia il Monza per tornare ai vecchi amori. Disgusto tra i benpensanti, orrore tra i fedeli e, nel secondo esempio, tra i fedelissimi. Pietra del suddetto pubblico sconcerto una telefonata fatta da Francesco a un ragazzo autistico che vive in quel di Caravaggio, provincia di Bergamo.

Il Giudizio Universale: Psicostasis (Basilica di Santa Maria Assunta, Torcello)
Il Giudizio Universale: Psicostasis
(Basilica di Santa Maria Assunta, Torcello)

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La partita che preannunciò la guerra in Jugoslavia

di Pietro Cabrio (ilpost.it, 13 maggio 2020)

Nel 1990 la Jugoslavia stava vivendo gli ultimi mesi dei quarantacinque anni trascorsi come Paese unito dalla fine della Seconda guerra mondiale. Il carismatico e autoritario maresciallo Tito, capo della Repubblica Socialista jugoslava, era morto dieci anni prima e nessuno era riuscito a rimpiazzarlo. In un Paese dalla storia lunga e complessa come pochi altri luoghi al mondo, formato da sei repubbliche e due provincie autonome, i partiti nazionalisti sfruttarono il momento, compresi gli effetti di una crisi economica che aveva indebitato lo Stato e aumentato la disoccupazione, per promuovere le loro cause indipendentiste.dinamo-zagabria-stella-rossa Continua la lettura di La partita che preannunciò la guerra in Jugoslavia →

“Star Wars”: Mark Hamill reagisce da Jedi alla campagna di Trump

di Simone Tagliaferri (multiplayer.it, 9 maggio 2020)

Mark “Luke Skywalker” Hamill non ha preso benissimo il fatto che Donald Trump (più precisamente il suo staff della comunicazione) abbia chiamato l’imminente campagna per le presidenziali Death Star, ossia Morte Nera, ma senza lasciarsi andare ha risposto da vero Jedi. Il riferimento alla saga di Star Wars non è casuale, visto che il tweet con cui Brad Parscale, il Campaign Manager di Trump, ha annunciato il nome della campagna è corredato da una gif della Morte Nera che spara con il suo potentissimo cannone.

Lucasfilm / Walt Disney Company
Lucasfilm / Walt Disney Company

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Il capo del comitato elettorale di Trump ha paragonato la sua struttura alla Morte Nera

(ilpost.it, 7 maggio 2020)

Brad Parscale, il responsabile della campagna per la rielezione di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 2020, ha pubblicato un tweet in cui paragona la macchina elettorale dell’attuale presidente alla Morte Nera [Death Star nella versione originale – N.d.C.], la gigantesca arma di distruzione di massa dell’Impero Galattico della saga di Star Wars.

MarketWatch photo illustration Getty Images / Everett Collection
MarketWatch photo illustration
Getty Images / Everett Collection

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Il cortocircuito di quelli che vogliono boicottare lo spot Lavazza

di Alice Scaglioni (corriere.it, 7 maggio 2020)

Un celebre discorso pronunciato da Charlie Chaplin ottant’anni fa, la musica di Ezio Bosso e un messaggio di umanità, pace e speranza lanciato dal nuovo spot pubblicitario di Lavazza. Tanto è bastato a far scaldare gli animi sui social nelle ultime ore, in particolare su Twitter, dove l’hashtag #Lavazza è terzo nelle Tendenze in Italia.

United Artists
United Artists

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Conte alle Iene: «Mi taglio i capelli da solo»

(blitzquotidiano.it, 4 maggio 2020)

La domanda che molti italiani si sono fatti in questi primi sessanta giorni di lockdown è stata: ma chi taglia i capelli a Giuseppe Conte? Filippo Roma de Le Iene ha cercato di risolvere questo mistero andando proprio dal Premier. Se nelle scorse settimane c’era chi mormorava che dietro ai capelli sempre perfetti di Conte ci fosse Alessandro Scorsone, sommelier ufficiale di Palazzo Chigi, che entrò con il ruolo di barbiere, c’è anche chi ha messo nella lista dei sospettati la parrucchiera dell’Hotel Plaza, di proprietà del “suocero” di Conte, Cesare Paladino.conte-capelli-iene Continua la lettura di Conte alle Iene: «Mi taglio i capelli da solo» →