Il Vaffa di Grillo ha origini nel Situazionismo di Debord e Gallizio

Non tutti sanno che il nucleo fondativo di quel pensiero trovò accoglienza nel 1957 in un paesino dell’entroterra ligure

di Pino Pisicchio (huffingtonpost.it, 11 settembre 2017)

Nella miseria dei giorni della politica contemporanea si sono dovute ascoltare anche le celebrazioni per il decennale del “Vaffa day”. Potrebbe essere una parabola tutta italiana, un segno dei tempi macilenti che ci toccano in dote. Eppure, forse con qualche preterintenzionalità, quelle celebrazioni hanno un senso.GRILLO-PIEDE Continua la lettura di Il Vaffa di Grillo ha origini nel Situazionismo di Debord e Gallizio

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Kaepernick denuncia la Nfl per collusione: “Io, escluso per una protesta pacifica che non piace a Trump”

Clamorosa decisione giudiziaria del quarterback che si inginocchia davanti all’inno per protestare contro l’odio razziale e le violenze della polizia

di Giovanni Marino (repubblica.it, 16 ottobre 2017)

Colin Kaepernick dichiara guerra alla Nfl. Ai trentadue padroni del grande football americano. E, indirettamente (ma non troppo), al presidente Trump che proprio non ce la fa a vedere i giocatori afroamericani non alzarsi, ma inginocchiarsi, davanti all’inno nazionale.kaepernick-time-cover Continua la lettura di Kaepernick denuncia la Nfl per collusione: “Io, escluso per una protesta pacifica che non piace a Trump”

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Usa, il re del porno offre 10 milioni di dollari per l’impeachment a Trump. L’annuncio sul “Washington Post”

(iltempo.it, 15 ottobre 2017)

Larry Flynt, soprannominato il “re del porno” degli Stati Uniti, offre 10 milioni di dollari per qualunque informazione possa servire ad avviare l’impeachment e destituire il presidente Usa Donald Trump. L’annuncio è giunto su un’intera pagina del Washington Post: nessuna immagine, solo una scritta enorme nera che recita “10 milioni di dollari per informazioni che portino a un giudizio politico e alla destituzione di Donald J. Trump”.Flynt-Trump Continua la lettura di Usa, il re del porno offre 10 milioni di dollari per l’impeachment a Trump. L’annuncio sul “Washington Post”

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Weah, un calciatore presidente? Prendetelo in giro, ma noi abbiamo Trump (e forse Kanye West)

Il neopresidente della Liberia è criticato da molti media che gli danno del burattino impreparato che non sa parlare inglese. Le sue proposte politiche sono banali ma le parole di The Donald non sono tanto lontane da quelle di King George

di Francesco Cancellato (linkiesta.it, 13 ottobre 2017)

Marcare stretto George Weah è un lavoro piuttosto complesso. Lo era quando faceva il calciatore, e i difensori italiani lo sanno bene. Lo è ora che di mestiere fa il politico e, più precisamente, il favorito delle elezioni presidenziali della Liberia.VOTE-WEAH Continua la lettura di Weah, un calciatore presidente? Prendetelo in giro, ma noi abbiamo Trump (e forse Kanye West)

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Il freestyle di Eminem contro Trump

(ilpost.it, 11 ottobre 2017)

Il rapper americano Eminem ha registrato il video di un freestyle (cioè di un’improvvisazione rap) in occasione dei BET Hip Hop Awards, dei premi musicali dell’hip hop che sono stati assegnati ieri sera. Nel freestyle, intitolato The Storm, Eminem accusa Trump di essere «un kamikaze che probabilmente causerà l’olocausto nucleare», e tra le altre cose dice: «il razzismo è l’unica cosa in cui è fantastico, perché è così che si diverte, ed è arancione».

Eminem Continua la lettura di Il freestyle di Eminem contro Trump

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Dal ring alla diplomazia, l’ex wrestler amico di Kim

Il lottatore giapponese Antonio Inoki, oggi senatore, è stato in visita a Pyongyang 32 volte. Nei fumetti era il nemico dell’Uomo Tigre. Ora parla di nucleare con i vertici dell’esercito

di Guido Santevecchi («Corriere della Sera», 16 settembre 2017)

Da quando nel dicembre del 2011 ha ereditato il potere assoluto, Kim Jong-un non ha incontrato alcun capo di governo straniero; l’ambasciatore britannico a Pyongyang, per vedere da vicino il Maresciallo, dovette accettare di salire su un vagone delle montagne russe che il giovane leader stava inaugurando. Nessun colloquio con Xi Jinping, il presidente della Cina che pure salva la Nord Corea dal collasso economico.Dennis-Rodman-Interview-Kim-Jong-Un-is-Friend-for-Life Continua la lettura di Dal ring alla diplomazia, l’ex wrestler amico di Kim

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L’attore Alec Baldwin: «Grazie Donald, con le tue bugie (e la mia parrucca) ho conquistato l’Oscar della satira»

di Giovanna Grassi («Corriere della Sera», 21 settembre 2017)

Al pari degli Oscar, anche la cerimonia di consegna dei 69esimi Emmy Awards, celebrata nello storico teatro di Downtown, il Microsoft Theater con 7.100 posti gremiti, ha avuto come bersaglio il presidente Donald Trump. Il clou si è registrato quando il vincitore Alec Baldwin, miglior attore nel genere commedia per la parodia di Donald Trump nel programma Saturday Night Live, ha ritirato il trofeo ironizzando sul fatto che il presidente, quando faceva lo showman in tv, non ne ha mai vinto uno: «Mr. President, here is your Emmy!».Baldwin-Trump Continua la lettura di L’attore Alec Baldwin: «Grazie Donald, con le tue bugie (e la mia parrucca) ho conquistato l’Oscar della satira»

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La rivolta afrobeat non è ancora finita

Vent’anni fa moriva Fela Kuti, musicista e intellettuale che ha lottato per i diritti degli africani. A celebrarlo documentari, dischi e uno spettacolo di danza

di Giandomenico Curi («Il Venerdì», suppl. a «la Repubblica», 18 agosto 2017)

Sono già 20 anni che Fela è morto. Il padre dell’afrobeat si è spento all’alba del 2 agosto 1997. Ma molti non l’hanno dimenticato: tutti quelli innamorati della sua musica, affascinati dalla sua vita di uomo libero, di combattente per i diritti e la salvezza dell’Africa.FELA-KUTI Continua la lettura di La rivolta afrobeat non è ancora finita

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Hollywood contro Cremlino, la “guerra” corre nel Web

(left.it, 22 settembre 2017)

«Siamo in guerra. Siamo stati attaccati». Da una spia del Kgb e quella spia è Vladimir Putin. Hollywood contro Cremlino: la battaglia la dichiara Morgan Freeman. È stato il famoso attore americano a dare fuoco alle polveri per la nascita del Cir, Committee to Investigate Russia, il comitato che investigherà il Russiagate, ovvero l’influenza russa nelle elezioni americane del 2016.DEEPIMPACT Continua la lettura di Hollywood contro Cremlino, la “guerra” corre nel Web

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