Archivi tag: biopolitica

Le bambine che si chiamano come Angela Merkel

(ilpost.it, 21 settembre 2021)

Negli ultimi anni varie famiglie di profughi e rifugiati che sono arrivate in Germania durante la grande crisi migratoria del 2015-16 hanno deciso di chiamare le loro figlie – e in qualche caso i loro figli – Angela, Angela Merkel oppure Merkel, in onore dell’attuale cancelliera tedesca che sta per concludere il suo ultimo mandato. Alcune di queste famiglie hanno raccontato che si tratta di un segno di gratitudine nei confronti della Merkel, che, nell’estate del 2015, decise di accogliere moltissimi profughi provenienti dalla Siria, diventando una specie di eroina per chi fuggiva anche da altri Paesi in cui erano in corso guerre e conflitti.

Ph. Sean Gallup / Getty Images

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Lanciato l’orsacchiotto con le fattezze di Angela Merkel

di Roberto Brunelli (agi.it, 20 settembre 2021)

Un colorato orsacchiotto di peluche con le inconfondibili fattezze di Angela Merkel. L’ha messo in produzione la Hermann Spielwaren, nota azienda di giocattoli di Coburg, in Baviera: a suo modo un omaggio alla cancelliera, giunta alla fine – per sua stessa scelta – del suo “regno”, durato ben sedici anni. Alto quaranta centimetri, l’orsacchiotto non solo ha la stessa capigliatura caratteristica della Merkel, ma indossa anche un giacchetto rosso, molto simile a quelli indossati normalmente dalla cancelliera. E, soprattutto, il simpatico animaletto tiene le zampe nella caratteristica, per non dire iconica, posa “a rombo” (o “a diamante”) tipico di Merkel.

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Dionne Warwick tra musica e coraggio

(ansa.it, 18 settembre 2021)

Non si può separare «l’anima dall’arte e la musica di Dionne spinge le persone a guardarsi dentro e cercare la parte migliore di sé stessi». Parola di Stevie Wonder, che, insieme fra gli altri a Bill Clinton, Quincy Jones, Elton John, Gladys Knight, Snoop Dogg, Carlos Santana, Alicia Keys, Smokey Robinson, prende parte a Dionne Warwick: Don’t make me over (2021), il documentario di Dave Wooley e David Heilbroner dedicato alla grande cantante che ha debuttato in prima mondiale al Toronto International Film Festival. L’icona della musica pop-soul vincitrice di 6 Grammy, capace di vendere in 60 anni oltre 100 milioni di dischi, ha anche ricevuto, nella giornata di chiusura, uno dei Tribute Award 2021 attribuiti dal Festival, tra i premiati, a Jessica Chastain, Benedict Cumberbatch e Denis Villeneuve.

Wooley Entertainment

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Hillary e Chelsea Clinton puntano a Hollywood

di Alessandra Baldini (ansa.it, 16 settembre 2021)

Dopo gli Obama e i Sussex, un’altra coppia celebre imbocca la via di Hollywood: con la loro nuova società di produzione HiddenLight, Hillary Clinton e la figlia Chelsea hanno messo un’opzione su una serie di libri, tra cui i romanzi della serie Maisie Dobbs di Jacqueline Winspear. La ex First Lady e la ex First Daughter hanno illustrato i loro piani in una conversazione virtuale con la storica britannica Mary Beard, durante la conferenza della Royal Television Society a Cambridge. Storie di donne per donne di ogni età, come ha spiegato Chelsea: «Quando ero ragazza ho guardato molti documentari con mia mamma e mia nonna, mentre oggi non ci sono abbastanza programmi accessibili a un pubblico multigenerazionale. Ci sono cose per adulti e altre per ragazzi, noi con HiddenLight vogliamo abbattere queste barriere e provocare conversazioni comuni».

Ph. Chip Somodevilla / Getty Images

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Michele Broili, il pugile con i tatuaggi nazisti

(ilmessaggero.it, 19 settembre 2021)

Quando è salito sul ring al Palachiarbola di Trieste per disputare il titolo italiano dei pesi Superpiuma (vinto poi da Hassan Nourdine) aveva indosso solamente i pantaloncini, perciò il corpo nudo del pugile triestino Michele Broili è apparso pieno di tatuaggi. Fin qui, nulla di strano. Quei tatuaggi sul torace e sulle braccia, però, hanno richiami palesemente nazisti. In bella vista compare “Ritorno a Camelot”, che è il nome di un raduno quinquennale organizzato da movimenti neonazisti italiani ed europei. Ci sono poi la “testa di morto”, il totenkopf, che richiama l’unità paramilitare addetta alla custodia dei campi di sterminio della Germania nazista, il simbolo delle SS.

Foto Mauro

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La Casa Bianca rassicurerà Nicki Minaj sul vaccino

(agi.it, 16 settembre 2021)

La Casa Bianca conferma di aver offerto a Nicki Minaj la possibilità d’incontrarla per toglierle i dubbi sull’efficacia e la sicurezza del vaccino contro il Covid-19. È quanto ha confermato la portavoce del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, Jen Psaki, rispondendo alle domande dei giornalisti. «Non siamo arrivati a discutere il tipo di incontro» ha spiegato, «ma si tratta semplicemente di un’offerta che abbiamo fatto per avere una conversazione sul tema». È una «procedura standard», ha aggiunto, seguita con tutte le persone che hanno una vasta platea di pubblico. Dopo la mancata partecipazione al Met Gala di New York perché non vaccinata, la popolare rapper originaria di Trinidad e Tobago aveva raccontato su Twitter quanto temesse il vaccino.

Ph. Angela Weiss / Afp

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I retroscena sugli ultimi mesi di Trump alla Casa Bianca

(ilpost.it, 16 settembre 2021)

Il 21 settembre uscirà negli Stati Uniti Peril, un libro scritto dai giornalisti del Washington Post Bob Woodward e Robert Costa che racconta molti retroscena sugli ultimi mesi della presidenza di Donald Trump. I giornali ne hanno già pubblicato diversi estratti e stanno facendo molto discutere alcune rivelazioni sul conto di Mark Milley, capo di stato maggiore delle forze armate statunitensi, e sul suo rapporto con Trump. Nel libro, il cui titolo in Italiano significa “Pericolo” e che si basa sulle informazioni fornite da più di duecento fonti anonime all’interno della Casa Bianca, si dice che secondo Milley sia prima sia dopo le elezioni presidenziali del novembre del 2020, vinte da Joe Biden, Donald Trump avrebbe mostrato segni di un «grave declino psichico».

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La saga dell’orologio di lusso e del candidato griffato

di Luca Telese (tpi.it, 11 settembre 2021)

Dura lex, sed Roléx. Da una settimana si continua a parlare di un orologio, di un Rolex, che poi non è un Rolex (si tratta di un Audemars Piguet, ma poco cambia), che è stato metaforicamente allacciato al polso della campagna elettorale romana, e che da lì – come se ci fosse entrato per endovena – si è trasfuso nel dibattito politico, diventandone un feticcio. Ieri Carlo Calenda ha chiuso una settimana di passioni e di polemiche con una tirata d’orecchi del candidato con cronografo che è balzato all’onore delle cronache per il suo costoso accessorio: «Ho difeso Roman a spada tratta, però anche basta co’ sto orrendo pataccone sempre in primo piano!».

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Gli “abiti parlanti” al Met Gala 2021

di Andrea Marinelli (corriere.it, 14 settembre 2021)

È stato un ritorno decisamente politico, quello del Met Gala, dopo un anno di stop dovuto alla pandemia: c’era tutto lo spettro delle battaglie progressiste al tradizionale evento di raccolta fondi del museo newyorkese, considerato l’equivalente degli Oscar per la costa Est, andato in scena lunedì con centinaia di celebrità che hanno interpretato il tema patriottico della serata In America: A Lexicon of Fashion. C’erano pop star e attori, atleti olimpici e politici, modelli, YouTuber e persino un “meme correspondent” di Instagram, sponsor ufficiale dell’evento: Saint Hoax, influencer da 2,9 milioni di follower, che ha fatto una diretta meme dal red carpet.

Ph. Salon/Getty Images/Angela Weiss/Gotham/Jamie McCarthy

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La parabola di Boy George

di Daniele Cassandro (internazionale.it, 12 luglio 2021)

Il 24 maggio 1988, in Inghilterra, Galles e Scozia entrò in vigore un emendamento del Local Government Act chiamato Clause 28 (Sezione 28). Questa clausola, votata dal governo conservatore di Margaret Thatcher, obbligava le autorità locali a: “non promuovere intenzionalmente l’omosessualità o pubblicare materiale con l’intenzione di promuovere l’omosessualità” o “promuovere l’insegnamento in qualsiasi scuola finanziata dallo Stato dell’accettabilità dell’omosessualità come pretesa relazione familiare”. È una legge che oggi non esiteremmo a definire discriminatoria, nata in un periodo storico in cui le comunità lgbt+ di tutto il mondo erano sterminate dall’Aids, e gay, lesbiche e trans erano generalmente visti dall’opinione pubblica come degli untori.

Ph. Catherine McGann / Getty Images

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