
di Paolo Foschi (corriere.it, 22 settembre 2026)
La risposta di Donald Trump alla rivolta delle tv americane contro l’allontanamento dalla Casa Bianca di Cnn, Politico e Ms Now non si è fatta attendere. La Casa Bianca ha infatti annunciato il lancio della “Trump Tv”, una piattaforma streaming attiva 24 ore su 24 dedicata agli eventi dell’amministrazione.
Il nuovo servizio – è stato spiegato in una nota – proporrà «i migliori video, gli interventi più importanti e i momenti salienti da non perdere, in streaming 24 ore su 24 e aggiornati in tempo reale». L’iniziativa arriva dopo l’ennesimo scontro fra il presidente e il mondo dei media. Sabato scorso [19 settembre], infatti, Trump sul [suo] social Truth aveva annunciato la revoca degli accrediti alla Casa Bianca per tre testate colpevoli – a suo dire – di diffondere fake news: appunto Cnn, Politico e Ms Now.
Immediate erano scattate le proteste. E la Cnn era andata in onda dalla strada per garantire la copertura dell’informazione, pur senza l’accesso alla Casa Bianca. La Cnn ha poi annunciato un’azione legale contro la revoca dell’accredito. Altre tv hanno, comunque, deciso di non coprire più gli eventi di Trump nella sede presidenziale di Washington: una protesta che ha visto la partecipazione di emittenti importanti come Abc, Cbs, Fox News (politicamente vicina a Trump) e Nbc. E il primo risultato è stata la messa in onda “muta”, cioè senza microfoni per l’audio, per un evento alla Casa Bianca: immagini senza microfoni per raccogliere le dichiarazioni di Trump.
Trump non ha, però, fatto retromarcia. Anzi, come suo solito quando è in difficoltà, ha addirittura rilanciato: «La Casa Bianca non sta sferrando un attacco alla stampa libera, un valore che ho a cuore. Sta invece attaccando le fake news, un fenomeno che si è diffuso come un cancro» e che è «una minaccia per la nostra sicurezza nazionale. Deve essere fermato». Poi, l’annuncio della nuova piattaforma tv. Un po’ com’era successo con Truth: quando, in un momento di difficili rapporti con Elon Musk, era stato bannato dall’allora Twitter (adesso X), aveva creato un proprio social. Adesso ci riprova con la tv. Ma anche fra i Repubblicani c’è chi comincia a considerare questa battaglia continua contro i media una causa sbagliata.