Takoua Ben Mohamed, la fumettista che lotta contro gli stereotipi razziali
di Gabriella Cantafio (wired.it, 24 luglio 2021)
«Per i bianchi sono nera e per i neri sono bianca. Sono tunisina e sono italiana. Sono tutto e sono niente. Ma la cosa che mi dà più fastidio è essere categorizzata per il velo che indosso e non vedere riconosciuta la mia professionalità». Takoua Ben Mohamed, classe 1991, è fumettista, producer e autrice della graphic novel Il mio migliore amico è fascista, edito da Rizzoli. Tra le pagine di questo suo primo libro per ragazzi è racchiusa la sua storia che l’ha portata a valicare la “porta del Sahara” per giungere in Italia, dove ad attenderla c’era il papà e tanti pregiudizi.
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Trump ha fatto il “tomahawk chop”
(ilpost.it, 2 novembre 2021)
Sabato sera l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha assistito assieme alla moglie Melania alla gara-4 delle World Series di baseball (le finali del campionato) tra gli Atlanta Braves e gli Houston Astros. Durante la partita, che si è giocata ad Atlanta (Georgia), Trump e la moglie si sono uniti ai tifosi degli Atlanta Braves nel cosiddetto “tomahawk chop”, un gesto fatto con il braccio che imita il movimento con cui molte popolazioni di nativi americani usavano il tomahawk, una tipica ascia da battaglia. Il “tomahawk chop” viene fatto spesso dai tifosi degli Atlanta Braves per incoraggiare la propria squadra: “Atlanta Braves” è un nome che deriva, infatti, dall’espressione con cui i coloni chiamavano i guerrieri nativi americani.
La battaglia ad Alamo per il museo con le donazioni di Phil Collins
di Veronique Viriglio (agi.it, 20 ottobre 2021)
Ad Alamo, nello Stato del Texas, 430 cimeli donati dall’artista britannico Phil Collins sono al centro di una battaglia ideologica e legale sull’allestimento di un museo commemorativo di un’altra battaglia, quella combattuta nel 1836 tra l’esercito messicano e i texani. A scontrarsi e bloccare la creazione dello spazio espositivo sono due linee politiche opposte in merito al messaggio da veicolare, ma soprattutto su chi celebrare. Ammiratore del selvaggio West con una devozione particolare per il personaggio di Davy Crockett, il 70enne batterista e cantante dei Genesis ha pensato bene di fare un’importante donazione, nel 2014, della sua collezione: centinaia di oggetti di metallo e di carta, provenienti direttamente dal teatro della battaglia per l’indipendenza del territorio – oggi nello Stato del Texas – dal Messico.
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Vittorio Sgarbi si autonomina assessore a Tor Bella Monaca
di Natascia Grbic (fanpage.it/roma.it, 29 ottobre 2021)
«Il compito di un assessore è quello di produrre idee che vengono realizzate, non di stare su una poltrona. Non a caso ho fatto diventare Sutri uno dei borghi più belli d’Italia in tre mesi. Se poi Franco ha cambiato idea, ripeto, è una proposta che viene da lui, io sono già pronto a dare le dimissioni. Tutto il resto sono fanfaluche, la compatibilità c’è tutta e le funzioni di assessore uno le svolge in funzione delle sue capacità, non si tratta di fare il custode di Tor Bella Monaca». A parlare all’Adnkronos è Vittorio Sgarbi, che ieri, in un video visionato per prima da Agenzia Nova, ha dichiarato che sarà il nuovo assessore alla Cultura del Municipio VI, unica zona che ha visto eletto un minisindaco di centrodestra.
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Damiano Tommasi candidato sindaco a Verona
di Lillo Aldegheri (corrieredelveneto.corriere.it, 28 ottobre 2021)
Damiano Tommasi ha pronunciato il fatale «sì», anche se chiede di compiere un «percorso» assieme ai partiti prima di dare annunci ufficiali e definitivi. Dopo un ultimo incontro con i vertici dei partiti, mercoledì sera, l’ex centrocampista dell’Hellas, della Roma e della Nazionale ha dato la sua disponibilità per candidarsi a sindaco di Verona alla guida di un centrosinistra «ampio», che dovrebbe comprendere tutte (o quasi) le anime della coalizione: dal Pd a Sinistra in Comune, da Traguardi (il movimento cui Tommasi è da sempre più vicino) ai Verdi e a Più Europa, mentre si attende la scelta del MoVimento 5 Stelle. I leader dei partiti si erano ritrovati tra loro anche lunedì, ma l’incontro di ieri sera è stato quello decisivo.
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Jim Caviezel ha lanciato il grido di battaglia di Braveheart a una convention di QAnon
di Giorgia Giangrande (giornalettismo.com, 27 ottobre 2021)
Jim Caviezel è l’attore de La Passione di Cristo [The Passion of the Christ, di Mel Gibson, 2004] molto vicino a QAnon. Durante una recente conferenza è stato chiamato a parlare al pubblico e, nel corso del suo discorso, ha utilizzato più volte il grido di battaglia del film Braveheart [Id., di Mel Gibson, 1995]. Come ha riportato anche l’Independent, Caviezel è intervenuto al convegno For God & Country: Patriot Double Down, tenutasi a Las Vegas, sostenendo che vi sia una guerra religiosa in corso tra Satana e i valori liberali. Per accreditare la sua tesi, ha anche imitato il discorso infuocato pronunciato dal personaggio di Mel Gibson, William Wallace, prima di una battaglia con gli inglesi nel film Braveheart, compresa la famosa frase «Possono toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà!».
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Chiara e le altre
di Guia Soncini (linkiesta.it, 27 ottobre 2021)
La prima volta che il nuovo mondo mi fece impressione, fu sull’Instagram di Chiara Ferragni (la cui centralità in questo secolo è paragonabile a quella che aveva Avignone nel Trecento). Era la primavera del 2020, eravamo tutti chiusi in casa ad annoiarci, Chiara più di noi, e soprattutto più provata nel suo ruolo di Giorgio Mastrota del glamour: se non si esce non si vendono vestiti da sera, se si sta tutti in tinello perché mai uno stilista dovrebbe piazzare una borsetta al braccio della Ferragni. A quel punto Chiara ci aveva già traumatizzate dirottando la propria economia del sé su casalinghi e carboidrati (la volta in cui si fece riprendere mentre fingeva di pulire la doccia fu per me più sconvolgente di quella in cui fingeva di cucinare), ma non fu quello a cambiare il mondo.
Amnesty contro Beckham
(quotidiano.net, 25 ottobre 2021)
Bufera su David Beckham, testimonial dei prossimi Mondiali di Calcio in Qatar. «Si è venduto l’anima per pura avidità»: le associazioni per i diritti umani non vanno per il sottile nei confronti dell’ex campione, celebrità globale come la moglie Victoria, ex Spice girl. Beckham è considerato “colpevole” di aver firmato con il Qatar un accordo di 177 milioni di euro per diventare “ambasciatore” della Coppa del Mondo 2022, oltre a promuovere il turismo e la cultura nel Paese del Golfo. Paese che, come spesso riportato negli ultimi anni, è stato e continua ad essere al centro di scandali per le violazioni dei diritti umani, specialmente verso lavoratori migranti, donne e omosessuali.
“Baldwin uccide”: il figlio di Trump vende magliette contro l’attore
di Andrea Parrella (fanpage.it, 25 ottobre 2021)
Alec Baldwin è distrutto per quanto accaduto sul set del film Rust, dove, in circostanze assolutamente involontarie, ha sparato e ucciso l’assistente alla fotografia Halyna Hutchins. Eppure la tragedia non ha evitato all’attore di finire al centro di una campagna mediatica terrificante, messa in moto dal figlio dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che, nelle scorse ore, ha speculato sulla vicenda facendo leva sulla satira di Baldwin verso Trump negli scorsi anni. «Immaginatevi se al Saturday Night Live Trump imitasse Baldwin mentre spara a qualcuno», recita una delle storie Instagram di Donald Trump Jr.

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