Archivi tag: European Broadcasting Union (Ebu)

I Paesi in guerra non potranno più ospitare l’Eurovision Song Contest

Ph. Christian Bruna / Getty Images

di Monica Coviello (vanityfair.it, 13 agosto 2026)

I Paesi coinvolti in una guerra o in una situazione geopolitica particolarmente delicata non potranno più ospitare l’Eurovision Song Contest. È la novità introdotta nel regolamento della manifestazione dall’Unione Europea di Radiodiffusione (Ebu) dopo le forti polemiche che hanno accompagnato l’edizione del 2026, quella di Vienna.

Continua la lettura di I Paesi in guerra non potranno più ospitare l’Eurovision Song Contest →

La diplomazia dell’Eurovision tocca anche il Canada

Ph. Max Slovencik / Apa – Afp

di Ugo Barbàra (agi.it, 15 maggio 2026)

L’allontanamento del Canada dagli Stati Uniti e l’avvicinamento all’Europa passa anche per la musica. Il direttore dell’Eurovision Song Contest Martin Green ha annunciato che il Paese nordamericano è il benvenuto nella competizione canora, se lo desidera. Alcuni mesi fa Ottawa aveva inserito nel bilancio federale un capitolo di spesa per «valutare» la possibilità di aderire al concorso.

Continua la lettura di La diplomazia dell’Eurovision tocca anche il Canada →

Come il governo israeliano ha influenzato l’Eurovision Song Contest

Ph. Manfred Schmid / Getty Images

(ilpost.it, 12 maggio 2026)

Da un paio d’anni la partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest, il seguito concorso musicale europeo, viene duramente contestata da diversi Paesi che la considerano inaccettabile per via dei crimini e delle violenze commesse a Gaza. Cinque Paesi quest’anno hanno deciso di non partecipare, e anche i fan della competizione nelle ultime edizioni hanno manifestato visibilmente e rumorosamente la propria contrarietà nei confronti delle due cantanti che l’hanno rappresentato.

Continua la lettura di Come il governo israeliano ha influenzato l’Eurovision Song Contest →

Eurovision: la protesta di Nemo

Ph. Jens Büttner / Dpa

(agi.it, 11 dicembre 2025)

Nemo, vincitore dell’Eurovision Song Contest dello scorso anno, ha annunciato che restituirà il trofeo del 2024 in segno di protesta contro la partecipazione di Israele, motivo che ha già spinto cinque Paesi a ritirarsi. «Non sento più che questo trofeo appartenga al mio scaffale», ha scritto il cantante svizzero su Instagram.

Continua la lettura di Eurovision: la protesta di Nemo →

Eurovision 2026 a rischio boicottaggio per la presenza israeliana

di Paolo Martini (adnkronos.com, 12 settembre 2025)

Prima il no della Slovenia e dell’Islanda, ora il no dell’Irlanda, mentre è in forse la Spagna. L’Eurovision Song Contest 2026, che si terrà a Vienna dal 12 al 16 maggio, rischia di trasformarsi da spettacolo di musica e unità in un campo minato geopolitico.

Continua la lettura di Eurovision 2026 a rischio boicottaggio per la presenza israeliana →

Guida geopolitica all’Eurovision

Ph. Alma Bengtsson / Ebu

(agi.it, 17 maggio 2025)

L’Eurovision non è solo musica, ma le “canzonette” coprono gli scricchiolii delle tensioni internazionali e talvolta neanche ci riescono. El País ha redatto una guida geopolitica per seguire meglio la finale di Basilea, anche alla luce dei movimenti geopolitici globali.

Continua la lettura di Guida geopolitica all’Eurovision →

Un altro anno di proteste contro Israele all’Eurovision

Ph. Harold Cunningham / Getty Images

(ilpost.it, 16 maggio 2025)

Giovedì sera, durante la seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest, la più seguita competizione musicale europea che quest’anno si tiene a Basilea, in Svizzera, si sono sentite urla di protesta all’inizio dell’esibizione di Yuval Raphael, la cantante che rappresenta Israele. È il secondo anno che la partecipazione di Israele è contestata alla competizione e il motivo è sempre lo stesso: la guerra nella Striscia di Gaza.

Continua la lettura di Un altro anno di proteste contro Israele all’Eurovision →

Mosca esclusa dall’Eurovision, Putin recupera l’Intervision

(ilpost.it, 4 febbraio 2025)

Lunedì [3 febbraio 2025] il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto con cui istituisce una sorta di versione russa dell’Eurovision Song Contest, la competizione musicale più seguita in Europa e uno dei principali eventi televisivi internazionali non legati allo sport. Si chiamerà Intervidieniye (traducibile come “Intervisione”) e si terrà nella regione di Mosca nel 2025.

Continua la lettura di Mosca esclusa dall’Eurovision, Putin recupera l’Intervision →

L’edizione più controversa di sempre dell’Eurovision (fino a oggi)

di Enrico Varrecchione (linkiesta.it, 14 maggio 2024)

L’Eurovision Song Contest 2024, in quella che probabilmente sarà ricordata come l’edizione più controversa di sempre («la più controversa fino ad ora», direbbe il noto filosofo Homer Simpson), si è chiusa con la strana sensazione di aver portato a casa il necessario, passando però per le forche caudine di una settimana intensa. Insomma, poteva andare meglio, ma poteva andare decisamente peggio sotto ogni punto di vista. Lasciando l’analisi artistica ai critici musicali, si può dire con sicurezza, ammesso che ce ne fosse il dubbio, che nel festival della canzone europea si gioca una partita geopolitica neppure troppo sotterranea, il cui esito è stato abbastanza visibile nella suddivisione finale dei voti della giuria e del pubblico.

Ph. Martin Meissner / Ap

Continua la lettura di L’edizione più controversa di sempre dell’Eurovision (fino a oggi) →

L’Eurovision contest(ato): polemiche e controversie per l’uso dei simboli pro e contro la guerra israelo-palestinese

(linkiesta.it, 10 maggio 2024)

Hurricane è la canzone dell’uragano del 7 ottobre, la data maledetta del terrore di Hamas contro Israele. Eden Golan l’ha cantata all’Eurovision Song Contest di Malmö, dopo svariate polemiche iniziate più di un mese fa che hanno portato gli autori ad accettare la modifica del titolo originale (October Rain) e del testo. Variazione perentoriamente richiesta dalla European Broadcasting Union (Ebu) per aver infranto le regole sulla neutralità politica.

Continua la lettura di L’Eurovision contest(ato): polemiche e controversie per l’uso dei simboli pro e contro la guerra israelo-palestinese →