Archivi tag: John Fitzgerald Kennedy

Jackie Kennedy, da first lady a icona di stile

di Maria Luisa Tagariello (vanityfair.it, 21 maggio 2020)

Se l’aggettivo “iconico”, oggi, ci sembra abusato, difficilmente saremmo in grado di trovarne uno più appropriato per raccontare lo stile di Jackie Kennedy. Ci sarà quindi perdonato, con una certa indulgenza, l’uso (e l’abuso) di una parola spesso elargita con troppa generosità, ma che risulta quanto mai calzante per descrivere tanto il tailleur bouclé della first lady quanto i pantaloni Capri della moglie dell’armatore greco.Jackie_Gucci Continua la lettura di Jackie Kennedy, da first lady a icona di stile

“Murder most foul”, il diorama americano di Bob Dylan

di Stefano Pistolini (linkiesta.it, 28 marzo 2020)

Bisogna inoltrarsi in una selva oscura, vestiti come esploratori. Per poi imbattersi nella canzone che ha la forma di una torre misteriosa. Sulla porta c’è l’autore, il venerabile maestro Bob Dylan, 79 anni a maggio, tirato a lucido come per una serata, giacca di lustrini, costoso cappello crema, pantaloni oscenamente a sigaretta.Murder_Most_Foul Continua la lettura di “Murder most foul”, il diorama americano di Bob Dylan

Il tailleur rosa di Jackie Kennedy

di Sara Bovi (amica.it, 24 novembre 2019)

Rosa, con le tasche e il colletto bordati di blu e i bottoni d’oro. In lana e doppiopetto. Se c’è un abito che ha consegnato alla storia Jackie Kennedy è il tailleur da lei indossato nel giorno dell’assassinio di suo marito, il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy. Impossibile non ricordarlo.

Ph. Art Rickerby / Time & Life Pictures via Getty Images
Ph. Art Rickerby / Time & Life Pictures via Getty Images

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Il duello (ma per cosa?) dei due Mattei a favore di telecamere e di tweet

di Sofia Ventura (linkiesta.it, 16 ottobre 2019)

In origine furono i dibattiti tra i candidati presidenziali: Kennedy versus Nixon nel 1960 il primo, rimasto memorabile. Nel 1984 un magistrale Reagan ebbe la meglio su Mondale. Nell’ultimo dibattito tra Trump e Hillary Clinton, il primo mise in scena tutta la sua “originale” teatralità. La sinistra che non ha il “monopolio del cuore” è passata alla storia grazie all’aristocratico Valéry Giscard d’Estaing confrontato al Mitterrand che per la seconda volta, nel 1974, tentava l’arrembaggio all’Eliseo.duello_due_mattei Continua la lettura di Il duello (ma per cosa?) dei due Mattei a favore di telecamere e di tweet

Chi lo avrebbe mai detto che Schwarzenegger avrebbe fatto tutto quello che ha fatto

Ha cominciato da culturista, oggi c’è chi crede non sia diventato presidente degli Stati Uniti soltanto perché nacque in Austria, 70 anni fa oggi

(ilpost.it, 30 luglio 2017)

«Chi l’avrebbe mai detto» – ha scritto IMDb, il più importante sito di cinema al mondo – «che questo sfacciato culturista austriaco dalla parlantina veloce, dal marcato accento austriaco e con un cognome praticamente impronunciabile, sarebbe un giorno diventato una delle più grandi star di Hollywood, sarebbe finito grazie a un matrimonio a far parte della famiglia Kennedy, avrebbe messo insieme un sacco di soldi grazie a una serie di azzeccati investimenti e sarebbe pure diventato governatore della California».SCHWARZENEGGER Continua la lettura di Chi lo avrebbe mai detto che Schwarzenegger avrebbe fatto tutto quello che ha fatto

Politici al trucco, nel camerino di ministri e leader in tv

Da Nixon a Matteo Renzi, da Barack Obama ad Angela Merkel, ministri, premier e deputati si piegano all’uso di fondotinta e cipria, nei programmi tv. Ecco perché

di Candida Morvillo (iodonna.it, 24 giugno 2015)

La storia dei politici al trucco in tv ha una data di nascita, il 26 settembre 1960, 55 anni fa. Si narra, in America, che il primo storico dibattito tv del mondo, quello fra Richard Nixon e John Fitzgerald Kennedy, fu vinto da Jfk secondo gli elettori sintonizzati davanti al televisore, ma fu vinto invece da Nixon secondo quelli che li ascoltavano solo alla radio. Colpa del make-up. Il giorno successivo, il Chicago Daily News titolò: «Nixon è stato sabotato dai makeup-artist della Cbs?». Continua la lettura di Politici al trucco, nel camerino di ministri e leader in tv

I paralleli di “House of Cards” con la realtà

A chi è ispirato Frank Underwood? E quali personaggi reali ricordano Doug Stamper e Zoe Barnes? Facciamo un salto nella storia Usa

di Marco Romandini (wired.it, 5 giugno 2015)

Mentre i fan della serie politica di Netflix discutono ancora sulla qualità della terza stagione, muovendo critiche alle storie, ai personaggi, alle scelte degli autori, le domande che continuano a farsi sono: “Funzionerà veramente così?” e “Ci sarà gente come Frank Underwood?”. Per via di una certa diffidenza (anche spesso giustificata) verso le istituzioni e i loro rappresentanti, gli interessi economici che influenzano le decisioni politiche, la natura hobbesiana dell’homo homini lupus, il buon vecchio Machiavelli e una sfiducia generale verso la società, a molti verrebbe da rispondere: “probabilmente sì”.UnderwoodObama Continua la lettura di I paralleli di “House of Cards” con la realtà