Una statua d’oro di Donald Trump, completamente nudo, con un lunghissimo bastone da golf in mano e a cavalcioni sulle spalle di un omino. Sembra una scena da incubo post-pranzo, invece è The Orange Plague, “La piaga arancione”, comparsa nel cuore del Parlamento Europeo a Strasburgo.
Il brano delle giovani Betsy Girl, virale su TikTok e YouTube, è al centro delle polemiche, tra chi ci vede messaggi patriarcali e filo-russi e chi, invece, lo difende come prototipo del “soft power”. Tormentone di successo o canzone della discordia? In questi giorni il singolo russo Sigma Boy è tornato prepotentemente a far parlare di sé, attirando le critiche degli integralisti ortodossi di Mosca e venendo additato persino al Parlamento Europeo di Strasburgo, dopo aver conquistato milioni di utenti sulle principali piattaforme social in tutto il mondo.
Dal giornalismo alla grande politica. Prima dell’arresto in Belgio per l’inchiesta sulla corruzione di funzionari europei, la carriera di Eva Kaili, vicepresidente del Parlamento Ue eletta con il partito socialista del Pasok, aveva seguito il percorso comune a molti altri politici greci.
Vecchie fotografie in bianco e nero, un po’ ingiallite, mostrano un ragazzo dal fisico asciutto, con i capelli ricci e nerissimi, stringere la mano a Pietro Nenni e Sandro Pertini. Iniziavano allora, insieme, carriera artistica e passione politica di Enrico Montesano, fra alti e bassi, infatuazioni e ripensamenti, accelerazioni brucianti e frenate repentine. Così in teatro e al cinema come in piazza e fra gli scranni del Campidoglio e del Parlamento Europeo. La foto con Pietro Nenni è, naturalmente, più antica e risale agli inizi della carriera, quando Montesano riempiva i teatri della Capitale assieme a Gabriella Ferri e cominciava ad affacciarsi sul grande schermo con un titolo che, a leggerlo oggi, suona beffardo: Io non protesto, io amo.