A nemmeno metà dello spoglio, migliaia di nepalesi erano già fuori a festeggiare: per le strade di Kathmandu fin dal primo pomeriggio di ieri era tutto un tintinnio di campane, il simbolo del partito avviato a stravincere le elezioni, a 6 mesi dalle rivolte della Gen Z che hanno portato alla caduta del governo e acceso la speranza del cambiamento.
I suoi comizi, diventati virali in Nepal, assomigliano a videoclip reggaeton. Altro che discussioni su temi, programmi, dialettica. In uno degli ultimi video circolati on line balla sul tettuccio di un pickup, dietro i suoi occhialini dalla lente rettangolare, rigorosamente neri.
Da politico locale praticamente sconosciuto a primo sindaco musulmano di New York. Zohran Mamdani, 34 anni, proveniente da una famiglia di intellettuali della diaspora indiana e classificato a sinistra del Partito Democratico, si è imposto in pochi mesi nel panorama politico americano.
di Giuseppe Luca Scaffidi (ilpost.it, 8 febbraio 2024)
Tra le trenta canzoni presentate durante la 74esima edizione del Festival di Sanremo c’è anche Tuta gold di Mahmood, che cita fin dal titolo uno dei capi d’abbigliamento più presenti nell’immaginario hip-hop, attorno al quale si è creato nel tempo una specie di culto. Decine di canzoni rap italiane uscite negli ultimi anni contengono riferimenti o sono interamente dedicate alle tute.
Lo hanno soprannominato lo Zelensky africano, forse perché Bobi Wine, nome d’arte di Robert Kyagulanyi Ssentamu, popolare musicista e leader del principale partito d’opposizione nell’Uganda totalitaria del presidente Yoweri Kaguta Museveni, al potere dal 1986, è un artista come il presidente ucraino. Un musicista, per la precisione. Curiosamente, anche il suo curriculum registra la partecipazione a un talk-show, per quanto lontana nel tempo.
«Mi sono comprato una barca», scrive Ghali su Instagram. Non è una barca a vela per andare in vacanza, ma un’imbarcazione ausiliare per la Mare Jonio, nave di Mediterranea Saving Humans che opera nel Canale di Sicilia salvando vite degli immigrati che tentano la traversata dalle coste africane all’Italia. «Il rap è una musica che ha come centro la rivalsa, che è un concetto prima individuale e poi collettivo», scrive Ghali nel darne notizia. «Per me questo è fare la cosa più rap che ci sia». L’imbarcazione si chiama Bayna, come il pezzo che apre l’album di Ghali Sensazione Ultra. «Fin da bambino» scrive Ghali «questo è un argomento sempre presente nella mia vita, amici, cari e parenti sono stati colpiti e traumatizzati da quello che succede ogni giorno nel Mediterraneo. Ogni anno muoiono centinaia di persone in mare, si stima che siano morte circa 850 persone solo dallo scorso gennaio, e che circa 16mila siano stati illegalmente respinti in Libia».