Miguel l’indignato

Bosé nel nuovo disco canta l’antipolitica del partito Podemos. «La Spagna va cambiata». E riceve critiche bipartisan

di Andrea Nicastro («Corriere della Sera», 7 novembre 2014)

Barcellona – «Sparano al cieco giusto in mezzo agli occhi/ e rubano la sedia al malato e allo zoppo/ Mentono tutti i giorni/ non rispettano neppure una promessa». Chi sono i responsabili di tante iperboliche malefatte? I politici, ovviamente. E a dirlo non è lo Spirito dei Tempi, ma Miguel Bosé, in parole e musica. La canzone spicca nel suo nuovo album (Amo) appena presentato in Spagna e si intitola Sì, se puede, slogan di Podemos, il partito erede del movimento degli Indignati. Continua la lettura di Miguel l’indignato

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Dopo l’Eliseo? Contratti a peso d’oro

di Alessandro Carlini («Il Venerdì di Repubblica», 3 ottobre 2014)

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L’Eliseo ti fa ricca, si potrebbe dire per Carla Bruni. Secondo un’inchiesta del settimanale francese L’Express, l’ex première dame non ha mai guadagnato tanto come da quando è diventata moglie dell’ex presidente Nicolas Sarkozy. Basta vedere i contratti milionari. Continua la lettura di Dopo l’Eliseo? Contratti a peso d’oro

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Penn l’haitiano

Continua l’impegno della star per l’isola caraibica. Dove vive metà dell’anno, in una casa con altri 20 volontari. E ai suoi critici risponde: «Non intendo mollare»

di Manuela Cerri Goren («D – la Repubblica delle Donne», 20 settembre 2014)

Nel 2010 un terribile terremoto colpisce Haiti e l’isola intera sembra crollare sotto il peso della calamità. È li che entra in scena Sean Penn: bad boy del cinema Usa, due premi Oscar e un divorzio in corso da Robin Wright, si butta a capofitto nella creazione di una ong che organizzi i soccorsi per la popolazione. Nasce così la J/P Haiti Relief Organization, che nel corso degli anni si dedica ai senzatetto (più di 60mila persone solo nella tendopoli in un ex campo da golf) e alla lotta contro malattie endemiche come il colera, che minacciava di espandersi al resto di Caraibi e Centroamerica. «Non separo la mia carriera cinematografica dal mio lavoro a Haiti: è tutta la stessa fottutissima cosa», dice oggi Sean parlando di quest’impegno. Continua la lettura di Penn l’haitiano

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Nozze Clooney, l’esperto: «Amal perfetto viatico per la carriera politica dell’attore»

(adnkronos.com, 27 settembre 2014)

Non solo bella, ma «elegante, sofistica, colta, multilingue e specializzata in diritto internazionale e diritti umani. Insomma, Amal Alamuddin non è una moglie trofeo ‘vecchio stile’, semplicemente bellissima come una bambola. È sì un trofeo, ma in cui ci si può specchiare, con passioni sociali e civili comuni. Ecco perché penso che per George Clooney questo matrimonio veneziano sia un perfetto viatico per una carriera politica, magari per la conquista della presidenza». A sottolinearlo è Vito Frugis, sessuologo veronese ed esperto di rapporti di coppia (www.crisidicoppia.com), che alla vigilia delle nozze Hollywoodiane in Laguna, promuove la scelta della location. Continua la lettura di Nozze Clooney, l’esperto: «Amal perfetto viatico per la carriera politica dell’attore»

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I dem litigano su Fedez: «Via da Sky», «Macché». E il rapper: «Siete fascisti»

La polemica / Scontro dopo l’inno per l’M5S

di Silvio Buzzanca («la Repubblica», 11 ottobre 2014)

«Caro Napolitano, te lo dico con il cuore, o vai a testimoniare, oppure passi il testimone! Dove sono i nastri dell’inchiesta? Si dice che Nicola Mancino, scriva meglio con la destra». Queste strofe scritte da Federico Lucia Federico, in arte Fedez, come inno del Movimento Cinque Stelle, stanno facendo litigare furiosamente un pezzo di Pd e i grillini. L’accusa reciproca è di fascismo, stalinismo, censura. Con due esponenti del Pd che arrivano a chiedere a Sky di mettere alla porta il rapper dalla giuria di X Factor, il popolare programma sui giovani talenti. La disputa inizia quando il democratico Stefano Pedica accusa Fedez, una star fra i giovanissimi, di vilipendio nei confronti del capo dello Stato. Continua la lettura di I dem litigano su Fedez: «Via da Sky», «Macché». E il rapper: «Siete fascisti»

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Da Elton John agli One Direction, 27 star cantano insieme per i bambini in difficoltà

di Federica Macagnone (ilmessaggero.it, 8 ottobre 2014)

Dio solo sa come siano riusciti a mettere insieme questi 27 cantanti e riuscire in un’operazione quasi impossibile dal risultato sorprendente. Alcuni dei più grandi nomi della musica hanno unito le loro forze, cantando la celeberrima God Only Knows, per lanciare la nuova emittente Bbc Music e aiutare bambini e adolescenti del Regno Unito grazie all’associazione Children in Need. Basterebbe solo il nome di Sir Elton John per mandare in fibrillazione milioni di fan. Ma se poi è unito a quelli di One Direction, Brian May dei Queen, Pharrell Williams, Kylie Minogue, Stevie Wonder e Lorde, solo per fare alcuni nomi, si capisce che stiamo parlando di un evento più unico che straordinario. Gli artisti della The Impossible Orchestra, così è stata soprannominata questa joint venture, hanno cantato, accompagnati da 80 orchestrali della Bbc, la canzone del 1966 dei Beach Boys. Continua la lettura di Da Elton John agli One Direction, 27 star cantano insieme per i bambini in difficoltà

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«When pope saw Evita» in new book

Sheds light on little-known spells as Jesuit in Cordoba

(http://www.ansa.it/english/news/vatican/2014/09/26/when-pope-saw-evita-in-new-book_4f6e75a7-4417-4228-8fd3-cad6fae93be4.html)

(ANSA) – Buenos Aires, September 26 – Pope Francis had a youthful brush with Evita Peron in Buenos Aires, according to a new book relating little-known details of Jorge Mario Bergoglio’s life, especially two formative spells in the city of Cordoba. «I saw Eva on one occasion when I went with my brother into a ‘unidad basica’ (Peronist chapter) looking for booklets for a piece of work in school», Francis told the authors of Quel Francesco (That Francis), Javier Camara and Sebastian Pfaffen, who handed the pope a copy in the Vatican Thursday. «She was there, she greeted us», said the former archbishop of Buenos Aires. Continua la lettura di «When pope saw Evita» in new book

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Depardieu: «Putin? Aspetta solo di tagliarvi il gas»

L’intervista / Parla l’attore francese che nel 2013 prese il passaporto russo: «Hollande è semplicemente ridicolo»

di Guido Andruetto («la Repubblica», 6 settembre 2014)

A fine agosto a Riga, in Lettonia, Gérard Depardieu aveva fatto scena muta. Alla conferenza stampa aveva dribblato con un «no comment» le insistenti domande sulla crisi in Ucraina. E ancora l’altro ieri, a Belgrado, ospite del premier serbo Aleksandar Vucic, l’attore francese che nel 2013 ha ottenuto il passaporto russo, ha scelto di rilasciare solo alcune scarne dichiarazioni per criticare le iniziative dell’Europa contro la Russia. Oggi, raggiunto al telefono, l’interprete di Cyrano de Bergerac accetta di esporcele. Senza freni.

Depardieu, perché difende Putin?

«È un uomo molto intelligente. Ed è una persona indipendente. Mi ha detto più di una volta che prima delle conferenze stampa, anche le più importanti, non legge mai i giornali per evitare di venirne influenzato. Sulla questione dell’Ucraina la gente in Russia lo sta sostenendo. Io oggi possiedo un appartamento a Mosca e una casa a Saransk. Conosco bene la Russia e la sua gente. Sono stato lì pochissimo tempo fa e ho incontrato solo persone schierate contro gli americani e contro la posizione presa dall’Europa. Tutti difendono Putin». Continua la lettura di Depardieu: «Putin? Aspetta solo di tagliarvi il gas»

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La strana estate delle ministre che diventano star da copertina

Dalla Boschi fino alla Mogherini, le loro fotografie invadono le riviste con servizi dedicati alle vacanze

di Filippo Ceccarelli («la Repubblica», 23 agosto 2014)

Allarme rotocalchi, Sos intimità, attenti all’invasione degli ultracorpi. Mai come d’estate i giovani politici di successo e le avvenenti donne della politica finiscono in copertina. Ma poi, indipendentemente dai gufi, viene pur sempre l’inverno: e allora basta una nuova tassa, una manovrina, un taglietto lineare perché ciò che sotto il sole desta curiosità o suscita ammirazione rischi di rovesciarsi nel suo contrario. Non che manchino al momento questioni più gravi, più serie e forse anche più stuzzicanti. Ma l’altro giorno è apparsa finalmente il ministro Maria Elena Boschi in bikini e Chi ha potuto titolare: «È lei la più bella dell’estate». Continua la lettura di La strana estate delle ministre che diventano star da copertina

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Maratone e manette, l’ostruzionismo tra fiction e realtà

I record: il senatore Thurmond parlò 24 ore come il Mr Smith di Frank Capra al cinema

di Pierpaolo Velonà («Corriere della Sera», 26 luglio 2014)

Nei Paesi anglofoni lo chiamano filibustering: un termine che evoca velieri e scorribande piratesche. In Italia quest’«arte» antica è definita ostruzionismo ma la sostanza è la stessa: fiumi di emendamenti e orazioni infinite pur di ritardare o affossare una legge. Il fenomeno non è un’esclusiva nostrana. Anzi. Negli Usa la specialità raggiunse punte di virtuosismo nel 1957 quando il senatore democratico Strom Thurmond stabilì il record mondiale parlando per 24 ore e 18 minuti nel tentativo di stroncare il Civil Rights Act. Performance memorabile con ricca aneddotica correlata. Thurmond si preparò alla maratona sottoponendosi per giorni a bagni di vapore per disidratarsi ed evitare i richiami della natura. E citò pure la ricetta dei biscotti di sua nonna. Recentemente, ha fatto rumore l’impresa della senatrice texana Wendy Davis, che ha parlato per quasi 11 ore di fila, indossando un paio di strategiche scarpe da ginnastica. Il suo obiettivo? Boicottare la legge repubblicana che intendeva proibire l’aborto dopo la ventesima settimana. In Nuova Zelanda, nel 2000, l’opposizione arrivò a presentare emendamenti scritti in maori, con inevitabili richieste di traduzione, pur di rallentare i lavori. Il cinema Usa cita il filibustering in almeno un paio di episodi.Smith

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