di Alessandro Allocca (adnkronos.com, 21 agosto 2026)
«Non si tratta di una coppia che cerca di riavvicinarsi alla famiglia d’origine, come ha fatto trapelare, ma di una coppia in crisi economica che punta a crearsi altri introiti speculando sulla sua nuova vita londinese, e su tutto quello che gli girerà attorno».
di Alessandra Paudice (vanityfair.it, 10 dicembre 2024)
Fino all’anno scorso eravamo abituati a considerare solo Kate Middleton un’icona di stile. Ma l’assenza dai riflettori della principessa di Galles, a causa della sua malattia, ha spostato l’attenzione su altri membri della famiglia reale inglese, rivalutando personaggi che non erano mai stati presi prima in considerazione. C’è voluto poco perché l’«effetto Kate», che portava all’aumento delle vendite di qualsiasi prodotto beauty o abito alla principessa associato, venisse affiancato da altri fenomeni simili.
Un’operazione di rebranding. Questo è, in termini pubblicitari, il videomessaggio di Catherine, principessa del Galles. Perché recepita la notizia – il cancro è in remissione, ha concluso la chemioterapia – e messa da parte l’emotività generata dalla sua voce e dalle poetiche immagini di lei assieme al marito e ai figli, resta da analizzare il modo in cui è stato scelto di darla. Il punto è insomma concentrarsi non tanto su quello che Kate ha detto, quanto sul come lo ha detto.
Meghan Markle ha lanciato un nuovo marchio di lifestyle su Instagram, segnando il ritorno sul social – da cui mancava dal 2020 – della duchessa di Sussex. I primi nove post, che insieme compongono semplicemente il nome della nuova attività commerciale, hanno contato in poche ore oltre 200mila follower, anche se non si sa ancora bene cosa American Riviera Orchard venderà.
Nella vita non c’è niente di meglio di una seconda possibilità. Lo sanno bene i fan di Suits, serie americana che è andata in onda con moderato successo tra il 2011 e il 2019 e che ora sta vivendo una nuova vita grazie a Netflix. Di recente, infatti, lo show è sbarcato nel catalogo del servizio streaming e come spesso accade per titoli cult del passato (da Friends a Paso adelante) ha scalato la classifica dei contenuti più visti. Ma Suits è riuscito a fare ancora meglio, infrangendo diversi record.
Ph. Frank Ockenfels / Nbc Universal – Getty Images
Tempi duri per Meghan Markle, che stavolta si trova a dover affrontare le critiche della platea che in passato l’ha sostenuta nel suo percorso, difendendola perfino dalle accuse dei detrattori. Si tratta delle femministe, che cinque anni dopo il matrimonio dell’ex attrice birazziale di Suits con il principe Harry si pongono seri dubbi sulla sua autenticità. Le critiche, in realtà, non sono così recenti, ma sommate alle recenti notizie in merito a un dirigente di Spotify che avrebbe definito la coppia «truffatori del cazzo», compongono un quadro da cui Meghan esce parecchio male.
di Roberta Mercuri (vanityfair.it, 16 giugno 2023)
Spotify ha “scaricato” il principe Harry e Meghan Markle: il podcast Archetypes dell’ex attrice non vedrà una seconda stagione. La società di produzione dei duchi, Archewell Audio, e il colosso dello streaming, avevano firmato un accordo da 20 milioni di dollari alla fine del 2020. Ora hanno diffuso una nota congiunta in cui sostengono di aver «concordato di separarsi» e di essere «orgogliosi della serie realizzata insieme».
di Giorgia Olivieri (vanityfair.it, 29 marzo 2023)
Dinosauri, elefantini, gufi e gattini. Se Elisabetta II aveva reso le borsette e gli outfit colorati il suo marchio di fabbrica, suo figlio re Carlo III ha fatto delle cravatte dalle fantasie insolite il tratto distintivo del suo stile da monarca. Per accorgersene occorre una vista da falco o un buon teleobiettivo. A una prima occhiata le cravatte hanno generalmente un colore pastello e un motivo grafico ripetuto per tutto l’involucro di seta, sarebbe a dire la parte a vista che spunta dall’abito.
di Antonella Boralevi (huffingtonpost.it, 12 gennaio 2023)
400mila copie vendute in un giorno, 40 milioni di dollari per l’autore. Spare, “Il pezzo di ricambio”, firmato da Harry d’Inghilterra (ma scritto dallo stesso ghostwriter, J.R. Moehringer, che ha creato il best seller Open di Andre Agassi) è un successo epocale di vendite. Alla pari con la saga di Harry Potter. A Londra, ci si picchia per conquistarne una copia. Perché succede?
Martedì nel Regno Unito sono state vendute più di 400mila copie di Spare, l’autobiografia del principe Harry, uscita in giornata. Nessun libro che non fosse un romanzo aveva mai venduto così tanto in un solo giorno prima d’ora. Larry Finlay, direttore della casa editrice Transworld, che fa parte del gruppo Penguin Random House e ha pubblicato l’edizione britannica del libro, ha commentato così il gran numero di vendite.