Madonna: «Europa attenta, qui tira aria di fascismo»

«Respiro intolleranza per chi è diverso o addirittura non più giovane». E la musica? «Cerco semplicità, canzoni che chiunque possa cantare»

di Luca Dondoni (lastampa.it, 4 marzo 2015)

Milano – Giulio Andreotti diceva che «a pensar male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca». Da quando si è cominciato a parlare del nuovo disco Rebel Heart, Madonna non ha fatto passare giorno senza stuzzicare l’attenzione dei media. Prima il «Madonnaleak» (molte delle canzoni del cd apparse in Rete a fine 2014), con successive polemiche, un arresto e la pubblicazione di parte dell’album. Poi, nell’ultimo mese, ha alzato la minigonna davanti ai fotografi dei Grammy Awards, è caduta sul palco dei Brit Awards e alla tv francese ha paragonato il Front National di Marine Le Pen al Partito Nazista. Continua la lettura di Madonna: «Europa attenta, qui tira aria di fascismo»

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Vladimir Putin in House of Cards

di Andrea Salvadore (ilpost.it, 3 marzo 2015)

Nella terza puntata della nuova stagione di House of Cards il presidente russo va in visita alla Casa Bianca. Si chiama Petrov ma si legge Putin. Ci assomiglia parecchio a quello vero, solo più alto. Per il resto tutti gli aspetti caricaturali di Putin ci sono tutti. Che non è detto che non siano tratti autentici ma, probabilmente, non i soli

(ATTENZIONE: SPOILER A SEGUIRE)

Petrov che beve tanto, che invita il presidente americano Frank Underwood nella sua dacia, dove ci saranno donne ad attenderlo (dice lui). Petrov sprezzante, che fa il cascamorto con Claire, la first lady, e le stampa un bacio sulla bocca. Petrov che sfancula (dovrei dire rigetta ma non darebbe l’idea) il piano di pace americano per Israele-Palestina. Underwood che, a questo punto, sfancula lui Petrov nella conferenza stampa finale a cui non invita il presidente russo. Alla cena ufficiale alla Casa Bianca sono poi comparse le vere Pussy Riot che sfanculano a loro volta Petrov. Nei titoli di coda scorre una loro canzone creata per l’occasione. Continua la lettura di Vladimir Putin in House of Cards

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John Legend: more black men are in correctional control now than were enslaved in 1850

by Dara Lind (vox.com, February 23, 2015)

After receiving the Oscar for Best Song for Glory from Selma, John Legend gave an impassioned speech calling out the present-day state of affairs for African Americans. One line stood out: “We live in the most incarcerated country in the world. There are more black men under correctional control today than there were under slavery in 1850”. It’s become a widely cited statistic, after the publication of Michelle Alexander’s The New Jim Crow in 2011 — which helped make mass incarceration a hot topic of discussion. But is it true?Legend_Oscar-2015 Continua la lettura di John Legend: more black men are in correctional control now than were enslaved in 1850

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Guerra, diritti civili e di genere: da che parte stanno gli Oscar?

Domenica notte i premi: quest’anno le scelte sono politiche

di Lorenzo Soria (lastampa.it, 18 febbraio 2015)

Los Angeles – Mancano quattro giorni al giorno degli Oscar, alla celebrazione, domenica notte, dell’edizione 87 degli Academy Awards. E tra i sempre più numerosi «Oscarologists» serpeggiano molti dubbi. Vincerà Boyhood, come tanti pensavano fino a poco fa, o a spuntarla sarà Birdman, la favola hollywoodiana di Alejandro González Iñárritu? E se Clint Eastwood a 84 anni sorprendesse ancora con American Sniper? Passando agli attori, Michael Keaton o Eddie Redmayne nella parte dell’astrofisico Stephen Hawking? O Bradley Cooper, il cecchino di Eastwood? E tra le attrici, la professoressa con l’Alzheimer di Still Alice (Julianne Moore) ha già in tasca l’Oscar? Ma in un’annata piena di dubbi e di suspense, una certezza c’è ed è che, nonostante gli sforzi dell’Academy di depoliticizzare la cerimonia, la politica avrà un ruolo determinante. Continua la lettura di Guerra, diritti civili e di genere: da che parte stanno gli Oscar?

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Il discorso di Emma Watson sul femminismo

Il video dell’attrice alle Nazioni Unite è stato visto milioni di volte online, ma le è costato una serie di minacce e attacchi su Internet

di Giulia Siviero (ilpost.it, 24 settembre 2014)

Emma Watson è partita da sé, come nelle migliori tradizioni oratorie femministe: ha detto di essere stata scelta ambasciatrice dell’ONU sei mesi prima e ha parlato delle difficoltà legate alla parola “femminismo”, soprattutto per come viene recepita dagli uomini ma anche da alcune donne: «Più ho parlato di femminismo e più mi sono resa conto che troppo spesso battersi per i diritti delle donne era diventato sinonimo di odiare gli uomini. Se c’è una cosa che so con certezza è che questo deve finire. Continua la lettura di Il discorso di Emma Watson sul femminismo

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Quirinale, la carica dei candidati impossibili. Da Gianni Morandi a Rocco Siffredi

Il cantante emiliano e il presentatore Giancarlo Magalli sono i candidati del web. Il giornalista Sabelli Fioretti ha l’endorsement di Giovanni Toti, mentre il pornostar prese un voto già nel 2013. Ecco quali sono i nomi impossibili che potrebbero conquistare più di una preferenza

di Luca Sappino (espresso.repubblica.it, 16 gennaio 2015)

Niente più Ro-do-tà. Invece di intonarne il nome, scandendo le sillabe, la piazza potrà cantare qualche successo del candidato ideale alla presidenza della Repubblica. Quando i grandi elettori, in Parlamento, cercheranno la quadra su un nome che tenga in piedi il patto del Nazareno, le folle che accorreranno come quando si protestò per la rielezione di Giorgio Napolitano, avranno una proposta a cui difficilmente si potrà dire di no. Matteo Renzi pare stia invitando gli onorevoli del Pd a non prestare troppa attenzione alle sollecitazioni che arrivano dai social network, a non badare ai troll, ma c’è un nome a cui difficilmente si potrà resistere. Anche l’accordo più di ferro, si può sciogliere se dall’altra parte c’è Gianni Morandi. Continua la lettura di Quirinale, la carica dei candidati impossibili. Da Gianni Morandi a Rocco Siffredi

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«Io come Reagan e Schwarzenegger. Non mi ritiro, so che mi voteranno»

Magalli: una senatrice pd mi dice che darà un segnale. E i due ex attori governarono bene. Mi scelgono per protesta? Io mi presto volentieri. E capisco i giovani

di Fabrizio Roncone (corriere.it, 29 gennaio 2015)

«Ieri sera, in un ristorante, ho incontrato una senatrice del Pd, che mi ha detto: “Magalli, parola d’onore: alla prima votazione, giovedì pomeriggio, io la voto sicuramente. E come me, vedrà, tanti altri. Perché un segnale anche noi dobbiamo pur darlo, non crede?”».Magalli_tophat

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«I rifiuti? E che devo di’». La politica secondo Zequila

L’attore: «Pronto a scendere in campo alle regionali, me l’hanno proposto alcuni senatori di Forza Italia»

di Gianluca Abate («Corriere del Mezzogiorno», 24 gennaio 2015)

Antonio Zequila, 51 anni, salernitano, ex concorrente dell’Isola dei famosi e attore nella fiction Centovetrine, detto «Er Mutanda»…

«Non è il mio soprannome, non voglio che lo usi».

Non la chiamano così?

«È una str…, una cosa che non mi appartiene. Se insisti niente intervista».

D’accordo, bando al (non) soprannome. Dicono che si candiderà alle elezioni regionali in Campania. È vero?

«Sì». Continua la lettura di «I rifiuti? E che devo di’». La politica secondo Zequila

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Berlusconi lancia Mara Venier sindaco di Venezia. Lei: «Ci penso»

Presentatrice tv: «Adesso più no che sì, ma lo dirò a lui»

(ansa.it, 9 dicembre 2014)

Più no che sì, ma Mara Venier una decisione alla proposta di Berlusconi di candidarla sindaco di Venezia non l’ha ancora presa. «Sono gratificata, ma anche spaventata. Non lo so, in questo momento direi di no…» risponde al telefono la popolare conduttrice tv, che da poco ha ripreso a lavorare per Mediaset. Una ‘avance’ sul piano politico, quella dell’ex Cavaliere, che non è nata lì per lì, conferma Venier. «Era da qualche giorno – spiega – che qualcuno mi diceva che nell’ambiente vicino a Forza Italia girava il mio nome. Continua la lettura di Berlusconi lancia Mara Venier sindaco di Venezia. Lei: «Ci penso»

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L’uomo del Nazareno

di Massimo Gramellini (lastampa.it, 23 gennaio 2015)

Cosa spinge migliaia di italiani a volere Giancarlo Magalli al Quirinale? Nascono pagine di Facebook a sostegno della sua candidatura. E la consultazione lanciata tra i lettori di un importante giornale di opposizione per individuare un Presidente da scagliare tra i piedi della Casta non vede al primo posto i giuristi Rodotà e Zagrebelsky, ma il presentatore per famiglie. Dai «Fatti Vostri» al «Fatto Quotidiano». Continua la lettura di L’uomo del Nazareno

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