di Mary Beard (The London Review of Books / internazionale.it, 22 novembre 2019)
Nel 1915 la scrittrice femminista statunitense Charlotte Perkins Gilman pubblicò un romanzo divertente ma inquietante, Terra di lei (Donzelli, 2011). Come si può intuire dal titolo, è ambientato in una nazione immaginaria di sole donne che esiste da duemila anni in un angolo del pianeta ancora inesplorato.
Tradizionalmente la Disney è considerata un unico grande inno all’equilibrio, alla conservazione e allo status quo. Ed è vero. Negli anni lo Studio fondato da Walt Disney ha riflettuto e promosso i valori della società di cui era parte. Ma è altrettanto vero che, al suo interno, è stata capace di contenere prima voci dissonanti e poi di rappresentare i cambiamenti in atto nella società con straordinaria reattività.
Nonostante i numerosi arresti, proseguono le proteste della leggendaria Jane Fonda per chiedere un’azione del Congresso nei confronti dei cambiamenti climatici. E questa volta ha avuto anche il supporto del giovane Iain Armitage.
Rischia di finire in carcere Jane Fonda. L’attrice americana, da sempre attivista, oggi impegnata nella lotta al cambiamento climatico, è stata nuovamente arrestata venerdì 22 novembre a Washington, spiega Tmz, mentre manifestava insieme a gente comune e volti dello spettacolo come Diane Lane, Piper Perabo e Amber Valletta.
Tweet shock di Donald Trump che, alla vigilia della Festa del Ringraziamento, dalla sua Casa Bianca d’Inverno di Mar-a-Lago, in Florida, regala al mondo un clamoroso fotomontaggio in cui appare nelle vesti di Rocky Balboa, scatenando immediatamente sgomento e ironia sui social.
Rosa, con le tasche e il colletto bordati di blu e i bottoni d’oro. In lana e doppiopetto. Se c’è un abito che ha consegnato alla storia Jackie Kennedy è il tailleur da lei indossato nel giorno dell’assassinio di suo marito, il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy. Impossibile non ricordarlo.
Ph. Art Rickerby / Time & Life Pictures via Getty Images
Dopo una controversia legale durata anni, ieri la Corte Suprema spagnola ha stabilito che il corpo del dittatore Francisco Franco potrà essere rimosso dal complesso monumentale della Valle de los Caídos, dove è sepolto dal 1975 insieme ai caduti della guerra civile spagnola. È stata una vittoria per il governo socialista di Pedro Sanchez, che aveva fatto della riesumazione della salma di Franco una battaglia politica identitaria, portata avanti contro gli eredi del dittatore e contro gli ambienti cattolico-conservatori spagnoli, dove la memoria di Franco è ancora molto sentita.
Il primo ministro britannico Winston Churchill sulla sedia su cui sedeva Adolf Hitler, fuori dal bunker di Berlino distrutto nel maggio del 1945 Ph. Fred Ramage / Keystone / Getty Images
di Mattia Di Gennaro (direttanews.it, 15 novembre 2019)
Jane Fonda e il suo cappotto rosso sono destinati a fare storia. Quest’oggi la star di Hollywood, come i cinque venerdì precedenti, è salita sulla scalinata di Capitol Hill (sede del Congresso a Washington D.C.) per continuare la protesta contro il cambiamento climatico. È arrivato quindi il sesto arresto consecutivo con l’accusa di “dimostrazione illegale”.
Gli atleti, oggi come un tempo, sono più di semplici sportivi. E la politica, questo, lo sa bene. L’ultima conferma è arrivata pochi giorni fa, quando i giocatori della Nazionale di calcio turca hanno fatto un saluto militare durante l’inno nazionale delle qualificazioni agli Europei contro l’Albania prima e la Germania poi.
La Deutschland Fußball-Bund (Dfb), la Federcalcio tedesca, ha deciso che non sarà più consentito alla Nazionale di giocare in Paesi in cui le donne sono discriminate, vale a dire dove non hanno libero accesso a tutti i settori dello stadio come gli uomini. «Certi valori, come i diritti delle donne, per noi non sono negoziabili», ha annunciato il presidente della Dfb, Fritz Keller, nel corso di un’intervista al quotidiano Die Welt.