di Valentina Colosimo (vanityfair.it, 31 agosto 2025)
«Spero di non sembrare ingenuo, ma non ho temuto ripercussioni. Mi sentivo sicuro che, nelle mani di Olivier e della sceneggiatura, questa storia sarebbe stata raccontata in modo intelligente, con sfumature e attenzione».
Dopo una controversia legale durata anni, ieri la Corte Suprema spagnola ha stabilito che il corpo del dittatore Francisco Franco potrà essere rimosso dal complesso monumentale della Valle de los Caídos, dove è sepolto dal 1975 insieme ai caduti della guerra civile spagnola. È stata una vittoria per il governo socialista di Pedro Sanchez, che aveva fatto della riesumazione della salma di Franco una battaglia politica identitaria, portata avanti contro gli eredi del dittatore e contro gli ambienti cattolico-conservatori spagnoli, dove la memoria di Franco è ancora molto sentita.
Il primo ministro britannico Winston Churchill sulla sedia su cui sedeva Adolf Hitler, fuori dal bunker di Berlino distrutto nel maggio del 1945 Ph. Fred Ramage / Keystone / Getty Images
Da settimane in Spagna si parla della tomba del dittatore Francisco Franco, che governò il Paese dal 1939 fino alla sua morte nel 1975. La ragione è che il governo socialista di Pedro Sánchez vuole spostarla dal posto in cui si trova ora, la Valle de los Caídos (Valle dei Caduti), un complesso monumentale a circa cinquanta chilometri da Madrid dove sono sepolte anche 34mila persone morte durante la Guerra civile spagnola e nella repressione portata avanti dal regime franchista.