di Valerio Sammarco (cinematografo.it, 6 settembre 2025)
Lo scorso maggio il Festival di Cannes premiava con la Palma d’Oro Jafar Panahi, cineasta dissidente iraniano. La giuria dell’82ª Mostra di Venezia, presieduta dal regista americano Alexander Payne, avrebbe potuto dare un segnale fortissimo, anteponendo l’urgenza, la necessità di un grido come quello portato al Lido da The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, film che ha letteralmente sconvolto la Mostra, alle ragioni del (solo) merito artistico.
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