Archivi tag: star system

Successo e rovina di Planet Hollywood

(ilpost.it, 14 giugno 2021)

A fine anni Ottanta Keith Barish, un produttore statunitense noto per La scelta di Sophie e L’implacabile, decise che voleva darsi alla ristorazione e creare una catena a tema cinematografico. A quanto pare, l’idea venne a un suo assistente, che nella sceneggiatura di un possibile film sui Flintstones aveva letto il nome “Hollyrock”, il corrispettivo preistorico e flinstoniano di Hollywood. Un nome che gli aveva fatto pensare che il concetto alla base della catena Hard Rock Cafe, fondata negli anni Settanta, poteva essere traslato dal mondo della musica a quello del cinema. Con scarsa fantasia, Barish voleva chiamare la catena Cafe Hollywood, e dopo qualche mese alla ricerca di possibili soci esperti di ristorazione finì per mettersi in società con il britannico Robert Earl.

esquire.com
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Gli Oscar 2021 e la fine della fabbrica dei sogni

di Federico Pedroni (linkiesta.it, 28 aprile 2021)

Il destino ha voluto che la cerimonia di premiazione degli Oscar – rinviata causa pandemia alla fine di aprile dall’abituale posizione a cavallo tra febbraio e marzo – sia coincisa quest’anno con la tanto agognata riapertura delle sale cinematografiche italiane, almeno nelle Regioni gialle. Solitamente la consegna delle statuette rappresenta un momento di festa per gli esercenti di mezzo mondo, pronti a sfruttare il battage pubblicitario fatto di glamour e lustrini per riempire le sale con film più o meno grandi, capaci di attirare spettatori più o meno abituali. Quest’anno, però, come per tutto il resto anche per il cinema la situazione è radicalmente cambiata.

Ph. Chris Pizzello / Ap – Pool
Ph. Chris Pizzello / Ap – Pool

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Le signore Trump non se la prendono, si prendono tutto

di Guia Soncini (linkiesta.it, 13 giugno 2020)

C’è un interrogativo che accompagna i dibattiti in epoca di social, adattandosi al tema del dibattito, ma sempre con la stessa risposta: chi è più scemo? Sono peggio quelli che abbattono le statue, o quelli che ci spiegano l’importanza delle statue? Quelli che dicono che va tutto bene e non c’è alcun allarme sociale, o quelli che dicono che donne e neri e giovani stanno peggio oggi che cent’anni fa? La risposta è sempre che sono sceme entrambe le categorie, indi per cui la gente ragionevole si guarda bene dal dibattere sull’Internet, schierandosi con una delle due scemitudini.The_art_of_her_deal Continua la lettura di Le signore Trump non se la prendono, si prendono tutto →

Netflix cambia la storia di Hollywood

di Teresa Marchesi (huffingtonpost.it, 8 maggio 2020)

In tempi di astinenza forzata – e planetaria – dalle sale cinematografiche, non può sorprendere che su Netflix spopoli la mitologia della Hollywood dei tempi d’oro, rivista e corretta però in chiave antiomofoba, antirazzista e femminista dalla miniserie Hollywood. Creata con Ian Brennan da uno dei re Mida della produzione seriale corrente, Ryan Murphy, questa volenterosa fiaba revisionista fa leva su quel “what if” (e se?) trionfalmente cavalcato da Quentin Tarantino in Bastardi senza gloria e in C’era una volta… a Hollywood.

Netflix
Netflix

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Uno vale un divo, fenomenologia della fine dello star system

di Massimiliano Valerii (ilfoglio.it, 15 ottobre 2018)

Questa non è la storia di una character assassination, ma qualcosa di più: un grande cambiamento sociale. È il certificato di morte dello star system. Almeno per come lo avevamo conosciuto, popolato dai divi come figure simboliche – per quanto in carne e ossa – in cui potersi immedesimare.

Pixabay
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Royal Family, Trump e star (tra realtà e finzione): la mostra sull’arte della fotografia da scoop di Alison Jackson

di Simona Marani (elle.com, 25 marzo 2018)

La regina Elisabetta fotografata dal parrucchiere con Camilla Parker-Bowles e Kate Middleton? Marilyn Monroe e John Fitzgerald Kennedy ripresi in abbracci compromettenti? Donald Trump che si concede un selfie e troppa intimità con le Miss?

Diana gives the finger © Alison Jackson, 2012
Diana gives the finger © Alison Jackson, 2012

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“Red Sparrow”, Jennifer Lawrence e il movimento #MeToo

di Mariarosa Mancuso (ilfoglio.it, 2 marzo 2018)

Jennifer Lawrence fa l’agente segreto russo in Red Sparrow di Francis Lawrence (non sono parenti, lavorano insieme dal secondo capitolo della trilogia Hunger Games). Charlize Theron aveva fatto l’agente segreto britannico in Atomic Blonde di David Leitch.

Jennifer Lawrence con Francis Lawrence, Matthias Schoenaerts, Joel Edgerton e Jeremy Irons al photocall di Red Sparrowal The Corinthia Hotel di Londra, 20 febbraio 2018 (John Phillips/John Phillips/Getty Images)
Jennifer Lawrence con Francis Lawrence, Matthias Schoenaerts, Joel Edgerton e Jeremy Irons al photocall di Red Sparrow al The Corinthia Hotel di Londra – 20 febbraio 2018
(John Phillips/Getty Images)

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Così il #MeToo è diventato la bandiera del “femminismo da Instagram”

di Cristina Marconi (ilfoglio.it, 2 marzo 2018)

Dicono che agli Oscar si potrà tornare ad indossare qualcosa di colorato, dicono. Perché va bene l’attivismo, il #MeToo e il Time’s Up, ma dopo i Golden Globes e i Bafta non si può pensare di fare il terzo red carpet in gramaglie.SpectatorMeToo Continua la lettura di Così il #MeToo è diventato la bandiera del “femminismo da Instagram” →

Oprah Winfrey presidente? È un’idiozia (peggio di Trump)

di Fulvio Scaglione (linkiesta.it, 10 gennaio 2018)

Se l’arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescoviscontantipolizziasse, vi disarcivescoviscontantinopolizzereste anche voi? E se Donald Trump è un idiota, come lietamente proclama la migliore società, dobbiamo diventare idioti anche noi?OPRAH_T Continua la lettura di Oprah Winfrey presidente? È un’idiozia (peggio di Trump) →

Pop Power

L’Onu si affida a Shakira e Beyoncé

di Federico Rampini («la Repubblica», 5 ottobre 2015)

È uno degli annunci conclusivi dell’assemblea generale Onu. Dal Palazzo di Vetro il comunicato dice che «Shakira e i presidenti di Tanzania, Indonesia e Cile entrano nella nuova commissione internazionale per finanziare l’accesso alla scuola, perché 124 milioni di bambini esclusi dall’istruzione possano studiare, a cominciare dai piccoli profughi».CLINTON_GLOBAL_INITIATIVE Continua la lettura di Pop Power →