Ocasio-Cortez svela a “Vogue” il segreto del suo rossetto

di Alessandra Baldini (ansa.it, 25 agosto 2020)

Alexandria Ocasio-Cortez svela a Vogue i segreti della sua skin care. Come si trucca la star della Sinistra progressista prima di una lunga giornata a Capitol Hill o nel suo collegio elettorale nel Bronx. Un video postato dalla bibbia del glamour su YouTube è diventato virale all’indomani della convention democratica che ha incoronato Joe Biden alla sfida contro Donald Trump. Un tutorial su quali prodotti usare e come applicare il rossetto non è, però, un invito alla frivolezza. AlexandriaOcasioCortez_official_portrait Continua la lettura di Ocasio-Cortez svela a “Vogue” il segreto del suo rossetto

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L’Italia è come Topolinia, ma senza Mickey Mouse

di Luigi Sanlorenzo (linkiesta.it, 19 agosto 2020)

L’Italia assomiglia sempre di più alla città immaginata da Walt Disney quale scenario per il suo più famoso personaggio, ormai quasi centenario. Sembrano esserci tutti: la truce Banda Bassotti, la mediocre quanto confusionaria Minerva detta Minnie, sempre in attesa di convolare a giuste nozze, il commissario Basettoni, bonario quanto inefficace detective; non mancano quell’amico Pippo che tutti abbiamo avuto, i terricoli quanto imbranati Orazio e Clarabella, e l’inquietante Macchia Nera.

The Walt Disney Archives Photo Library © The Walt Disney Company
The Walt Disney Archives Photo Library
© The Walt Disney Company

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Abbiamo davvero capito perché si ride?

di Matteo Marchesini (ilfoglio.it, 23 agosto 2020)

Perché si ride? Per Schadenfreude? Perché gli altri ci appaiono dei burattini goffi, come dice Bergson? O perché così ci mostrano ciò che anche noi siamo e non osiamo rivelare? Si ride, freudianamente, se una battuta allenta il morso della repressione? O se scrollandoci di dosso la camicia di forza della logica scorgiamo il nonsenso sotteso a ogni discorso sensato? È più divertente trovare una discrepanza dove si suppone l’uniformità o una ripetizione dove dovrebbe esserci una differenza, come quando un uomo imita scimmiescamente un suo simile?TerryEagleton_Breve_storia_della_risata Continua la lettura di Abbiamo davvero capito perché si ride?

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Sapore di male

di Guia Soncini (linkiesta.it, 19 agosto 2020)

Quando eravamo piccoli, e la classe politica somigliava meno all’elettorato e quindi sapeva assecondarlo con più professionalità, l’estate era estate. Stagione il cui principale dilemma era se si potesse rullare a biliardino, il cui manifesto politico era il laminato dei gelati (che ne prometteva sempre almeno un paio che poi nel frigo non comparivano mai), e durante la quale non si guardavano i tg. A volte la sera qualcuno accendeva, ma nelle case al mare la tv prendeva sempre malissimo, e poi c’era sempre qualche doccia in ritardo, frittura da seguire, strilli da una stanza all’altra, se non era successo qualcosa di grossissimo certo non ci si metteva a guardare il pastone.Salvini_Mojito Continua la lettura di Sapore di male

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Il digiuno per Salvini

(fanpage.it, 20 agosto 2020)

L’iniziativa non è nuovissima, dal momento che già a gennaio i leghisti avevano provato a lanciare la mobilitazione a sostegno di Matteo Salvini e sempre in relazione al caso Gregoretti. Tuttavia, in queste ore è diventato nuovamente virale l’hashtag #digiunoperSalvini, che ricorda la campagna (con tanto di sito Internet dedicato) che chiedeva di digiunare a sostegno del leader leghista, il quale ora si appresta ad andare a processo, dopo il via libera del Parlamento all’autorizzazione a procedere, per la gestione del caso Gregoretti quando era ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio.digiuno_per_Salvini Continua la lettura di Il digiuno per Salvini

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Meloni scende in spiaggia

(adnkronos.com, 19 agosto 2020)

Dalla campagna ecologista Spiagge Pulite alle infradito elettorali, fino all’Enigma del Patriota. Sempre rigorosamente con Fratelli d’Italia sotto l’ombrellone, perché le idee e gli obiettivi del partito di Giorgia Meloni non vanno in vacanza. La campagna di Fdi che dichiara guerra all’inquinamento, alla plastica, al vetro e a tutto ciò che contamina i litorali italiani è partita ai primi di agosto da Ostia, con stand vicino alle spiagge. 0_Meloni_spiaggia Continua la lettura di Meloni scende in spiaggia

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La ragazza che diede un volto (e un sorriso) alla Repubblica Italiana

di Ugo Barbàra (agi.it, 2 giugno 2020)

C’è un’immagine che da più di settant’anni accompagna la festa del 2 giugno e, in generale, ogni volta che si ricorda il referendum che sancì il passaggio dalla monarchia alla repubblica. È il volto sorridente di una bella ragazza che sbuca, letteralmente, dalla prima pagina del Corriere della Sera con il titolo a nove colonne sull’esito del referendum del 1946. Una foto solo in apparenza spontanea, in realtà costruita con accortezza e selezionata tra numerosi provini.

Studio Patellani / Museo di Fotografia Contemporanea, Cinisello Balsamo
Studio Patellani / Museo di Fotografia Contemporanea, Cinisello Balsamo

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La donna turrita. Perché l’Italia è rappresentata come una figura femminile?

di Dario Ronzoni (linkiesta.it, 2 giugno 2020)

Tutti l’hanno vista, almeno una volta. Sotto forma di statua, forse. O stampata sui francobolli. Si trova spesso nelle vecchie cartoline (soprattutto di inizio Novecento), nelle vignette di satira, in qualche poster, nei manifesti celebrativi. È l’immagine dell’Italia rappresentata come una donna. Forma allegorica, iconica, simbolica. A volte con un tricolore in mano (così non si sbaglia), quasi sempre con una corona turrita in testa. E perché no, una cornucopia, a indicare abbondanza e fertilità. Ma perché è così? Perché si è imposta questa simbologia?Belardelli_Italia Continua la lettura di La donna turrita. Perché l’Italia è rappresentata come una figura femminile?

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I capi d’abbigliamento iconici diventati simbolo di libertà

di Essia Sahli (vanityfair.it, 7 giugno 2020)

La moda è una delle forme espressive umane, singola e collettiva al tempo stesso, che forse meglio incarna i continui cambiamenti storici. Questo perché spesso e volentieri è stata la comparsa di alcuni capi d’abbigliamento, in una data epoca, ad aver premuto l’acceleratore sulla sovversione di paradigmi e canoni, così come sulle restrizioni e le costrizioni sociali. Nel libro Il senso della moda, Roland Barthes rifletteva su questo fiuto della moda, spesso infallibile, e in particolare su che rapporto ha con la Storia.

Getty Images
Getty Images

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Jackie Kennedy, da first lady a icona di stile

di Maria Luisa Tagariello (vanityfair.it, 21 maggio 2020)

Se l’aggettivo “iconico”, oggi, ci sembra abusato, difficilmente saremmo in grado di trovarne uno più appropriato per raccontare lo stile di Jackie Kennedy. Ci sarà quindi perdonato, con una certa indulgenza, l’uso (e l’abuso) di una parola spesso elargita con troppa generosità, ma che risulta quanto mai calzante per descrivere tanto il tailleur bouclé della first lady quanto i pantaloni Capri della moglie dell’armatore greco.Jackie_Gucci Continua la lettura di Jackie Kennedy, da first lady a icona di stile

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