La collanina con la scritta VOTE, uno dei dettagli più importanti del discorso di Michelle Obama

(rivistastudio.com, 18 agosto 2020)

Nella notte di lunedì 17 agosto, Michelle Obama ha aperto la convention democratica in videoconferenza. «Trump non è in grado di governare l’America» ha esordito, «ogni volta che guardiamo a questa Casa Bianca appellandoci a una guida o in cerca di consolazione, ciò che vediamo è il caos». Nonostante l’apertura della convention, affidata alla moderazione dell’attrice Eva Longoria, abbia visto decine di oratori, a catturare l’attenzione del pubblico è stata proprio l’ex first lady, e un dettaglio di cui tutti gli spettatori si sono accorti: la collanina da lei indossata con la scritta “VOTE”. MichelleObama_vote_necklace Continua la lettura di La collanina con la scritta VOTE, uno dei dettagli più importanti del discorso di Michelle Obama

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La strategia di auto-promozione di Greta Thunberg in quattro punti

di Rainer Zitelmann (linkiesta.it, 17 agosto 2020)

Ancora una volta Greta Thunberg ha dimostrato la sua genialità nelle pubbliche relazioni. Qualche giorno fa ha incontrato un ricercatore norvegese per una conversazione sul confine tra i due rispettivi Paesi scandinavi. E Greta ha immediatamente postato le fotografie dell’incontro su Twitter e Instagram. In una di esse si possono vedere i due che si salutano toccando la punta dei piedi dell’interlocutore sul varco di confine di Morokulien, senza entrare fisicamente nel Paese dell’altro.GretaThunberg Continua la lettura di La strategia di auto-promozione di Greta Thunberg in quattro punti

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In Thailandia gli studenti protestano usando i simboli di “Harry Potter” e “Hunger Games”

(ilpost.it, 12 agosto 2020)

In Thailandia nelle ultime settimane migliaia di studenti universitari e delle scuole superiori hanno partecipato a manifestazioni di protesta contro il governo e contro il re, e per chiedere maggiore democrazia. Sono proteste inusuali per un Paese in cui il re è considerato una specie di divinità e dove per chi lo critica è previsto anche il carcere. La Thailandia ha, infatti, una delle legislazioni più severe al mondo per il reato di lesa maestà: chi «diffami, insulti o minacci il re, la regina, gli eredi o i reggenti» rischia una pena detentiva fino a quindici anni.

Ph. Lauren DeCicca / Getty Images
Ph. Lauren DeCicca / Getty Images

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I supereroi internazionali della Marvel

(ilpost.it, 9 agosto 2020)

Nei suoi circa sessant’anni di attività, la celebre casa editrice di fumetti Marvel Comics ha creato un universo di supereroi che hanno incarnato i valori tipici degli Stati Uniti, come Iron Man e Capitan America. I loro antagonisti sono stati spesso personaggi provenienti da altre parti della Terra (e oltre, spesso). Talvolta il loro ruolo è stato marginale, talvolta invece sono diventati così noti o rilevanti che gli sceneggiatori li hanno incorporati alle storie dei supereroi statunitensi, oppure li hanno trasformati nei protagonisti di altre serie.

Ph. Steve Luciano / Ap
Ph. Steve Luciano / Ap

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La svastica sulla torta

(giornalettismo.com, 14 agosto 2020)

Quando si ha un ruolo pubblico, anche come personaggi televisivi e come influencer su Instagram, bisognerebbe stare molto attenti a quello che si pubblica. Soprattutto quando si tratta di rievocazioni di simboli di estrema Destra, legati a pagine buie della storia dell’umanità. Le sorelle Enardu (Serena ed Elga), conosciute nel campo della tv e della moda, hanno partecipato a una festa di compleanno nella serata di ieri, nel corso della quale è apparsa una torta “decorata” con una svastica.Enardu_svastica Continua la lettura di La svastica sulla torta

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Lo strano caso della Svezia che censura il libro di un comico

di Dario Ronzoni (linkiesta.it, 11 agosto 2020)

In mezzo alle polemiche per il mancato lockdown, e gli elogi per il mancato lockdown, il dibattito culturale svedese ha trovato spazio per quello che sembra un caso di censura. Per un Paese che vanta una lunga storia di libertà di opinione questa è senza dubbio una questione scottante. Al centro di tutto, il nuovo libro di Aron Flam. Attore comico di stand-up, film e televisione, autore di podcast, programmi radio, è noto nel Paese per la sua ironia tagliente e il gusto per la provocazione (soprattutto su temi come femminismo e socialismo), oltre a essere un convinto liberal in grado di vendere migliaia di copie con titoli che fanno a pezzi tabù culturali ancestrali.1_AronFlam-svensk_tiger Continua la lettura di Lo strano caso della Svezia che censura il libro di un comico

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Oltre il mito di Alberto Sordi

di Christian Raimo (internazionale.it, 8 agosto 2020)

Alberto Sordi fa cent’anni. Senza la pandemia sarebbe stato il suo anno: una grande mostra a Roma, la sua villa aperta al pubblico come un mausoleo, documentari. Film biografici uno dopo l’altro: Permette? Alberto Sordi; Alberto Sordi, un italiano come noi; Siamo tutti Alberto Sordi? E speciali della Rai: Alberto Sordi. Storie di un italiano; Sordi, un italiano a Roma. La figura di Sordi è vista in maniera piuttosto univoca: è un sinonimo dell’italiano medio, dei suoi vizi, l’aggiornamento più popolare di un carattere millenario.il_vigile Continua la lettura di Oltre il mito di Alberto Sordi

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Di cosa c’è bisogno prima di fare un museo del fascismo

di Oiza Q. Obasuyi (internazionale.it, 7 agosto 2020)

In Italia il dibattito sul fascismo ritorna ciclicamente e spesso è un segnale evidente del fatto che il Paese non è mai riuscito a fare davvero i conti con il suo passato. L’ultimo esempio lo offre la proposta al Consiglio comunale di Roma per realizzare un museo del fascismo. La mozione è stata firmata da Gemma Guerrini, Massimo Simonelli e Andrea Coia, tre esponenti del Movimento 5 Stelle. L’intenzione era quella di dare vita a un istituto di tipo didattico per raccontare il Ventennio e attirare scuole e turisti, conferendogli anche una funzione catartica.

Ph. Andreas Solaro / Afp
Ph. Andreas Solaro / Afp

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Si può impedire a un politico di usare una canzone?

(ilpost.it, 13 agosto 2020)

Il 5 agosto il cantante e musicista canadese Neil Young ha fatto causa a Donald Trump presso un tribunale federale statunitense, accusandolo di violazione del copyright per aver usato due sue canzoni – Rockin’ in the free world e Devil’s sidewalk – durante il comizio di giugno a Tulsa, in Oklahoma. Young – che da qualche mese è diventato cittadino statunitense proprio allo scopo di votare alle presidenziali di novembre – ha detto di non poter permettere che la sua musica sia usata «come colonna sonora di una campagna divisiva e antiamericana, basata sull’odio e l’ignoranza».FB_Neil_Young Continua la lettura di Si può impedire a un politico di usare una canzone?

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