Tutti gli articoli di Star Politics

America 2020: non fate zapping, (non) finisce il 3 novembre

di Rita Lofano (agi.it, 6 ottobre 2020)

Mancava la Cavalcata delle Valchirie, suonata a tutto volume dagli altoparlanti dell’elicottero, nel remake trumpiano dell’epica scena di Apocalypse Now con un’unica ala rotante: il Marine One. Sorvola i cieli di Washington. Non c’è il fango della giungla del Vietnam ma i monumenti simbolo della capitale americana e dell’America, un tramonto mozzafiato e il guerriero che torna a casa vittorioso, dopo appena 72 ore in ospedale. «Non abbiate paura del Covid. Non lasciate che domini la vostra vita. Lo sconfiggeremo». Parola dell’«eroe sopravvissuto non solo ai trucchi sporchi dei democratici ma anche al virus cinese», a metà tra Eracle (dotato di una forza sovrumana) e Prometeo (virile condottiero salvatore che ha donato il fuoco all’umanità).

Ph. Anna Moneymaker / New York Times – Redux
Ph. Anna Moneymaker / New York Times – Redux

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Salvini e quei soliti follower sospetti

di Alessandro Sahebi (tpi.it, 3 ottobre 2020)

Sul processo di Catania gli utenti social appoggiano in massa Matteo Salvini. Come mai? Chiedetelo a Cvetanka, anziana signora abitante di Ocrida, nella Macedonia del Nord. Oppure al timido Hellal, ragazzo indiano con solo undici amici su Facebook ma un grande interesse per la difesa dei confini italiani. E perché non chiedere a Lankoande cosa ne pensi dell’immigrazione dall’Africa, proprio lui che viene dalla Costa d’Avorio? Durante i giorni che hanno preceduto il countdown terminato il 3 ottobre con la manifestazione di Catania – lanciata proprio dalla pagina di Matteo Salvini, il cui gruppo di comunicazione ad oggi viene ritenuto il dream team della politica 2.0 –, è stato evidente l’aumento delle interazioni a sostegno del leader della Lega.

rollingstone.it
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Di Battista sale in cattedra: lezioni di giornalismo a 185 euro

di Laura Cesaretti (ilgiornale.it, 29 settembre 2020)

Un tempo c’era Ernest Hemingway. Oggi c’è Dibba, e basterebbe questa malinconica parabola a dare idea della decadenza di una nobile e antica professione. Ma c’è di più: oltre che reporter d’oltremare, l’ex deputato grillino Alessandro Di Battista si fa anche docente di giornalismo e sale in cattedra per spiegare a giovani di belle speranze le «linee guida per la realizzazione di un reportage dall’estero». Alla modica cifra di 185 euro, e senza spostarsi dal divano di casa perché la lectio magistralis sarà online.DiBattista_Tpi Continua la lettura di Di Battista sale in cattedra: lezioni di giornalismo a 185 euro →

Calamity Cleveland: il duello uccide il format

di Stefano Baldolini (huffingtonpost.it, 1° ottobre 2020)

Undici milioni in meno rispetto a quattro anni fa. Oltre il 13 per cento di share perso. Se il primo dibattito presidenziale Trump-Biden è considerato il SuperBowl della politica, a non convincere i telespettatori-elettori sono stati sia gli attempati finalisti sia l’andamento della partita, a detta di tutti scadente e inguardabile per l’eccessiva polarizzazione e la radicalizzazione dei toni. A confermarlo sono le stime Nielsen sugli ascolti, in picchiata rispetto al primo dibattito fra Donald Trump e Hillary Clinton del 2016, ma sostanzialmente stabili lungo tutto il match tra il tycoon e l’ex vice di Obama.

Ph. Saul Loeb / Afp – Getty Images
Ph. Saul Loeb / Afp – Getty Images

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Lo scontro in tv fra Trump e Biden umilia la democrazia

di Pierre Haski (France Inter / internazionale.it, 1° ottobre 2020)

Molto è stato detto su quello che il Washington Post ha definito «il peggior dibattito presidenziale nella storia degli Stati Uniti». Ma gli americani, probabilmente, sono troppo occupati o troppo inorriditi per chiedersi come questo evento televisivo sia stato percepito all’estero, dove è stato seguito con un interesse sproporzionato. Sono rimasto colpito da un tweet di un intellettuale africano, Célestin Monga, che negli anni Ottanta è stato incarcerato nel suo Paese, il Camerun, per aver difeso la democrazia, prima di trascorrere alcuni anni a Washington e successivamente tornare nel continente come capo economista della Banca africana per lo sviluppo.

Gage Skidmore / Flickr
Gage Skidmore / Flickr

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Donald Trump spende 70mila dollari l’anno per il parrucchiere (sua figlia Ivanka 95mila)

di Clarissa Valia (tpi.it, 29 settembre 2020)

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha speso 70mila dollari l’anno per il parrucchiere. E 95mila per l’hair styilist e il truccatore della figlia Ivanka. È quanto emerge dai dettagli delle dichiarazioni dei redditi del tycoon, pubblicate ieri dal New York Times. Spese dedotte in maniera sistematica dalle tasse da Trump. Una somma cospicua, soprattutto se si pensa che, secondo i documenti pubblicati dal Nyt, Trump nel 2016 e nel 2017 ha pagato solo 750 dollari di tasse federali, e zero nei dieci anni precedenti.a-donald-trump-hair-history Continua la lettura di Donald Trump spende 70mila dollari l’anno per il parrucchiere (sua figlia Ivanka 95mila) →

“The Apprentice” ha salvato le finanze di Donald Trump

di Albachiara Re (wired.it, 29 settembre 2020)

Dopo la pubblicazione dell’inchiesta sul mancato pagamento delle tasse federali da parte di Donald Trump, il New York Times continua a sviscerare la dichiarazione dei redditi del presidente degli Stati Uniti: la testata ha scoperto, tra le altre cose, quanto il reality show The Apprentice sia stato utile al tycoon non solo per costruire la sua immagine da imprenditore di successo, ma anche per sanare le sue finanze, praticamente in rosso dopo una serie di investimenti sbagliati (come quelli fatti per la sua catena di resort di lusso e casinò).

Ph. Rob Kim / Getty Images
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Trump ai suprematisti bianchi: «Stand back, stand by»

di Alessandro Camilli (blitzquotidiano.it, 1° ottobre 2020)

Trump e l’occhio strizzato ai suprematisti bianchi, il rischio di far saltare il tavolo della democrazia e il tentativo, fallito, di far apparire il suo avversario un candidato “moscio”. Non solo suprematisti, l’analisi del primo dibattito tra Donald Trump e Joe Biden preoccupa molti repubblicani e spinge – stando ai sondaggi – consensi verso il candidato democratico. Della volgarità, del punto più basso toccato dall’invidiata e ammirata democrazia americana nel primo incontro-scontro tra i due candidati alla presidenza a Stelle e Strisce si è detto.DonaldTrump-PB Continua la lettura di Trump ai suprematisti bianchi: «Stand back, stand by» →

Fred Perry ha un problema di neonazisti

(ilpost.it, 28 settembre 2020)

Il marchio di moda Fred Perry, fondato negli anni Cinquanta da un celebre tennista inglese e per decenni associato alle sottoculture britanniche e in una certa misura alla Sinistra, ha dovuto fare l’ennesimo comunicato per prendere le distanze dai Proud Boys, un gruppo neonazista americano che ha adottato una sua polo nera e gialla come uniforme. Sono alcuni anni che Fred Perry convive con questo problema, ma nell’ultimo comunicato spiega di aver sospeso le vendite di quel modello di polo in Nord America dal settembre del 2019, fino a che «non riterremo che la sua associazione con i Proud Boys sarà finita». ProudBoys Continua la lettura di Fred Perry ha un problema di neonazisti →

Florida Men: lo strano caso di Brad Parscale in trattamento sanitario obbligatorio

di Maria Laura Rodotà (linkiesta.it, 29 settembre 2020)

Tax day

I pundit, i commentatori della politica americana, non ne azzeccano una dai tempi di Bush/Gore e forse da prima, ma a volte viene voglia di credergli. Succede ora con David Frum: sull’Atlantic sostiene che Trump sta perdendo – come si suol dire – il controllo della narrazione. Che le rivelazioni del New York Times sulle tasse (750 dollari nel 2017) e i debiti (più di 300 milioni di dollari da restituire nei prossimi anni) e le perdite e i pasticci gli non verranno liquidati, al solito, come simpatiche caratteristiche del personaggio.parscale Continua la lettura di Florida Men: lo strano caso di Brad Parscale in trattamento sanitario obbligatorio →